Mercoledì, 02 Dicembre 2015 11:23

Sversavano i liquami di un frantoio nel lago Angitola: denunciate tre persone

Scritto da Redazione
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Gli agenti del Corpo forestale dello Stato del comando Stazione di Polia, coadiuvati dai colleghi di Vallelonga, hanno denunciato nei giorni scorsi tre persone presso la competente Procura della Repubblica. 

Si tratta dell'amministratore unico e di due dipendenti di un impianto di molitura delle olive, situato in località “Postoliti”, a Monterosso Calabro, ritenuti responsabili dello sversamento abusivo delle acque reflue e dei liquami provenienti dallo stesso frantoio.

L'attività è scaturita grazie alla segnalazione effettuata dall'equipaggio di un velivolo del Centro Operativo Aeromobili del Corpo Forestale dello Stato di Lamezia Terme che, sorvolando la zona interessata durante un normale servizio finalizzato alla prevenzione e repressione di illeciti in danno all’ambiente, ha notato un deflusso di liquido dal colore scuro proveniente dall’alto di un costone prospiciente l’Oasi Protetta del Lago Angitola, proprio dalla zona in cui era ubicato il frantoio. Lo sversamento in questione confluiva, mediante dei corsi d’acqua, all’interno del Lago Angitola, generando un’ampia macchia scura e per un tratto molto esteso.

Intervenuto sul posto, il personale ha constatato che l'impianto era in piena attività. In quel momento, inoltre, si stava procedendo al lavaggio ed alla molitura delle olive. Gli agenti del Cfs hanno accertato altresì che la macchina lavatrice delle olive spargeva i liquami direttamente sul terreno che, attraversando un uliveto, scivolavano a valle ed effettivamente confluivano - mediante i corsi d’acqua Malopera e Reschia - all’interno del Lago Angitola. Analoga situazione si riscontrava dove era situata una vasca con all’interno della sansa.

Alla richiesta specifica, i dipendenti dell’impianto presenti al momento dei controlli non erano in grado di fornire le necessarie autorizzazioni per il regolare smaltimento delle acque e lo spandimento della sansa. È stata esibita, infatti, soltanto una comunicazione per l’utilizzazione agronomica dei reflui oleari inoltrata al Comune di Monterosso Calabro priva, comunque, di relazioni tecniche redatte da un agronomo e da un geologo.

Gli uomini del Corpo forestale dello Stato hanno, dunque, posto i sigilli all’impianto ed ai macchinari al proprio interno.

I tre responsabili, invece, sono stati deferiti all'autorità giudiziaria e, pertanto, dovranno rispondere di violazione alla normativa sui rifiuti ed al vincolo paesaggistico-ambientale, per deturpamento di bellezze naturali nonché per violazione alla normativa sulle aree protette.

 

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