Domenica, 16 Luglio 2023 21:40

«Basta morti sulle nostre strade». Il grido di dolore della comunità serrese

Scritto da Redazione
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Un lunghissimo corteo, silenzioso ma molto partecipato, ha attraversato il corso principale di Serra San Bruno, da località Calvario a piazza Mons. Barillari. La luce delle fiaccole ha scandito la lenta marcia delle tantissime persone che si sono raccolte attorno alle famiglie delle vittime della strada, per onorare la loro memoria e invocare più diritti e più sicurezza. Il corteo è stato organizzato da un gruppo di ragazze e ragazzi serresi che alla fine della manifestazione hanno pronunciato le parole che riportiamo, integralmente, qui di seguito.

Un primo e doveroso ringraziamento va alle famiglie delle vittime presenti in questo doloroso momento in cui la presenza non era scontata. Questa fiaccolata silenziosa è stata costruita soprattutto con il loro consenso. Abbiamo riflettuto e ci siamo confrontati e in fine abbiamo deciso, vista la delicatezza del tema, che questo non sara stasera un microfono aperto per varie ragioni. Prima di tutto perché ognuno di noi è emotivamente legato alle vittime della tragedia e in momenti come questo un microfono aperto non permetterebbe di gestire correttamente le emozioni. C'è anche un procedimento giudiziario in corso e rende ancora più delicato il momento. Abbiamo tutti grande fiducia nella magistratura e sopratutto sappiamo che in un modo o nell'altro la giustizia farà il suo corso. Per questo è previsto un solo intervento, una lettera aperta alle istituzioni che adesso leggerà Alessandro a nome di tutti noi promotori della fiaccolata e che sarà trasmessa agli enti competenti. 

Il Mezzogiorno, la terra in cui viviamo, è una terra ricca di risorse ma difficile da vivere. Il nostro territorio ha diritto ad uno sviluppo concreto che possa valorizzarlo anche con infrastrutture che facilitino la viabilità e accorcino le distanze, ma che devono garantire la massima sicurezza per gli utenti.

Purtroppo la sicurezza è un’importante componente che manca alla neo “superstrada” delle Serre che ad oggi conta più morti che anni. La tragedia che ha visto coinvolti Nicola e Bruno, è soltanto l’ultima di una drammatica sequela che negli ultimi anni, in pochi chilometri, ha spezzato la vita di altri giovani e giovanissimi come Carmine, Antonio, Salvatore, Natalino, Salvatore, Gennaro. Siamo qui per tutti loro, per tutte le altre vittime della strada, per tutte le loro famiglie.

La fiaccolata di questa sera è un grido collettivo che è partito proprio da noi giovani e che deve arrivare a tutte le istituzioni preposte affinché mettano in atto interventi consistenti e immediati. Interventi concreti, non vuote parole di circostanza, perché troppe già ne abbiamo sentite in questi anni senza che nulla, se non in peggio, sia cambiato per il nostro territorio.

Per 50 anni l’idea di questa strada è stata strumento di propaganda politica che è servita soltanto ad accrescere i consensi e la fortuna di pochi a discapito di molti. Sono noti i ritardi, gli sprechi e i disagi a danno di una collettività che per tutto questo tempo è stata ingannata e privata dei suoi diritti.

È certamente necessaria una presa di coscienza individuale, che parta da ognuno di noi, e allo stesso tempo collettiva, dell'intera popolazione delle Serre. Ognuno deve agire con senso di responsabilità e soprattutto noi giovani dobbiamo dimostrare di essere capaci, prima di metterci alla guida di un'auto, di rispettare la vita, la nostra e quella degli altri, quella di chi potremmo incontrare sulla nostra strada. Lo diciamo soprattutto a noi stessi e ai nostri coetanei, senza se e senza ma: chi beve non deve mettersi al volante, chi guida non deve sentirsi un pilota dentro una pista perché la vita di donne, uomini, ragazzi, bambini, non è un gioco.

Oltre a ciò, però, chi ne ha la competenza deve mettere fine allo stato di insicurezza in cui versa un'arteria che doveva essere uno strumento di progresso e si tramutando in un veicolo di morte.

Il futuro di questa terra siamo noi, i giovani. E proprio partendo da questa consapevolezza gridiamo a gran voce: BASTA MORTI SULLE NOSTRE STRADE!

Perché queste morti non sono dovute solo alla fatalità o ad un tragico destino, ma anche all’abbandono e allo sfruttamento di una terra resa sempre più povera da politiche sbagliate che hanno sempre mirato ai privilegi di pochi, non considerando i cittadini e i giovani come risorse bensì come strumento di tornaconto elettorale.

Questa manifestazione non sarà un’iniziativa isolata, siamo pronti a lottare per i nostri diritti e a pretendere che non si continui con la politica delle mance e dei palliativi ma che si abbiano risposte concrete, iniziando a costruire un territorio vivibile, con infrastrutture moderne, sicure, e servizi pubblici efficienti.

Non ci fermeremo qui, la nostra lotta continua perché la vita non ha prezzo!

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