mini posteCome ogni mattina, si era recato a lavoro per prestare servizio. Ad un certo punto, però, ha accusato un malore e sono, dunque, scattati immediatamente i soccorsi. Protagonista della vicenda - suo malgrado - è un postino originario di Arena, in organico all'ufficio postale di Serra San Bruno. Secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, il dipendente nella mattinata di oggi stava regolarmente adempiendo al proprio dovere, quando ad un certo punto si è sentito male.

Fortunatamente, in quel momento all'interno dell' ufficio postale era presente anche un medico che, con l'ausilio di un'altra persona, ha prontamente lanciato l'allarme richiedendo l'intervento dell'automabulanza afferente al locale nosocomio, giunta sul posto dopo circa un quarto d'ora. I sanitari del 118, dopo aver accertato la gravità della situazione, hanno deciso il trasporto del paziente in ospedale. In seguito, nelle prime ore del pomeriggio - con l'ausilio dell'elisoccorso - l'uomo è stato trasferito al “Pugliese” di Catanzaro.

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mini parco_delle_serreL'accusa è di danno erariale nell’ambito della gestione del Parco Regionale delle Serre. Per questo la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, nell’udienza che si terrà il prossimo 20 marzo, sarà chiamata ad esprimere un giudizio di responsabilità nei confronti dell’ex presidente dell’ente di tutela ambientale, Gregorio Paglianiti, e degli ex componenti del consiglio direttivo: Alfonsino Grillo (attualmente consigliere regionale di maggioranza), Pierluigi Mancuso (oggi direttore generale di Sacal, l’ente che gestisce l’aeroporto di Lamezia), Domenico Ubaldo Galati e Antonio Poletto. Gli ex amministratori del Parco sono stati citati in giudizio dal procuratore della Corte dei Conti Cristina Astraldi de Zorzi

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mini Mario Monti

Riceviamo e pubblichiamo

Come annunciato da una stampa sempre più asservita, il governo Monti ha varato il decreto legge che concretizza la cosiddetta “spending review”- leggi “dimagrimento forzato delle amministrazioni pubbliche in nome, naturalmente , del risanamento del debito pubblico”. 27 miliardi di euro di tagli da qui al 2014 tra Ministeri, Enti locali, Regioni e Sanità, riduzione di dirigenti (20%) e lavoratori(10%) attraverso lo strumento della mobilità obbligatoria. Si tratta della ciliegina sulla torta, dopo l’approvazione del “Fiscal Compact” e la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio imposta dall’Unione Europea ai paesi membri. L’obiettivo è chiaro e rivendicato ideologicamente dal Governo dei Professori: approfittare della crisi per regolare definitivamente i conti con il movimento dei lavoratori. Dopo aver “sistemato” i lavoratori delle aziende private con la demolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, dopo aver massacrato tutto il mondo del lavoro dipendente e precarizzato con la “controriforma” delle pensioni varata nel dicembre scorso, oggi è il turno del lavoro pubblico.

Colpire il lavoro pubblico significa massacrare quel surrogato indecoroso di stato sociale esistente in questo paese. Massacrare lo stato sociale significa colpire due volte tutto il lavoro dipendente. Quindi quanto sta accadendo non riguarda solo il “pubblico” contro cui negli anni scorsi è stata condotta una vergognosa campagna di denigrazione e criminalizzazione - lavativi, fannulloni, parassiti - addirittura messi sullo stesso piano di quella casta politico economica che è così pronta a scattare quando si tratta di conservare i propri privilegi, quelli si veri e significativi.

Con l’aggressione all’articolo 18 scompaiono le tutele dai licenziamenti arbitrari e con essi si demoliscono gli ammortizzatori sociali e si precarizza ancora di più il lavoro dipendente.
Con la micidiale combinazione di “spending review” e mobilità obbligatoria nel Pubblico impiego si demoliscono garanzie per chi lavora  e  prestazioni sociali per tutti e tutte.

I padroni e il governo riescono a procedere con la pratica complicità di Cgil Cisl e, Uil e Ugl - oltreché ovviamente dell’intero schieramento politico parlamentare - che emettono qualche belato di protesta per salvarsi la faccia – e magari un po’ di consenso costruito clientelarmente - nei confronti della propria base sindacale ma si guardano bene dal chiamare seriamente i lavoratori alla lotta, dura, immediata e prolungata per bloccare questo decreto ed impedire che diventi legge dello Stato. D’altra parte sull’articolo 18 e prima ancora sulle pensioni abbiamo assistito allo stesso film.

Anzi con il governo Cgil Cisl ,Uil e Ugl ci hanno pure firmato un “Protocollo” per applicare  le modifiche dell’articolo 18 ai lavoratori pubblici…
Bisogna dire basta, bisogna mobilitarsi.
E’ un compito che ricade su tutto il sindacalismo conflittuale, su tutti i delegati e le delegate Rsu che vogliano rispondere positivamente alla frustrazione e alla rabbia che monta tra i lavoratori r e le lavoratrici.

Bisogna unire ciò che i padroni vogliono dividere. I lavoratori privati con quelli pubblici, i precari con quelli a tempo indeterminato, i giovani e le donne con gli anziani e gli esodati, i migranti con gli autoctoni.

Si, i tanti lavoratori migranti, perché quel che abbiamo visto a Basiano, provincia di Milano qualche settimana fa – il massacro dei migranti in sciopero contro le false cooperative di veri negrieri - non riguarda soltanto loro ma allude al futuri di tutti noi.

Per far passare la politica lacrime e sangue dei governi e delle borghesie europee se non saranno sufficienti sindacati complici, giornali asserviti, partiti corrotti, entreranno in campo loro, quelli vestiti di blu e di nero che hanno il compito di disciplinare con la violenza quelli che non vogliono piegare la testa a nessuna Troika.

Quelli della Diaz, per capirci, di Bolzaneto, della repressione in Val di Susa e in tanti altri luoghi…Che oggi saranno utilizzati non solo contro “terribili” no global o black block o come volete chiamarli, ma direttamente contro quelli che vivono del proprio lavoro – o della propria precarietà- ed a cui viene imposto di pagare una crisi di cui non hanno alcuna responsabilità.

Si chiamano “politiche austeritarie” e si praticano in tutta Europa.
Sta a noi dire basta e fare come in Grecia: si sciopera, si lotta , si occupa, si manifesta. E non si chiede il permesso a nessuno per poterlo fare.
O vincono loro questa partita e siamo tutti ributtati indietro di cinquanta anni. In un mondo peggiore, più diseguale, autoritario, invivibile. O vinciamo noi, e possiamo ricominciare a sperare in un mondo migliore e più giusto e  a pensare   ed agire per costruire le  alternative possibili.

 

 

per il Coord. Regionale Sinistra Critica
Gennaro MONTUORO
Giovanni PETA

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mini autobotteSERRA SAN BRUNO - Sono ore concitate. Il week-end del sindaco Rosi è turbato dal trillo del cellulare. Dall’altro capo del telefono EsiLab, un laboratorio privato che allarma: dai prelievi del 21 maggio, eseguiti in 4 punti diversi del paese, emerge qualcosa di anomalo. Prontamente il sindaco emana l’ordinanza di non potabilità. Fra l’altro proprio la EsiLab l’8, il 20 ed il 28 marzo scorso, contraddittoriamente a quanto accade oggi, aveva sancito che l’acqua SoRiCal fosse potabile, bevibile e cristallina (come tutt’ora riportato nella sezione “Analisi delle Acque” nel portale online del comune). Un’ordinanza che arriva in maniera tardiva ma allo stesso tempo frettolosa. Senza attendere un riscontro cartaceo

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mini cesare_staropoliIl comune di Serra San Bruno, nella persona del sindaco Bruno Rosi, accettando la domanda di prestazione di volontariato nei servizi comunali presentata dal rag. Cesare Giuseppe Staropoli, delega lo stesso “alla gestione della comunicazione e della propaganda sugli atti d’interesse generale di previsione posti in essere dal Sindaco, riguardanti tutti gli atti amministrativi e la realizzazione di opere pubbliche”; così recita il documento che il rag. Staropoli ha fatto personalmente pervenire presso la nostra redazione.

“Compiti del Delegato alla Comunicazione sono: la selezione, l’organizzazione e la compilazione dei contenuti da comunicare, nonché la selezione dei canali di comunicazione da utilizzare, sotto le direttive dell’Ufficio del Sindaco.

Rientrano, inoltre, tra le sue attività: la compilazione della guida, della brochure, dei volantini informativi dell’Ufficio del Sindaco, l’organizzazione dei contenuti da inserire sul sito internet, relativo al Portale del Comune di Serra San Bruno.

Per la gestione delle comunicazioni attraverso il sito internet del comune, il Delegato alla Comunicazione si avvarrà della collaborazione del Responsabile del sito internet del comune, dipendente Giuseppe Procopio”.

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mini serra_san_bruno_2SERRA SAN BRUNO - Un consigliere regionale serrese avrebbe aggredito fisicamente un suo ex dipendente. A denunciarlo è proprio quest'ultimo, gelataio e pasticcere, anche lui di Serra San Bruno, che nella serata di ieri si è presentato al pronto soccorso del locale ospedale dove i sanitari gli hanno riscontrato una piccola ferita sull'arcata sopraciliare, riferita a percosse, e alcune abrasioni, per una prognosi  di 7 giorni. "Ieri sera - è  il racconto della presunta vittima dell'aggressione - sono stato avvicinato da questa persona mentre rientravo a casa. Dopo che la persona in questione mi ha detto che è inutile che io promuova azioni legali contro di lui per riavere alcuni soldi che mi spettano, mi ha preso a pugni". Il gelataio, secondo quanto riferito al Vizzarro.it da lui stesso, avrebbe denunciato l'accaduto presso il locale commissariato di Polizia. Sempre secondo quanto riferito dalla presunta vittima, l'aggressore sarebbe Nazzareno Salerno, esponente del Pdl e presidente della Commissione Sanità in Consiglio regionale.

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