Lunedì, 12 Novembre 2012 12:36

Vibo, 18enne sequestrato in piazza e pestato dal branco: arrestati i presunti responsabili

Scritto da Redazione
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mini piazza_municipio-vvSi è chiuso il cerchio attorno ai responsabili del brutale pestaggio avvenuto sabato a Vibo Valentia. Giuseppe Iannello, 23 anni e Giuseppe Grillo, 25, si sono presentati ai carabinieri accompagnati dai loro legali. I due, ora in carcere, insieme a Francesco Grillo, 18enne agli arresti domiciliari, avrebbero sequestrato F.C., 18 anni, in piazza municipio a Vibo, per poi portarlo in luogo isolato e aggredirlo a calci e pugni, provocandogli la frattura delle ossa del viso e la lesione di alcune costole. I presunti responsabili, di San Calogero, come la vittima, sono accusati di sequestro di persona e lesioni gravi. La loro posizione è aggravata dai futili motivi che sarebbero alla base dell'aggressione: la vittima avrebbe deciso di interrompere la relazione sentimentale con la sorella di Grillo.

Secondo la difesa dell'indagato il ragazzo aggredito avrebbe dato uno schiaffo alla ragazza. La vittima del pestaggio ora si trova a Catanzaro ricoverato con prognosi riservata nel reparto di chirurgia maxillo-facciale.

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    Il fatto, come si ricorderà, risale al 25 ottobre 2012. Era di giovedì. Quella sera Filippo aveva deciso di recarsi a Pizzoni per trovare la ragazza. Non ci sarebbe rimasto, poi, molto, perchè il giorno seguente il giovane di Soriano avrebbe dovuto alzarsi presto al mattino per andare al lavoro con il padre in giro per i mercati della zona. Fatta una certa ora, Filippo ha deciso di rincasare e, nel farlo, ha chiesto un passaggio a Domenico Tassone. Tanti sono state fino ad ora i giovani morti ammazzati. Filippo, però, a differenza di molti altri, era un innocente. Un ragazzo che non ha mai avuto problemi con la giustizia ma che, alla fine, ha pagato con il prezzo più caro la scelta di salire in macchina con la persona sbagliata. Obiettivo dei sicari, infatti, era proprio Tassone ma, per una pura fatalità, uno sbaglio, gli assassini hanno colpito, uccidendo Filippo, molto qualche ora dopo all'ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia.

    A distanza di oltre due anni, dunque, la famiglia Ceravolo attende di avere giustizia. Attende di conoscere chi, quella sera, ha avuto il coraggio di sparare senza accorgersi che in quella macchina c'era anche Filippo. Pretende che sul caso sia fatta piena luce. E lo Stato ha il dovere di dare giustizia, perchè un omicidio come quello di Filippo, a distanza di due anni, non può rimanere impunito.

     

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