Il Vizzarro.it - quotidiano online
Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
Ora che le liste sono state depositate, che le foto e i “santini” rimbalzano sui social, che il corso e i bar e le pizzerie e le case già brulicano di candidati, che ognuno ha spiegato al mondo il come e il perché ha deciso di mettersi “al servizio della comunità”… ora che insomma è stato fatto tutto ciò che va fatto per dare avvio a una campagna elettorale di paese ai tempi del Covid, sarebbe bello se si provasse ad abbassare lo sguardo sulla realtà e, di contro, ad alzare il livello del dibattito politico locale. Non lo si prenda come un monito o un consiglio non richiesto, ma più che altro come una riflessione solitaria e spassionata che non ha l’ambizione di essere presa in considerazione da chi ha o pensa di raggiungere a breve un ruolo decisivo per le sorti di questo paese.
L’inizio, sia detto senza scandalo, non è apparso un granché. Le prime polemiche intercorse tra protagonisti e seconde linee dei vari schieramenti rimandano solo a toni, espressioni e atteggiamenti già tristemente noti ai serresi. I contenuti finora scarseggiano. Solo slogan, post di poche righe buoni per ogni luogo e stagione, hashtag-video-foto-like-condivisioni ma poca, pochissima politica. Sia chiaro: chi si candida a sindaco o a consigliere comunale in un paese come Serra, nelle condizioni in cui è oggi Serra, merita rispetto. Se sia coraggio o incoscienza è difficile dirlo. È invece molto facile, dall’esterno, giudicare, magari dimenticando che come nessuno degli attori o aspiranti tali della politica locale può ammantarsi di purezza e cambiamento, allo stesso modo chi osserva e commenta per mestiere o per diletto non può limitarsi a puntare il dito o a tessere lodi a seconda delle simpatie o delle convenienze. Però alcune cose vanno dette e le opinioni si possono ancora esprimere. Primo: non lo “ordina” mica il medico di candidarsi, se lo si fa, coltivando ambizioni magari anche nobili e certamente legittime, bisogna dimostrarsi all’altezza. Secondo: è l’analisi che manca, un’analisi spietata delle condizioni in cui si trovano il Comune e la comunità e da cui partire per proporre idee, progetti, soluzioni che non siano le solite trite e ritrite formule buone solo per un mese di campagna elettorale. Servono poche cose, ma servono chiare e servono come il pane. I successi di un buon politico dovrebbero misurarsi non sulle cariche che si riescono ad agguantare ma su quanto si riesce a rendere migliore il proprio territorio. Allora, soprattutto in un momento difficile come quello attuale, bisogna dare risposte subito. Lo abbiamo scritto su questo giornale qualche tempo fa e continueremo a ricordarlo a noi stessi e ai nostri compaesani. Una crisi come quella attuale rivela la fragilità ma anche la capacità di resistenza di una comunità che ha forse dimenticato le risorse su cui può contare. Le si scopre nella crisi e nella crisi generale pare che alla fine Serra abbia retto, ciò però non deve far dimenticare che siamo sempre e comunque sull’orlo di un baratro che si chiama spopolamento, desertificazione economica e sociale, impoverimento culturale e umano.
Quindi il nostro appello a chi si candida - unito a un in bocca al lupo - è di non consumarsi nel vortice delle pose social, dei veleni personali, delle recriminazioni trasversali, delle divisioni familiari, della gara a chi si mostra più rivoluzionario-competente-limpido-nuovo rispetto agli altri, ma di cominciare davvero ad alzare il livello. Lo si può fare innanzitutto lasciando che l’elettore si faccia la propria idea in autonomia senza dover pensare a come dividere i voti di famiglia tra i candidati a cui non si può dire di no. Sappiamo bene che sta già succedendo e che forse è inevitabile, ma non dimentichiamoci che dovremmo essere noi a rifiutare certe logiche e a pretendere risposte su cosa un candidato può e vuole fare per le poche, fondamentali questioni su cui si gioca il destino di questa comunità. Nell’uno e nell’altro caso, siamo sempre noi a decidere del nostro destino.
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