Lunedì, 20 Dicembre 2021 13:31

Tre anni di successi per la scuola di cucina che combatte la mafia con il lavoro

Scritto da Bruno Greco
Letto 1705 volte

Nell'ultima classifica sulla qualità della vita in Italia, diffusa dal Sole 24 ore, la Calabria continua a restare fanalino di coda con Cosenza all'88esimo posto, Catanzaro al 96esimo, Reggio al 101esimo, Vibo al 104esimo e Crotone in ultima posizione al 107esimo.

Gli indicatori statistici sono 90, divisi tra vari ambiti fra cui “affari e lavoro”, da sempre, questi, il motivo principale che ha portato le persone del Sud a emigrare. Nell'Occidente "civilizzato" la disoccupazione sembrerebbe argomento da Preistoria e invece resta (assieme alla malasanità) uno degli ostacoli insormontabili soprattutto nel Meridione. Non è una novità, poi, che l'incapacità si inserirsi nel mercato del lavoro, per i giovani, sia foriera di scelte che incrementano gli adepti della criminalità.

A Bianco, la famiglia Pratticò ha compreso quanto sia importante l'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, consapevole che non sempre il comparto Istruzione apra le porte verso l'occupazione. La scuola gratuita "Uno chef per Elena e Pietro" oltre a nascere da una componente affettiva (qui l'articolo) ha cercato, dalla sua fondazione, di lanciare un messaggio che colmasse la necessità di coniugare studio e lavoro.

Dopo l'esperienza di Hannover per la “Settimana della cucina Italiana nel Mondo” gli allievi della scuola incontrano Don Luigi Ciotti e gli attivisti di Libera Piemonte

A 3 anni dalla sua fondazione sono stati una trentina gli allievi che hanno potuto fruire gratuitamente della preziosa formazione della scuola guidata dal direttore scientifico Silvio Greco e dallo chef serrese Bruno De Francesco. Ultima tra le partecipazioni importanti è stata la tradizionale “Cena di Libera Piemonte” tenutasi a Torino lo scorso 14 dicembre presso la Fabbrica delle "e", ex capannone industriale recuperato. Un'occasione per misurarsi ancora dal punto di vista professionale (dopo la recente esperienza ad Hannover per la “Settimana della cucina Italiana nel Mondo”). Ma soprattutto per condividere, al fianco di chi dice no alle mafie, la mission della scuola che offre ai propri studenti un'opportunità unica in una regione che vede i giovani sempre più abbandonati a se stessi.

CIBO E LEGALITÀ La Calabria dice no alle mafie con la voce dei futuri professionisti della scuola “Uno chef per Elena e Pietro”. Sono stati loro i protagonisti della tradizionale cena di Libera durante la quale vengono raccolti fondi a sostegno delle attività del sodalizio. Una cena per 150 ospiti (volontari) con antipasto calabrese ionico e tirrenico, fileja con ragù di maiale aspromontano, salsicce e cime di rapa e delizia di ricotta accompagnata dal Greco passito della cantina Ferdinando Ielasi di Bianco e altri vini.

Silvio Greco: «La scelta di legalità viene concretizzata dall’esistenza stessa della scuola di cucina a Bianco»

L’INCONTRO CON DON LUIGI CIOTTI Il fondatore di Libera, Don Luigi Ciotti, non ha mancato di salutare e ringraziare tutti gli allievi della scuola “Uno chef per Elena e Pietro”. Ha chiesto uno ad uno da dove venissero e con estrema sorpresa i ragazzi hanno scoperto che Don Luigi Ciotti aveva già visitato tutti i loro luoghi natali in occasione di iniziative per contrastare l’attività della ‘ndrangheta. «I ragazzi – ha spiegato lo chef serrese Bruno De Francesco – sono rimasti estremamente colpiti dalla figura di Don Ciotti, dal suo immenso carisma che gli attribuisce un’aura quasi trascendentale». Dunque, dopo aver parlato con ogni singolo allievo della scuola, Don Luigi Ciotti, assieme agli attivisti, ha raccontato la storia dell’associazione Libera sottolineando il percorso sociale e di integrazione in cui è coinvolta adesso Libera Piemonte schierata anche al fianco delle donne, degli immigrati e degli emarginati. «Si è trattato – ha continuato De Francesco – di un’occasione unica. La mia idea di formazione ed educazione è andata sempre oltre la mera tecnica. È anche con queste esperienze di socialità attiva che i ragazzi imparano veramente a crescere e a formarsi». Dello stesso parere è stato il direttore scientifico della scuola, il professor Silvio Greco: «La scelta di legalità viene concretizzata dall’esistenza stessa della scuola di cucina a Bianco. L’organizzazione e la partecipazione alla cena nazionale di Libera è la logica conseguenza».

A sinistra lo chef serrese Bruno De Francesco con Don Luigi Ciotti

A lezione con i docenti universitari di vari Atenei italiani

LA SCUOLA L’Istituto “Uno chef per Elena e Pietro” accoglie ogni anno nuovi studenti gratuitamente. Questo è il terzo anno di attività e sono stati già una trentina i ragazzi che hanno usufruito gratuitamente della formazione della scuola di cucina, pasticceria e panificazione. Dopo la selezione degli aspiranti, che avviene tramite colloquio, si comincia con i primi mesi dedicati alla parte teorica dove a tenere le lezioni vi sono anche docenti di vari Atenei italiani, come i professori Cinzia Scaffidi, Lorenzo Bairati, Leonardo Scaglioni e altri. Dopodiché si passa alla parte tecnica di cucina, pasticceria e panificazione. Bagaglio di studi che gli allievi della scuola avranno l’opportunità di mostrare, di volta in volta, in occasioni di rilevanza nazionale come è stata la recente cena di Libera Piemonte a Torino. Eventi importanti che, grazie alla famiglia Pratticò e alla rete tessuta dal professor Silvio Greco, saranno costanti anche in futuro.

Il Vizzarro.it - quotidiano online
Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova

Reg. n. 4/2012 Tribunale VV

redazione@ilvizzarro.it

Seguici sui social

Associazione "Il Vizzarro”

via chiesa addolorata, n° 8

89822 - Serra San Bruno

© 2017 Il Vizzarro. All Rights Reserved.Design & Development Bruno Greco (Harry)