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Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
NARDODIPACE - I luoghi che ispirarono a Sharo Gambino il suo primo romanzo, Sole Nero a Malifà, vivono ancora oggi, a distanza di 50 anni, lo stesso dramma di allora, l'isolamento. Cassari, frazione di Nardodipace arroccata sulle montagne al confine con il reggino, distante dal "capoluogo" più di 30 km, continua a soccombere, oggi come allora, sotto il peso di un'emarginazione che non è certo dovuta solo a fattori geografici, ma che ha assunto ormai da troppo tempo i contorni dell'emergenza sociale, economica, culturale. L'autore del Vizzarro arrivò qui per insegnare a leggere e scrivere ai contadini del luogo, e fu fortemente colpito dalle condizioni in cui vivevano, tanto da riuscire a far arrivare in queste montagne dei camion carichi di generi alimentari di prima necessità e soprattutto di medicinali.
A distanza di mezzo secolo la situazione è certamente molto cambiata, ma ciò che rimane immutato è l'indifferenza delle istituzioni ad ogni livello verso cittadini evidentemente non considerati tali - salvo nei periodi elettorali - che hanno il solo torto di essere nati e cresciuti in una sorta di limbo, la periferia della periferia, una terra di nessuno posta ai margini del mondo.
L'ultimo scippo, in ordine tempo, che questa gente ha subìto è il taglio dei traporti pubblici verso il paese più vicino, Fabrizia, dove i cittadini devono recarsi per andare alla Posta, in banca, in farmacia o dal medico curante. Tagliati del tutto anche i collegamenti verso la costa jonica, dunque verso le ferrovie. "Allo stato attuale - spiega indignato il parroco don Vincenzo Maiolo - una persona priva di automobile per andare a riscuotere la pensione deve pagare almeno 40 euro di trasporto, sempre che ci sia qualcuno disponibile". Don Maiolo se la prende con il governo nazionale e soprattutto con la Regione Calabria, "che dice di voler essere dalla parte degli ultimi e delle persone in maggiori difficoltà economiche, ma in questo caso sta calpestando la dignità della persona e il diritto di ogni cittadino a usufruire del servizio pubblico. La situazione diventerà gravissima - aggiunge il parroco - nel momento in cui i giovani, con l'apertura dell'anno scolastico, non saranno nelle condizioni di recarsi a Serra San Bruno per espletare l'obbligo scolastico e per garantire una crescita culturale e sociale a se stessi e a tutta la loro comunità". Il taglio del trasporto pubblico, in questo angolo di Calabria a cavallo tra le Serre e l'Aspromonte, ha ovviamente conseguenze molto pesanti, che vanno a ledere diritti fondamentali che dovrebero essere garantiti ad ogni persona. Sacrosanto, quindi, l'invito del sacerdote alle istituzioni affinchè vengano ripristinate al più presto le linee soppresse."Lo Stato non può chiedere l'osservanza della legge (in questo caso quella dell'obbligo scolastico) se non crea le condizioni perchè ciò avvenga. I cittadini di questa comunità non intendono pagare gli errori di chi ha sempre sfruttato la povera gente per mirare ad interessi di parte. Se entro pochi giorni non ci sarà una risposta concreta i cittadini organizzeranno manifestazioni di protesta contro la Regione Calabria. Non è accettabile - conclude don Maiolo - che in una società civile si debba ricorrere alla stampa e alle proteste per usufruire di un servizio pubblico".
(foto di Franco Gambino, Cassari, 1973)
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