Martedì, 24 Luglio 2012 18:26

Un Brigante di nome Ciccio Svelo

Scritto da Sergio Gambino
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mini ciccio_svelo“Ciccio!” gli dissi “…lo fai un intervento dal palco all’incontro con la popolazione?”. “Lo faccio solo se mi procuri un metro, una di quelle ‘rulline’ a molla”.  Conobbi Ciccio Svelo in un incontro organizzato da Sergio Di Giorgio, il quale, avendo conosciuto la realtà di Serra e l’Associazione “Il Brigante”, disse che non potevamo non conoscere l’Avvocato Svelo. Ci incontrammo a Gallico, in una pizzeria, noi arrivammo con Sergio, lui solo. Arrivò con un improbabile look da avvocato, ma che secondo lui era molto elegante. “Scusate l’abbigliamento… ma stavo lavorando e mi sono dovuto vestire elegante”. Occhialini che calava sul naso e abbassando la testa faceva transitare lo sguardo tra le sopraciglia e la montatura degli occhiali stessi, mentre in mano, teneva una piccola cartina marrone scuro, che avrebbe trasformato in pochi secondi in una piccola sigaretta, in tante piccole sigarette, in tantissime maledette piccole sigarette marroni, tante delle quali gli si spegnevano tra le dita, gli si spegnevano a metà, quasi intere, e la sua catena di montaggio continuava imperterrita a girarne delle altre. Parlammo per tre ore, come se ci fossimo conosciuti da anni

, parlammo di tutto, dalle arance di San Giuseppe, dei suoi cani, di musica, di rivoluzione e di poesia. Si, ci conoscevamo da sempre, davvero. “Ora, mi dovete dire, chi cazzu vuliti di mia, pirchi’ siti vinuti ‘nti mia….”. Ce lo ripetette per quattro anni. Ridendosela sotto i baffi. “E lu metru chi lu vue?” risposi io. “Vedi, Sergiuzzu, c’è da fare una considerazione. Mio nonno mori’ a settantacinque anni, mio padre a settantasei, quasi la stessa età. Io certamente morirò alla stessa età”. Intanto il metro, onnipresente nelle mie auto, saltò fuori. “Ecco questo è cento, settantacinque abbiamo detto, meno quarantasette (e intanto faceva raccogliere la molla del metro che dalle sue dita diventava sempre più corto)…restano trentasette trentotto centimetri, questo poco di metro. Voglio fare capire alla gente, che la vita fugge via, e non ce ne rendiamo conto, le cose bisogna farle e farle subito, perché il tempo è sempre più breve”.

Poi un giorno avevo la tosse, una tosse brutta che non mi lasciava respirare in pace, non riuscivo a lavorare nel caldo di luglio mentre costruivo il bancone di un Bar. Una rullina simile a quella che prestai a Ciccio per il suo intervento in mano, questa volta a fare il suo naturale lavoro, non da metafora per la vita. Misuravo montanti per il cartongesso. Prendo la misura, nella mano destra la forbice. Sessantatrè va tagliato. Ma non so per quale motivo, invece di andare a tagliare il profilato che mi necessitava,tagliai inspiegabilmente il metro. Sessantatrè spaccato. Guardai il metro e mi misi a ridere… ”Ma chi cumbinu…” pensai tra me e me. Poi mi venne una di quelle paure o fissazioni che forse ogni tanto vengono a tutti, uno di quei cattivi pensieri. E’ stato un segno pensai. Morirò a sessantatrè anni. Di qualche malattia procuratami dal fumo delle sigarette. Morirò come un fesso. Salvatore intanto mi prendeva per il culo, per aver tranciato la “rullina”. Continuavo intanto a tossire. Poi ad un certo il pensiero di quel metro mi ossessionava: ma come avrò fatto, ma perché l’ho tagliato, si morirò, morirò a sessantatre anni, me lo merito, così imparo a fumare, e intanto lavoravo in un bagno di sudore. Un lampo mi balenò poi in testa. Non muoio io. Gli succederà qualcosa a Ciccio, a sessantatrè anni….Ripensai al suo intervento per l’acqua pubblica, alla sua metafora della “rullina”. Poi suona il telefono. Era Sergio. Rispondo. “Sergio, ho da darti una notizia terribile - mi dice con la voce rotta dal pianto - è morto Ciccio Svelo, lo hanno trovato a casa, è ancora lì sul divano…ora ci vado…non si capisce…forse un infarto poi ti chiamo”. Guardai il telefono attonito, come se stessi sognando, come se fosse un incubo che si materializza. Non è possibile pensai. Poi chiamo, di nuovo Sergio, che mi spiega, poi chiamo i briganti, poi piango. Non è possibile. Ciccio è stato un flash nella nostra vita, è arrivato, ci ha detto un sacco di cose e poi è andato via. Lasciandoci orfani di Svelo, lasciandoci con la bocca amara. Lasciando migliaia di mozziconi delle sue sigarette marroni, lasciandoci centinaia di parole, di belle parole, di litigi, di serate felici. Ciccio ci lascia i suoi amici e i suoi  compagni, ora diventati i nostri amici e compagni. Ci lascia gli Appesi, Ciccio, Pino, Giancarlo, Daniela, quelli di Lamezia e quelli di Cinquefrondi, ci lascia tanto e non ci lascia niente. Ci lascia un anno fa così, con l’amaro in bocca, come quelli che vedono una stella cadente e non hanno il tempo di esprimere il loro desiderio che già è andata via e non ricordano se davvero l’hanno vista e non ne hanno apprezzato la bellezza, non ne hanno apprezzato la gioia, la bravura e l’arguzia. Era nato nel sessantatrè. Ci rivedremo Ciccio, e ti prenderò a calci in culo, perché te ne sei andato senza salutare, te ne sei andato senza avvertire e ancora ci dovevi dire tante cose e tante cose ti dovevo dire e poi ti avevo trovato la casa a Serra, e poi dovevamo fare la rappresentazione sulla Palestina, e poi dovevamo fare il gemellaggio con gli Appesi, che poi abbiamo fatto da soli, e quando ti vedono loro anche Ciccio e Pino e Gianni ti prenderanno a calci in culo. Eri nato nel sessantatrè.

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    mini giornata_biodiversitRiceviamo e pubblichiamo

    Dopo il successo dell’anno scorso, che ha visto i volontari del WWF impegnati nell’opera di sensibilizzazione alla conservazione del nostro patrimonio naturalistico nella suggestiva cornice del vivaio forestale “Rosarella” di Serra San Bruno, l’associazione ambientalista invita tutti ad un nuovo appuntamento con la biodiversità e il contrasto alle minacce che incombono su di essa. Attivisti, soci, simpatizzanti e cittadini, domenica prossima, dalle 10,30, saranno ospiti delle splendide strutture di Villa Vittoria a Mongiana, messe a disposizione dal Comando Provinciale del Corpo Forestale che ha risposto con entusiasmo alla proposta del WWF Calabria.

    La tradizionale manifestazione del WWF assume quest’anno un carattere particolare, essendo legata alla campagna del WWF Italia denominata “Stop ai crimini di Natura”, una iniziativa finalizzata a far conoscere all’opinione pubblica i pericoli gravissimi che minacciano la biodiversità in tutto il mondo, senza sottovalutare gli attacchi continui che subisce la Natura d’Italia e della nostra regione. Il programma prevede, oltre alla presentazione della campagna nella sala conferenze, l’allestimento di tavoli per raccogliere adesioni, percorsi di interesse botanico e faunistico (a cura del CFS) e una visita al museo delle Ferriere.

    Distruzione, alterazione e frammentazione degli habitat naturali, caccia eccessiva, bracconaggio, commercio illegale e introduzione di specie “aliene”, oltre alla minaccia globale rappresentata dal riscaldamento del pianeta determinato dall’effetto serra, sono le sfide quotidiane che il WWF è impegnato a contrastare , con la sola forza dei suoi volontari, degli scienziati e dei milioni di persone, che, in tutto il mondo, sostengono concretamente questa autentica guerra per salvare il pianeta e le irripetibili e meravigliose creature che lo popolano e lo rendono straordinario.

    Un impegno di civiltà e di amore che il WWF combatte dal 1961 in ogni regione della Terra per salvare dall’estinzione le ultime Tigri in Asia (ne sopravvivono in tutto 3200) o gli ultimi Rinoceronti sterminati per l’utilizzo del corno nei paesi orientali (della specie che vive a Giava, ne sono rimasti appena una cinquantina!); per non parlare delle poche centinaia di Gorilla di montagna rimasti, che vengono ancora braccati e massacrati per la carne o minacciati dalla distruzione delle loro foreste. Gli stessi elefanti africani, il simbolo stesso della savana, vengono crudelmente abbattuti dai bracconieri al ritmo impressionante di 22.000-25.000 all’anno . Ma l’elenco delle specie animali e vegetali che la terra rischia di perdere in breve tempo è sconvolgente e si allunga ogni giorno che passa, tanto da aver indotto gli scienziati a parlare di una “sesta estinzione di massa ”, dopo le cinque che hanno sconvolto la vita sul pianeta nelle passate ere geologiche. Con la differenza che stavolta, ad essere responsabile della fine di migliaia di specie, è un’altra specie: la nostra.

    Del resto gli Italiani e i Calabresi sanno benissimo che l’assalto alla natura e agli animali ha assunto anche da noi il livello di allarme rosso, considerato il continuo massacro del territorio e le minacce che gravano sulla nostra fauna. Un assalto contro cui agiscono, spesso a rischio della vita, i Ranger del WWF in tutto il mondo e, in Italia, 300 eroiche Guardie Venatorie Volontarie che , dalle Alpi alla Sicilia, sacrificano il loro tempo e i loro soldi per salvare orsi e lupi, uccelli migratori o per denunciare gli innumerevoli “Crimini di natura” che vengono commessi quotidianamente in ogni parte dell’ex “Bel Paese”, mettendo a repentaglio la salute dell’ambiente e, con essa, quella degli stessi abitanti. Un drappello di queste autentiche sentinelle dell’ambiente, sotto le insegne del Panda, opera da tempo in Calabria ed è anche al loro impegno quotidiano, così come all’insostituibile ruolo svolto tradizionalmente dal Corpo Forestale dello Stato, che l’appuntamento di Mongiana è dedicato.

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    WWF Calabria


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    Ancora una volta i campionamenti sarebbero stati effettuati da tre fontane pubbliche rifornite dalla rete Sorical, ubicate in pieno centro cittadino (punti di prelievo di piazza San Giovanni, piazza Mons. Barillari e C.so Umberto I). Dalle tre fontane, che erogano la stessa acqua che giunge alla maggior parte delle abitazioni ubicate sul territorio comunale, in precedenza era emersa un'anomalia riferita al parametro del "cloro attivo libero", riscontrato in accesso rispetto ai limiti sanciti dal D.Lgs. 31/2001 che regola la qualità delle acque da adibire all’uso umano.

    Ma per il provvedimento utile a ripristinare la parziale potabilità, il dato che più è emerso in maniera contraddittoria, è parso sicuramente quello connesso ai tempi di pubblicazione delle analisi. Infatti, mentre nel caso dell’ordinanza di non potabilità del 2 dicembre c’erano voluti ben dodici giorni di tempo dalla pubblicazioni dei risultati alla data di campionamento (i prelievi erano stati effettuati il precedente 20 novembre), adesso nel giro di poche ore, il 4 dicembre, si è arrivati addirittura nella stessa giornata ad effettuare i prelievi, le relative analisi e a fornire i conseguenti rapporti di prova accertanti la buona qualità dell’acqua. Proprio in relazione all’ordinanza di non potabilità del 2 dicembre, per mezzo stampa, prima il Comitato Civico pro Serre - da sempre sensibile rispetto alla questione “acqua potabile” - poi il deputato del M5S Paolo Parentela, avevano invitato il sindaco Bruno Rosi a pubblicare i tabulati particolareggiati delle analisi. Appelli chiaramente caduti nel vuoto.

  • A3, incidente tra Pizzo e Sant'Onofrio: due feriti A3, incidente tra Pizzo e Sant'Onofrio: due feriti

     

    mini incidenteUn incidente stradale, fortunatamente senza gravi conseguenze, si è verifato sull'autostrada A3, Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli di Pizzo Calabro e Sant'Onofrio. Un mezzo pesante, probabilmente a causa delle avverse condizioni meteorologiche, ha invaso la carreggiata ed è stato successivamente tamponato da una vettura che stava sopraggiungendo. L'autista del camion, dunque, avrebbe perso il controllo del mezzo. Sul posto si è reso necessario l'intervento della Polizia Stradale e dell'ambulanza dell'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia. Il traffico è provvisoriamente deviato sulla sola corsia di sorpasso, in carreggiata sud.




  • Meteo, calo delle temperature all’inizio della prossima settimana Meteo, calo delle temperature all’inizio della prossima settimana

    freddoNel complesso il 2014 ha fatto registrare temperature nettamente al di sopra della media, infatti in questi primi dieci mesi (dato di novembre ancora non disponibile) abbiamo avuto una temperatura media di 12,11°C contro una media di 11,61°C. Differenza che dovrebbe ulteriormente incrementarsi con i dati del mese di novembre, in conseguenza anche dell’intensa sciroccata del fine settimana scorso. Il mese di novembre si è concluso, infatti, con valori quasi record, con i suoi 24,3°C di massima, superati soltanto nel lontano 30 novembre del 1961 con un picco di temperatura pari a 25°C.

    Ora, le temperature sul territorio stanno tornando in linea con il periodo, ma ancora lontane dal clima invernale e natalizio che i cittadini delle Serre si aspettavano. La situazione, fino alla giornata del prossimo sabato 6 dicembre, trascorrerà ancora con giornate miti e con le classiche gelate notturne, ma tra la giornata di domenica 7 e quella di lunedì 8 avremo un calo delle temperature, che torneranno ad 1-2°C al disotto della media del periodo. Il calo sarà determinato dall’arrivo di una massa d’aria di origine nord-atlantica, che porterà con se piogge, i primi freddi e vento, dando dei connotati tipicamente invernali al prosieguo del mese.

    Il vero freddo, pare possa arrivare però soltanto tra il 12 e il 16 dicembre, con temperature di diversi gradi sotto lo zero alla quota di 1.400 metri, e con possibili episodi nevosi anche su Serra San Bruno e numerosi altri centri abitati. Certo, questa al momento è solo un’ipotesi contemplata dai più autorevoli centri di calcolo, che visto l’arco temporale che ci separa potrà ancora subire variazioni rispetto a quanto ipotizzato. Ma la cosa che pare certa è che quelle condizioni di caldo anomalo sono ormai lontane.

    Meteo. Serre vibonesi, “spaghi” 5 dicembre – 19 dicembre
    spaghi dic2014

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