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Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
È uno scempio senza fine quello che sta architettando l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Bruno Rosi a danno dei boschi secolari ricadenti nel territorio montano di Serra San Bruno. Come abbiamo già anticipato nei giorni scorsi, il prossimo 25 marzo – proprio nei locali del palazzo municipale serrese – avrà luogo l’asta pubblica, con il sistema delle offerte segrete, per la vendita di materiale legnoso ritraibile dal taglio di tre lotti boschivi appartenenti al demanio comunale “Archiforo”, situato nel cuore del Parco Naturale Regionale delle Serre, in quello che viene indicato come sito di importanza comunitaria - zona di riserva generale orientata.
I tagli in oggetto dei tre bandi comporteranno quindi l’abbattimento di un totale di 2.603 piante (più ulteriori 197 alberi definiti “zero”) di cui ben 1.090 esemplari di rarissimo Abete bianco, conosciuto come il “principe dei boschi”. Ma allo sfregio protratto dall’amministrazione comunale per tentare di risanare il pesante deficit di Bilancio attraverso la vendita dello stesso materiale boschivo, si aggiunge però un’ulteriore aggravante. Un particolare da considerare non di poco conto visto che, come testimoniato dalle foto scattate da un naturalista de luogo, fra gli alberi “martellati” e quindi indicati tra le piante da abbattere, vi sono anche alcuni tra quelli che possono essere considerati – senza ombra di dubbio – gli Abeti bianchi più grandi ed antichi d’Europa. In particolare tra gli esemplari che risultano contrassegnati per il taglio, Pisani ne ha individuato uno che presenta delle vere e proprie misure da record: una base di quasi 5 metri di circonferenza e un’altezza di 50 metri. Dimensioni che identificano lo stesso albero come pianta monumentale rarissima, il più grande tra quelli presenti in tutta Europa. Basti pensare che il Corpo Forestale dello Stato, in una ricerca effettuata alcuni anni fa in Trentino, ha classificato l’Avez del Prinzipe di Lavarone (in provincia di Trento) - un Abete bianco di 50 metri di altezza e con una circonferenza di 4,8 metri - come albero monumentale più grande d’Europa. Dato in realtà, metro alla mano, di gran lunga surclassato dalle dimensioni dell'abete identificato dal naturalista nelle nostre montagne, destinato però adesso all’abbattimento.
I numeri seriali posti sotto la corteccia, alla base degli alberi, testimoniano quindi come questi rari esemplari siano stati contrassegnati, dai tecnici inviati di recente dall’amministrazione comunale, come piante da abbattere. Un vero e proprio sfregio a danno dei boschi secolari delle Serre, in cui, solo negli ultimi 13 mesi, per mano della stessa amministrazione Rosi, è stata registrata l'identificazione di ulteriori 9.291 alberi da abbattere. Una media, insomma, di 25 alberi da tagliare al giorno. Interi boschi che rischiano di venire violentati, privati in pochi giorni di quella maestosità che la natura ha saputo costruire pazientemente nel corso dei secoli. Il tutto per porre rimedio alle negligenze amministrative che stanno portando il bilancio comunale verso un lauto disavanzo.
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