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Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
La bufera che ha investito Palazzo Campanella e che ha attivato i controlli degli uomini della Guardia di Finanza sui rimborsi folli alla Regione Calabria, non vuole arrestarsi. Grazie alla notizia lanciata mercoledì scorso dal QuotidianodellaCalabria era emerso che 10 Consiglieri regionali (8 appartenenti al centro-destra e 2 al centro-sinistra), di cui ancora i nomi rimangono occulti, dal 2010 al 2012, avrebbero utilizzato i soldi derivanti da fondi pubblici per chiedere ed ottenere il rimborso per ingenti spese “poco giustificabili” di numerosi Gratta & Vinci, detersivi e detergenti per la casa, per il pagamento della tassa della spazzatura della propria abitazione privata, viaggi all’estero, cene faraoniche, sanitari per il bagno, tablet e per altri dispositivi tecnologici. IL SACRO E IL PROFANO – Fra gli ultimi particolari emersi, secondo quanto riportato ancora dal Quotidiano, fra le spese rimborsate ai 10 Consiglieri in questione, sarebbero finite anche ingenti somme di denaro sborsate per l’acquisto di biglietti per assistere a sensuali spettacoli di lap dance, il famoso ballo attorno al “palo” a sfondo erotico. Mentre altri, piuttosto, avrebbero presentato ed ottenuto il rimborso di centinaia di immaginette sacre e di icone di santini per la modica cifra di 1.200 euro.
I viaggi, LE TERME E IL VINO - Nell’inchiesta coordinata dal capo facente funzioni Ottavio Sferlazza e dal sostituto Matteo Centini, in particolar modo in riferimento ai viaggi, emerge che molte delle “gite fuori porta” saldate con soldi pubblici, sarebbero state effettuate non solo dai singoli Consiglieri, ma addirittura in molti casi si sarebbe trattato di viaggi di gruppo, come nel caso dell’affitto di un intero pullman per una trasferta collettiva alle terme di Chianciano per la cifra di 3.700 euro. Spiccano anche diversi viaggi verso Montepulciano, la “terra del vino”, una tra le mete preferite dei Consiglieri calabresi. In quest’ultimo caso in molte delle fatture presentate sarebbe rientrato anche l’acquisto di intere casse di vini pregiati dal costo di 780 euro. Tra le fatture risultano anche viaggi oltreoceano, con direzione Los Angeles, o verso mete turistiche europee come Montecarlo e svariati paesi dell’est.
MATERIALE ELETTRONICO E ARREDO BAGNO - Curiosamente fra le spese rimborsate illegittimamente (in quanto non riferibili all’attività politico-amministrativa) la Guardia di Finanza ha riscontrato anche delle fatture e degli scontrini fiscali che riportavano fra le voci di acquisti effettuati in una ferramenta, “materiale elettronico” e pezzi di “arredo bagno”, ossia sanitari e mobilia per l’arredamento della toilette.
GRATTA & VINCI, CAFFE’ E LE ALTRE SPESE PAZZE – Tra i rimborsi ottenuti risulta anche il caso di uno scontrino fiscale riguardante la consumazione di un singolo caffè al bar (0,70 euro) e di numerosi Gratta & Vinci (presentanti ovviamente dopo aver ben controllato che non fossero vincenti), oltre che multe per divieto di sosta e per limiti di velocità, pernottamenti in hotel, conti di cene al ristorante, l’acquisto ed il noleggio di auto di lusso, di Iphon, Ipad, ricariche telefoniche di gestori diversi, le bollette della Tarsu (l’imposta sui rifiuti domestici), detersivi per la casa, affitti di locali e abitazioni, il tagliando ed il cambio olio per l’autovettura e persino le tasse da versare all’Agenzia delle Entrate. Tutte spese affrontante quindi per finalità non istituzionali e coperte con soldi pubblici riconosciuti ai gruppi consiliari.
1 MILIONE DI SPESE NON DOCUMENTATE – In particolar modo gli uomini della Finanza avrebbero riscontrato fra i “rimborsi folli” spese non documentate per l’ammontare di circa un milione di euro. Si tratterebbe di spese non giustificate da alcuna “pezza d’appoggio”, da nessuna fattura o scontrino. Pertanto, circa un milione di euro sarebbe stato prelevato e rimborsato per spese sprovviste di specifica giustificazione e per la copertura d’acquisto di beni e servizi di cui non esiste alcun rendiconto dettagliato.
GLI INDAGATI E LE ACCUSE – Da quanto trapelato i soggetti interessati dalle indagini, sono tutti capogruppo o ex capogruppo, transitati nel periodo dal 2010 al 2012 o attualmente Consiglieri nella massima assise regionale. Alcuni di loro potrebbero essere dei neoparlamentari eletti alla recente tornata elettorale.
I magistrati hanno deciso di procedere per gradi nell’ambito dell’inchiesta, partendo chiaramente dall’accusa principale per poi sviluppare ulteriori ipotesi di reato. Resta comunque fuori da ogni dubbio l’imputazione per peculato, imputabile al pubblico ufficiale che gestisce in maniera diretta denaro e lo distrae o sottrae per finalità diverse da quelle cui è destinato. Tale responsabilità chiama in causa chiaramente anche e soprattutto i direttori amministrativi (che sottoscrivono la validità dei bilanci) e i capogruppo regionali in seno al Consiglio (assegnano le somme ai Consiglieri che fanno richiesta di rimborso o di contributo per le spese che dovrebbero rientrare nell’attività politico-istituzionale). Gli inquirenti potrebbero comunque sentire nei prossimi giorni, oltre che i capogruppo, anche i tesorieri che potrebbero essere accusati di concorso in peculato, visto che è davvero difficile che il pm possa ritenere che chi ha acconsentito al rimborso di un Gratta & Vinci o di uno spettacolo osé, possa averlo fatto in buona fede. Resta aperta, altrettanto chiaramente, l’accusa di truffa per i politici che hanno direttamente tratto vantaggio economico dai rimborsi.
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