Il Vizzarro.it - quotidiano online
Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
La recente chiusura del reparto di Nefrologia dell'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia sta suscitando dure reazioni da parte degli addetti ai lavori, della politica e delle associazioni di categoria. La prima ad intervenire per criticare duramente il provvedimento dell'Asp di Vibo era stata Teresa Papalia, presidente della sezione calabrese della Società italiana di Nefrologia. Analoga reazione è arrivata anche dall'Adet, l'associazione dei dializzati, che ha lanciato un accorato appello affinchè si faccia marcia indietro sulla chiusura del reparto. E intervengono anche i politici vibonesi: il senatore Franco Bevilacqua (Pdl) si limita a criticare l'Asp vibonese - retta da una commissione straordinaria dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose - mentre Bruno Censore, consigliere regionale Pd, chiama in causa anche il presidente della Regione Scopelliti, commissario ad acta per il piano di rientro. Di seguito la nota del sen. Bevilacqua. “Prima di arrivare a sopprimere una branca della medicina così importante - osserva il parlamentare vibonese - come quella inerente alla prevenzione e cura delle malattie renali forse occorrerebbe valutare alcuni dati, tra cui il disagio a cui verrebbero sottoposti gli utenti che, in quanto affetti da delicate patologie, sarebbero costretti a far capo ad altre strutture”. Da non sottovalutare, per Bevilacqua, sarebbero, però, anche gli introiti che l’azienda sanitaria verrebbe a perdere in seguito alla soppressione dei servizi resi ai dializzati . In effetti, se il Reparto in questione dovesse essere definitivamente chiuso, per l’esponente del Pdl, ai danni in termini di disservizi all’utenza andrebbero sommati anche quelli in termini di produttività. La disattivazione dei posti letto in regime di ricovero ordinario e diurno comporterebbe, infatti, lo spostamento degli utenti in altri presidi ospedalieri con il conseguente smantellamento della struttura di dialisi. Dalle informazioni a mia disposizione – aggiunge Bevilacqua – so per certo che la vita che conduce un paziente dializzato, costretto a recarsi 3 volte a settimana in ospedale per sottoporsi a 4 ore di dialisi, è molto difficile. Indirizzare l’utenza verso altre strutture significherebbe, quindi, non solo incentivare altri presidi, ma allo stesso tempo mettere a rischio vite umane. La logica del Piano di rientro dovrebbe, pertanto, saper conciliare i canoni di produttività a quelli di umanità e di rispetto per i malati. Ecco perché ritengo che il provvedimento adottato dai commissari Asp – prosegue l’esponente del Pdl – così com’è concepito non fa che stroncare quel percorso virtuoso raggiunto dalla Nefrologia nel Vibonese, che da decenni segue i pazienti affetti da insufficienza renale dalla dialisi, fino al trapianto, facendo così aumentare i costi dell’emigrazione sanitaria e il disagio di intere famiglie. In più, mi è stato riferito – aggiunge il rappresentante di Palazzo Madama - che con l’accorpamento della Divisione di Nefrologia al reparto di Medicina, il declino per la struttura, è stato irreversibile, soprattutto alla luce del fatto che ha perso la propria autonomia decisionale”. Prima di adottare decisioni estreme ed affrettate, per Bevilacqua, occorre, dunque, che tutto vada ricondotto in un’attenta valutazione e rivisitazione dei provvedimenti adottati dall’Asp, anche in considerazione del fatto che la Regione, attraverso l’istituzione di tavoli tecnici sta valutando un piano per il riordino complessivo della rete nefrologico-dialitica calabrese.
Per Bruno Censore, invece, "la misura è veramente colma. In provincia di Vibo Valentia, nonostante le parole, nonostante le vuote rassicurazioni - spiega l'esponente del Pd - si sta mettendo seriamente a rischio il diritto fondamentale alla salute, che nel Vibonese sta scemando progressivamente, man mano che si procede con la chiusura dei reparti e con il declassamento delle strutture sanitarie esistenti. La chiusura – aggiunge – dalla divisione di Nefrologia dell’Ospedale di Vibo Valentia, disposta dalla Commissione che guida l’Azienda Sanitaria Provinciale, è una decisione inammissibile, dinanzi la quale urge un immediato e risolutivo intervento del Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, nella sua qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario. Non sono tollerabili decisioni che ledono i diritti elementari dei cittadini e che penalizzano gli utenti del reparto di Nefrologia e le loro famiglie. Mentre il Governo nazionale – prosegue Censore – sta pensando di introdurre un nuovo ticket sui ricoveri, con pesanti ripercussioni su chi sta veramente male, in Calabria e, sopratutto in provincia di Vibo Valentia, pare si voglia precludere addirittura la possibilità del ricovero. Quindi, rivolgendomi in particolar modo agli accoliti di Scopelliti che farebbero bene a non perdere tempo con sterili difese di ufficio, ribadisco la necessità di un’azione congiunta tra le forze politiche, sindacali ed istituzionali, al fine di scongiurare la marginalità della provincia di Vibo Valentia e per difendere il diritto alla salute dei vibonesi".
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