Martedì, 14 Luglio 2020 13:00

Kalibreria, dal recupero dei libri destinati al macero alla battaglia contro la subcultura mafiosa

Scritto da Bruno Greco
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Salvare i libri dal macero e metterli a disposizione di tutti. Dapprima tramite una semplice bancarella, poi realizzando una vera e propria biblioteca intitolata alla memoria di Vito Maida, «grande poeta e maestro soveratese scomparso da qualche anno, la cui figura rappresenta alcuni dei valori fondanti del progetto: sensibilità, arte, legame sottile con la terra e la memoria».

Kalibreria, “associazione a resistere di stampo culturale” (come amano definirla i fondatori), nasce ufficialmente il 2 febbraio 2020, anche se già a partire dal giugno 2019 aveva cominciato la sua missione culturale nel Soveratese: salvare i libri che rischiano di finire in discarica.

«Tutto nasce dal fatto – ha raccontato Domenico Commisso – che andando in discarica a conferire i rifiuti che produco con la mia attività, ho notato che la gente nella carta buttava molti libri. Mi è venuto così in mente di prenderli e riutilizzarli ridando loro vita nuova, restituendoli alla loro funzione: essere letti. Così ho cominciato a recuperarli, ho coinvolto un gruppo di amici con i quali da anni pensavamo di fare qualcosa che potesse coinvolgere i giovani e smuovere un po’ le coscienze. Grazie anche al contributo dei ragazzi che lavorano all'isola ecologica abbiamo la possibilità di recuperare tanti volumi che in Kalibreria riassumono la loro funzione originaria».

Una biblioteca di strada creata con l’intento di prestare libri gratuitamente, e che, oltre a rappresentare un servizio per le persone del territorio, presto potrebbe essere fruibile a tutti grazie all’adesione al Sistema bibliotecario regionale. A sostegno del lungimirante progetto continuano dunque le donazioni e il recupero dei tanti volumi destinati al macero.

La parola d’ordine è “resistere”, vocabolo che all’iniziativa di stampo culturale associa quella di natura sociale, promuovendo lotte territoriali che puntino ad arginare l’emorragia della dispersione scolastica. Nelle parole degli attivisti si comprende come riavvicinare le persone alla lettura non è il solo scopo di Kalibreria, bensì la sua missione punta a qualcosa di più grande: «Era la fine di giugno 2019 – spiegano gli attivisti – quando, all’indomani di un’operazione antimafia nel Soveratese, che ha visto coinvolte decine di persone, quasi tutti giovani tra i venti e i trent’anni e persino qualche minorenne, un sogno chiamato Kalibreria cominciò a materializzarsi sul territorio con la precisa volontà di reagire a ogni forma di degrado sociale e culturale, dando un’alternativa positiva ai giovani che, in misura sempre più allarmante, si allontanano dalla cultura, dalla lettura e dalla bellezza, traviati da una sottocultura pericolosa».

Il libro diventa dunque l’“arma” da scegliere per andare oltre dinamiche sociali che, in molti contesti non offrono particolari alternative. Non solo book-sharing ma anche battaglia dichiarata a quella subcultura mafiosa che rischia di inglobare tanti giovani. Il coinvolgimento in prima persona arriva anche con l’attivazione di diversi corsi, dall’inglese con un professore madrelingua agli scacchi con un maestro appartenente alla seconda categoria, fino ai percorsi di prima alfabetizzazione per ragazzi stranieri. In più la salvaguardia delle aree verdi, al fine della gestione e riqualificazione delle stesse. Insomma, un notevole contributo offerto a favore dell’intera collettività.  

«Le fiabe non si raccontano ai bambini per dire loro che i draghi esistono, perché i bambini già lo sanno, ma si raccontano per dire loro che i draghi possono essere uccisi». Facendo propria questa citazione di Chesterton, la Kalibreria apre a tutti le porte, provando nel suo piccolo a “sconfiggere draghi” con l’aiuto di tutti e convincere anche gli scettici che nulla è impossibile da realizzare.

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