acqua non potabileSecondo quanto pubblicato ieri sull’albo pretorio online del Comune di Serra San Bruno, sarebbe bastata una manciata di ore per stralciare parzialmente quanto asserito a metà della scorsa settimana in merito alla non potabilità dell’acqua erogata a Serra San Bruno dalla Sorical Spa. Infatti, proprio, in deroga parziale al precedente provvedimento datato martedì 2 dicembre - ancora in funzione di una richiesta arrivata dal Comune - il laboratorio privato Esi Lab Srl, ha provveduto, il successivo giovedì 4 dicembre, ad effettuare dei nuovi campionamenti per il prelievo dell’acqua e, subito dopo, nell’arco della stessa giornata, a comunicare all’ente comunale i relativi rapporti di prova. Le analisi, ancora però non rese completamente pubbliche, avrebbero dunque accertato il ripristino delle condizioni di potabilità dell’acqua erogata a favore della cittadinanza dal serbatoio Sorical ubicato in località “Timpone Tondo” che si approvvigiona direttamente dall’invaso Alaco.

In pieno contrasto a quanto asserito, quindi, soltanto 48 ore prima, il primo cittadino Bruno Rosi ha sottoscritto una nuova ordinanza, questa volta di deroga parziale di quella emessa in precedenza, attraverso la quale viene accertata la potabilità esclusivamente dell’acqua erogata dalla stessa Sorical. Mentre la restrizione è da ritenersi ancora in vigore per i due serbatoi che si approvvigionano dalle sorgenti comunali di “Guido” e “Ninfo”.

Ancora una volta i campionamenti sarebbero stati effettuati da tre fontane pubbliche rifornite dalla rete Sorical, ubicate in pieno centro cittadino (punti di prelievo di piazza San Giovanni, piazza Mons. Barillari e C.so Umberto I). Dalle tre fontane, che erogano la stessa acqua che giunge alla maggior parte delle abitazioni ubicate sul territorio comunale, in precedenza era emersa un'anomalia riferita al parametro del "cloro attivo libero", riscontrato in accesso rispetto ai limiti sanciti dal D.Lgs. 31/2001 che regola la qualità delle acque da adibire all’uso umano.

Ma per il provvedimento utile a ripristinare la parziale potabilità, il dato che più è emerso in maniera contraddittoria, è parso sicuramente quello connesso ai tempi di pubblicazione delle analisi. Infatti, mentre nel caso dell’ordinanza di non potabilità del 2 dicembre c’erano voluti ben dodici giorni di tempo dalla pubblicazioni dei risultati alla data di campionamento (i prelievi erano stati effettuati il precedente 20 novembre), adesso nel giro di poche ore, il 4 dicembre, si è arrivati addirittura nella stessa giornata ad effettuare i prelievi, le relative analisi e a fornire i conseguenti rapporti di prova accertanti la buona qualità dell’acqua. Proprio in relazione all’ordinanza di non potabilità del 2 dicembre, per mezzo stampa, prima il Comitato Civico pro Serre - da sempre sensibile rispetto alla questione “acqua potabile” - poi il deputato del M5S Paolo Parentela, avevano invitato il sindaco Bruno Rosi a pubblicare i tabulati particolareggiati delle analisi. Appelli chiaramente caduti nel vuoto.

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Riceviamo e pubblichiamo

Il sindaco faccia chiarezza una volta per tutte sulla questione dell’acqua a Serra San Bruno e renda note le analisi dettagliate per capire effettivamente di quanto i valori anomali riscontrati si discostano da quelli previsti dalla normativa vigente.

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mini puntodonna«Intervenire sulla riqualificazione del ruolo della donna da un punto di vista culturale, sociale, economico». E' questo in sintesi l'obiettivo che si prefigge di raggiungere il progetto “Punto Donna”, costituito da un ciclo di seminari sulla creazione e gestione d'impresa, che prenderà il via lunedì prossimo, presso la sede della Comunità Montana a Serra San Bruno. Si tratta di un'iniziativa che nasce da un'approfondita analisi della situazione sociale, culturale ed economica del nostro territorio, nel quale la donna, troppo spesso, viene relegata ad attività marginali che, alla fine, vanno a svantaggio non solo nei confronti della donna stessa, ma anche della famiglia e della società.

Le lezioni saranno tenute da professionisti del settore e saranno concentrate sulla creazione di un'impresa, nonché sulla sua gestione. Lo scopo è anche quello di stimolare i giovani ad essere non solo soggetti in cerca di un impiego, ma artefici anche di opportunità lavorative. Durante i corsi, si alterneranno anche nozioni di comunicazione pubblicitaria multimediale ed esperienze dirette di imprenditori locali.

Il ciclo, quindi, prenderà il via lunedì 1 dicembre, per poi concludersi martedì 9. Sarà riservato principalmente ai paesi che fanno parte della Comunità montana - vale a dire Brognaturo, Capistrano, Fabrizia, Filadelfia, Mongiana, Monterosso Calabro, Nardodipace, Polia, San Nicola da Crissa, Serra San Bruno, Simbario, Spadola e Vallelonga – ma, ovviamente, potranno partecipare anche coloro i quali risiedono in un altro comune. Il corso è gratuito e, per potersi iscrivere, basta collegarsi sul sito internet www.puntodonnaserre.it. Prevista la presenza del prof. Jacques Guenot, già ordinario di Geometria all'Università della Calabria, e del prof. Yaroslav Sergeyev, matematico russo e professore ordinario di Analisi Numerica presso il Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica dell’Università della Calabria.

 

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rubinettiAnche per quest’estate, a quanto pare, i serresi saranno costretti a porre corposi limiti alle modalità d’uso dell’acqua che ricevono nelle proprie abitazioni. Questa mattina, infatti, il sindaco Bruno Rosi ha emesso una nuova ordinanza di limitazione dell’utilizzo dell’acqua potabile (n.12/2014), realizzata in riferimento ai risultati delle analisi effettuate dalla ditta Esi Lab srl, proprio per conto del Comune di Serra San Bruno, in merito ai campionamenti eseguiti lo scorso lunedì 21 luglio sull'acqua in uscita dal serbatoio “Castagnari” e dal serbatoio comunale “Ninfo”.

Vista «l’urgente e non procrastinabile necessita di intervenire a tutela della salute pubblica» – si legge nell’ordinanza – fino a quando non sarà accertata la conformità dell’acqua erogata dai due serbatoi in questione è stato ordinato, dunque, con decorrenza immediata e fino a nuove disposizioni, «il divieto all’uso potabile dell’acqua ai fini del consumo umano». I problemi riscontrati dalle analisi in questione sarebbero di carattere microbiologico e l’acqua erogata - secondo lo stesso atto - potrà essere utilizzata comunque «per uso domestico, igiene personale, pulizia, ecc.».

Inoltre, l’atto comunale varato oggi ordina ai cittadini la limitazione dell’uso dell’acqua limitatamente alle zone che sarebbero direttamente fornite dai due serbatoi in questione, tanto che nella stessa ordinanza si legge testualmente: «l’acqua del serbatoio “Castagnari” viene erogata solo in una zona limitata del territorio comunale e precisamente località Ombrellino, via Catanzaro (nel tratto incrocio via Serra dei Monaci – aiuola statua di San Pio) e relative traverse di via Serra dei Monaci». Una ricostruzione topografica non nuova e del tutto azzardata, visto che in realtà l’acqua erogata da qualsiasi serbatoio afferente alla rete idrica locale, va poi a miscelarsi in un anello unico che serve tutto il territorio comunale. Dunque risulta quanto mai errato tentare di dare indicazioni - come già accaduto diverse volte nel recente passato - su quali siano le zone di pertinenza di ogni singolo serbatoio.

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mini onthenews_europeeOn the news di sabato 7 giugno, dalle ore 10, sulle frequenze di Radio Serra 98, è speciale "Europee 2014". Ospiti in studio: Paolo Reitano (PD), Walter Lagrotteria (UDC), Romano Loielo (FdI), Bruno Rosi (NCD), Michele Ciconte - Carmine Franzè (FI) e Dominik Gallè (M5S). Quali saranno le linee guida che i neo eletti europarlamentari presenteranno all' Europa? E ancora, un fenomeno tutto italiano: dopo le elezioni, tutti hanno vinto? Infine, le Europee a Serra San Bruno, analisi e commenti.

Segui la diretta anche instreaming: http://tunein.com/radio/Radio-Serra-RS-980-s3103/

 

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scorciatinaCon l’ordinanza n.5 del 7 aprile 2014, il sindaco di Serra San Bruno, Bruno Rosi, ha annunciato la limitazione d’uso dell’acqua erogata dalla fontana pubblica ubicata in località “Scorciatina” in Via Vittorio Veneto.

Il provvedimento scaturisce dall’esito delle analisi effettuate in autocontrollo per conto dell’ente, da parte della Esi Lab S.r.l.. Le analisi sono state trasmesse proprio lo scorso lunedì ed hanno, dunque, fatto emergere la non conformità al D.Lgs. n.31/2001 di alcuni parametri microbiologici dei campioni prelevati il precedente martedì 1 aprile.

Di conseguenza, fino a quando non verrà accertata la conformità dell’acqua erogata alle vigenti disposizioni di legge, è stato ordinato il divieto all’uso dell’acqua erogata dalla stessa fontanella pubblica. Il divieto è stato segnalato alla cittadinanza attraverso dei cartelli indicanti la non potabilità affissi in prossimità della stessa fontana, oltreché con la pubblicazione dell’ordinanza sull’Albo Pretorio online del Comune di Serra San Bruno e mediante affissioni nei locali pubblici.

Foto Tommaso Grupillo

 

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mini Documento_-ordinanza__19-2013_revoca_1.PDF-page-001Con l’ordinanza n.19 del 29 novembre 2013, pubblicata ieri sull’albo pretorio del Comune di Serra San Bruno, il sindaco Bruno Rosi ha revocato l’atto di non potabilità dell’ottobre scorso, con cui di fatto, circa un mese e mezzo fa, si dichiarava il divieto dell’uso dell’acqua erogata dal serbatoio ‘Castagnari’ ai fini del consumo umano.
 
Il provvedimento precedente, sancito con un’ordinanza di non potabilità il 18 ottobre 2013, era stato disposto in seguito alle analisi eseguite dalla ditta Esi Lab s.r.l., che avevano evidenziato la presenza, oltre i limiti massimi previsti dalla legge, di elementi microbiologici in uscita dal suddetto serbatoio comunale. 
 
La non conformità è stata, quindi, di fatto revocata ieri dopo 43 giorni, anche se al documento sottoscritto dal primo cittadino serrese non risultano allegate le tabelle dei rapporti di prova del campionamento effettuato per misurare la potabilità, né tanto meno i parametri riscontrati in quantità anomala furono pubblicati in precedenza, al momento della dichiarazione di non potabilità del 18 ottobre. Insomma, ultimamente ai cittadini viene puntualmente segnalata la bontà o meno del liquido erogato direttamente nelle loro case, ma, come al solito, rimane ancora un arcano riuscire a capire quali siano i valori anomali e soprattutto in quale quantità questi divergano dai limiti indicati dal D.Lgs del 31/2001. 
 
L’ordinanza di revoca della potabilità dell’acqua è stata comunque diffusa, non solo con la pubblicazione sull’albo pretorio on line dell’ente comunale, ma anche mediante affissione nei principali locali pubblici. Copia dello stesso atto è stata altresì trasmessa al Distretto sanitario di Serra San Bruno, all’Asp provinciale e all’Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia.
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mini lago_Alaco_sponda_sud-ovest_2Asp, Arpacal, Sorical. Azienda sanitaria provinciale, Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, Società delle risorse idriche calabresi. Tre enti distinti, con competenze, obblighi e prerogative diverse, ma legati da un filo che si intreccia e, in alcuni casi, genera matasse difficili da dipanare. Uno di questi casi, divenuto tristemente noto, è quello dell'invaso artificiale dell'Alaco, situato sul monte Lacina, a pochi chilometri da Serra San Bruno, al confine tra le province di Vibo Valentia e Catanzaro. La posizione del bacino, che dovrebbe fornire acqua “potabile” a una vasta fascia di popolazione della Calabria centro-meridionale, è strategica.

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mini ordinanza_acqua_non_potabileCon l’ordinanza n.15, emessa questo pomeriggio dal Comune di Serra San Bruno, è stato disposto - con decorrenza immediata e fino a nuove disposizioni - il divieto dell’uso, ai fini del consumo umano, dell’acqua erogata dal serbatoio ‘Castagnari’.
“Dai risultati delle analisi eseguite dalla ditta Esi Lab s.r.l.” – si legge nell’ordinanza sottoscritta dal sindaco Bruno Rosi – “si evince la non conformità dei parametri microbiologici del campione prelevato in data 15/10/2013 in uscita dal serbatoio ‘Castagnari’”. La non conformità interesserebbe quindi dei parametri microbiologici dell’acqua erogata da un serbatoio comunale, lo stesso in cui il 12 agosto scorso fu rilevata dai laboratori ArpaCal una massiccia presenza di Coliformi (sostanza contenuta negli escrementi umani) per un valore di ben 43 MPN/100mL, mentre il decreto legislativo 31/2001 ne indica un valore riscontrabile limite pari a 0.
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mini homeVIBO VALENTIA - L'hanno chiamata “Trasparenza acqua”. Un'operazione di chiarezza, mirata a rassicurare i cittadini allertati dai soliti ambientalisti «allarmisti» che erano scesi in piazza, a Vibo Valentia, a manifestare contro il “sistema Alaco” e la gestione delle risorse idriche calabrese. Insomma, doveva essere un modo per mettere definitivamente fine – attraverso lo strumento comunicativo più democratico e accessibile che esiste oggi, il web – a voci e sospetti sulla salubrità del liquido che fuoriesce dai rubinetti di decine di migliaia di cittadini vibonesi.

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