mini RISULTATIECLASSIFICASi sono concluse da poco le altre partite valide per il campionato di Promozione, girone "B", dopo gli anticipi di ieri, che hanno visto il successo della Bagnarese contro l'Aurora Reggio e quello del Marina di Gioiosa a Bianco, mentre gli altri due incontri (San Giuseppe-Serrese e ReggioMediterranea-Villese) si sono chiusi rispettivamente con i risultati di 2-2 e 0-0. Nel pomeriggio odierno, affermazione del Soriano che, tra le mura amiche, ha battuto per 4-2 il Rizziconi. Decisive le marcature per i vibonesi di Greco, Franzè, Macrillò e Romeo. Vince a valanga la Cittanovese (in trasferta a Caulonia); al Locri, invece, è bastato un 2-0 per battere il Gioiosa Jonica. Per il resto finisce con un punto per parte la sfida tra Polistena e Deliese. Di seguito, riportiamo i risultati completi della prima giornata di campionato e la classifica aggiornata: 

 

Risultati 1a giornata

San Giuseppe Calcio - Serrese  2-2 (giocata ieri)
Bianco - Marina di Gioiosa  0-2 (giocata ieri)
Bagnarese - Aurora Reggio 2-1 (giocata ieri)
ReggioMed - Villese  0-0 (giocata ieri)
Soriano - Rizziconi 4-2
Caulonia - Cittanovese 0-5
Polistena - Deliese  1-1
Locri - Gioiosa Jonica 2-0

 

Classifica

Cittanovese 3
Marina di Gioiosa 3
Soriano 3
Locri 3
Bagnarese 3
ReggioMed 1
Villese 1
Polistena 1
Deliese 1
San Giuseppe Calcio 1
Serrese 1
Aurora Reggio 0
Gioiosa Jonica 0
Bianco 0
Rizziconi 0
Caulonia 0


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bustoferdinando"Com'e' noto, la storia viene scritta dai vincitori. E senza alcuna forma di nostalgia, va registrato che esiste una storia sconosciuta, a volte negata, altre ancora proibita. Appunto per questo il recupero dell'identità diventa un dovere civile per comprendere quello che e' stato per costruire con consapevolezza il futuro". Con queste parole l'Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri è intervenuto nei giorni scorsi a Locri al Palazzo di Città dove c'è stata la cerimonia di consegna del busto bronzeo di Ferdinando II di Borbone da parte del sindaco di Locri Giovanni Calabrese al sindaco di Mongiana Bruno Iorfida. Realizzata nelle fabbriche siderurgiche di Mongiana nella prima metà dell'Ottocento, l'opera, rinveniente da Gerace, è stata casualmente ritrovata nel 2005 presso i magazzini del Comune di Locri e poi, dopo essere stata restaurata, è stata collocata nel Palazzo Municipale. Oggi, il busto verrà esposto per sei mesi presso il Museo delle Reali ferriere borboniche di Mongiana, inaugurato nell'ottobre scorso dopo 38 anni di lavori. Il sindaco Giovanni Calabrese ha dichiarato che "le amministrazioni locali calabresi collaborano nel segno della cultura, condividendo e valorizzando il comune patrimonio storico e civile", mentre il Sindaco Bruno Iorfida ha fatto presente che negli ultimi mesi è crescente il numero dei visitatori del Museo di Mongiana. L'assessore Caligiuri nei mesi scorsi ha invitato le scuole calabresi a effettuare viaggi di istruzione nella regione, cominciando col proporre l'itinerario produttivo della filiera del ferro nelle Serre, dove, oltre a Mongiana, ci sono le testimonianze di Stilo, Pazzano e Bivongi, oltre alla presenza di musei significativi (come quello dei marmi di Soriano e quello della Certosa di Serra San Bruno) e di beni culturali di valore (tra i tanti, la Cattolica di Stilo e San Giovanni Theristis a Bivongi).

Queste, invece, le parole del primo cittadino di Mongiana, Bruno Iorfida: "E' stato un giorno importantissimo per la nostra comunità, visto che un altro pezzo di storia torna a Mongiana dopo più di un secolo e mezzo, e questo è il frutto della collaborazione fattiva tra il comune di Locri e quello di Mongiana, due realtà diverse, ma unite dall'amore per la cultura e la promozione di quanto di buono c'è in Calabria, dimostrando che la cultura non ha limiti territoriali. Sono sicuro che con questo reperto attiri tanti visitatori".  

 

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Martedì, 26 Agosto 2014 09:00

Mongiana, Ferdinando II torna a casa

mini ferdinandoIIRiceviamo e pubblichiamo

Nella mattinata odierna, alle 10.30, presso il palazzo di Città di Locri, il sindaco di Locri Giovanni Calabrese, sensibile alle tematiche culturali in atto in Calabria, che ci portano, questa volta, al periodo pre-unitario, farà donazione al collega sindaco di Mongiana Bruno Iorfida del busto ufficiale in ghisa di Sua Maestà Ferdinado II di Borbone. Il busto ritrovato anni fa in alcuni locali del comune di Locri è stato ripulito e collocato nell'atrio antistante l'ufficio del Sindaco. Ora il busto farà ritorno a casa cioè a Mongiana dove fu realizzato nel lontano 1845, nella locale fonderia statale unica ad essere autorizzata per volere Regio a realizzare tali opere che andavano ad essere collocate nei municipi del Regno delle Due Sicilie. Il busto andrà ad arricchire quanto già esposto nel neonato museo della Reale fabbrica di Mongiana che aperto da poco sta attirando numerosi visitatori che attraverso quanto esposto riscoprono pagine di storia dimenticate da tempo. Alla manifestazione prenderà parte l'assessore Regionale alla Cultura Mario Caligiuri, cultore di storia pre- unitaria e da sempre attento alle problematiche culturali del periodo borbonico. L'assessore al fine salvaguardare le emergenze materiali di questo particolare periodo storico, ha di recente finanziato una serie di interventi di restauro delle emergenze archeologiche industriali delle Serre Calabre. Tra queste: il completamento del recupero della fabbrica d'armi di Mongiana, lo scavo archeologico e la messa in sicurezza del villaggio siderurgico in località "Chiesa Vecchia" di Stilo, unico ancora presente in Italia ed il completamento del museo della cultura mineraria di Pazzano. Inoltre l'assessore Caligiuri ha inviato a tutte le scuole calabresi una circolare con la quale invita gli insegnanti a portare gli alunni e a far conoscere loro attraverso la visita sul territorio la "Filiera del Ferro" che da Kaulon, sullo ionio conduce sino alle industrie siderurgico-minerarie borboniche delle Serre Calabre. Un itinerario che comprende la visita ai centri urbani di Monasterace, Stilo, Bivongi, Pazzano, Mongiana e Serra San Bruno, che andranno a costituire a breve l'ecomuseo delle "Ferriere Borboniche".

 







 

 


 

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mini cassazioneUna sentenza, quella arrivata oggi dalla Corte di Cassazione, che oltre a confermare le condanne a sfavore dei quattro imputati coinvolti nell’operazione antimafia “Domino”, ha anche di fatto certificato - per la prima volta in sede giudiziaria - l’esistenza della locale di Fabrizia, i cui esponenti sono individuabili nei referenti del clan ‘ndranghetistico Nesci-Montagnese.

L’operazione, scattata nel giugno 2007, aveva acceso i riflettori sulla locale costituita nel centro montano delle Serre vibonesi. Il verdetto ha, dunque, condannato a dodici anni di reclusione Bruno Nesci, 57 anni, e a nove anni il genero Antonio Montagnese, 35 anni, entrambi imputati del reato di associazione mafiosa. I due, residenti a Fabrizia, erano stati assolti in primo grado dal Tribunale di Vibo Valentia, ma in seguito, in appello il pm della Dda di Catanzaro, Giampaolo Boninsegna, era riuscito a convincere la Corte a ribaltare il verdetto, convalidato oggi anche dalla Suprema Corte.

La Cassazione, nell’ambito dello stesso filone processuale, ha confermato anche la condanna a dieci anni di reclusione ciascuno per Antonio Dessì e Domenico Audino, entrambi di Locri e ritenuti responsabili di un tentato omicidio proprio ai danni di Bruno Nesci, consumato nel 2004 a Fabrizia. Mandanti dell’esecuzione sarebbero stati i referenti del clan avversario dei Mamone.

Dessì ed Audino incassano quindi una nuova condanna dopo quella rimediata nel processo per l’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno avvenuto a Locri il 16 ottobre del 2005.

 

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palazzo di giustizia locriSono stati assolti con formula piena i due operai Afor, Rocco Iacopetta e Adriano Cirillo, entrambi residenti a Nardodipace nella frazione di Cassari, che erano stati imputati il 28 settembre 2012 per il reato – in concorso fra di loro - di coltivazione di sostanza stupefacente. Nel dettaglio l’accusa riguardava la messa a dimora, in un terreno ricadente nel Comune di Caulonia, in provincia di Reggio, di ben cento piante di canapa indiana con altezza compresa tra i 2,5 e i 3,5 metri.

Il giudice del Tribunale di Locri, Davide Lauro, dopo una lunga Camera di Consiglio, ha quindi accolto a pieno la tesi difensiva formulata dall’avvocato Raffaele Masciari, basata sulla estraneità dei due imputati rispetto ai fatti contestati. Il legale ha infatti evidenziato come non vi fosse alcuna traccia nel verbale d’arresto – né in tutti gli altri atti processuali – del fatto che i due operai idraulico-forestali fossero stati colti in flagranza di reato. Al momento del fermo, dopo le formalità di rito, nel settembre dell’anno scorso i due erano stati arrestati e tradotti, per due settimana circa, nella casa circondariale di Locri. All’udienza di convalida dell’1 ottobre 2012, il gip Caterina Capitò, aveva deciso la convalida dell’arresto, disponendone però l’immediata liberazione, applicando la contestuale misura dell’obbligo di dimora. In seguito il Pm era arrivato a chiedere la condanna di Iacopetta e Cirillo a 4 anni e mezzo di reclusione ciascuno e a 3.500 euro di ammenda. Il 17 dicembre scorso, infine, si è arrivati quindi alla totale assoluzione, in quanto i due operai non avrebbero commesso i fatti ascritti.

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mini ccarabinieriI Carabinieri del Ros di Reggio Calabria, guidati dal Tenente Colonnello Stefano Russo, stanno eseguendo ventisei ordinanze di custodia cautelare,  richieste dalla DDA reggina a carico di altrettanti soggetti accusati di aver realizzato la rete di fiancheggiatori funzionale agli interessi della cosca Pelle di San Luca, sotto forma di attività illecite di vario tipo e protezione dei latitanti, operanti in Calabria ed in Piemonte.Dei ventisei arresti, nove sono già detenuti per altra causa, due sono stati effettuati in Piemonte ed altre due persone, invece, sono state condotte agli arresti domiciliari.

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mini Giuseppe-PelleFornivano ai boss della 'ndrangheta falsi certificati medici per farli uscire dal carcere. Vi sarebbero anche alcuni medici, infatti, tra le persone coinvolte nell'operazione che è in corso da stamattina e che vede impegnati i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria nell'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone accusate di concorso in falsa attestazione in atti destinati all'autorità giudiziaria e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, aggravati dalle finalità mafiose. Al centro dell'indagine, denominata ''Reale-Ippocrate'', ci sono i rapporti tra la potente cosca Pelle di San Luca e alcuni medici dell'Azienda sanitaria di Locri e di una casa di cura privata calabrese. Tali rapporti sarebbero appunto finalizzati ad evitare il carcere agli affiliati alla 'ndrina.

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mini scopelliti_morosiniSull'ultimo attentato subito dalla cooperativa GOEL hanno espresso solidarietà anche il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, e il mons Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo della diocesi di Locri-Gerace.

''L'ordigno esploso davanti a un locale di Caulonia, un ristorante multietnico per l'inserimento al lavoro di numerosi immigrati, - dichiara il Governatore Scopelliti - è un fatto da condannare fermamente. Poche settimane fa sono stato a Caulonia ed ho toccato con mano un grande esempio di integrazione tra la popolazione residente e i tanti extracomunitari che ci vivono, a dimostrazione di una comunità che sa tutelare le fasce deboli e lavora all'insegna della solidarietà. Evidentemente il grande impegno del GOEL infastidisce qualcuno ma sono certo che anche dopo questo episodio il Consorzio andrà avanti nella sua azione per il sociale con ancora maggiore forza''. ''Perciò voglio esprimere a questa organizzazione sincera vicinanza e solidarietà, ribadendo che le Istituzioni saranno sempre al fianco di chi opera con dedizione per una Calabria migliore''.

Duro anche l'intervento del vescovo di Locri-Gerace, che dichiara: ''Ancora una volta bisogna intervenire per richiamare la coscienza civile e religiosa di quanti usano il linguaggio delle bombe per lanciare messaggi intimidatori o per compiere atti a dir poco incivili. L'oscuro e vigliacco linguaggio delle bombe appartiene al mondo delle tenebre, che e' l'antivangelo e l'anticivilta''

 

 

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