mini don_fiorillo
Riceviamo e pubblichiamo
 
 
I componenti e gli aderenti al coordinamento Provinciale di LIBERA Vibo Valentia  sono lieti di salutare con affetto e formulare gli auguri più sinceri e più cari  a Monsignor Giuseppe FIORILLO per il suo cinquantesimo di sacerdozio.   
Durante questi sette anni  vissuti insieme  nel movimento LIBERA , di cui Monsignor FIORILLO è Coordinatore Provinciale,  abbiamo potuto toccare con mano il  suo vero e grande impegno in linea con lo spirito di servizio che ha sempre improntato la sua vita pastorale.
Siamo stati sempre attratti dal fascino della sua personalità,  costruita essenzialmente sulla semplicità ed umiltà ma contestualmente ricca di cultura, di idee e di esperienze,  che  lascia un segno ricco e profondo non solo nel contesto in cui si è svolto il suo impegno sociale ma anche nelle coscienze di ciascuno di noi perché non è solo un coordinatore ma è una guida morale e  spirituale.
Per questo suo modo di essere  lo abbiamo sempre visto e sentito come  un  amico a cui stanno a cuore le sorti di questo nostro paese in una perenne lotta  per il raggiungimento del bene comune, per l’abbattimento di barriere ed ostacoli al libero esercizio dei diritti di tutti i cittadini, per l’eliminazione di ogni forma di criminalità organizzata e non.
In un tutt’uno con la sua missione pastorale  ha sempre cercato  costantemente  di fare in modo che la politica seguisse l’etica cristiana affinché la carità e la speranza potessero trovare la giusta considerazione per realizzare il bene comune e non possiamo non ricordare quella che fu una della azioni  più importanti che lo vide anche sullo scranno degli imputati e successivamente dei condannati per aver occupato la corsia autostradale all’uscita di Serra San Bruno, in segno di protesta per la mancata istituzione dell’ufficio postale a Sant’Angelo. 
Tale episodio sicuramente gli costò la “carriera” ecclesiastica,  ma  lo rese sin da allora  coerente con il principio secondo cui la legalità è termine astratto se non è accompagnato dalla responsabilità e secondo quanto sovente egli stesso sollecita dal pulpito domenicale allorquando invita i suoi parrocchiani a “presentarsi dinanzi a Dio con le mani pulite , ma non per averle tenute in tasca”.
Auguri caro Monsignore abbiamo ancora tanto lavoro da fare insieme.
 
Il coordinamento Provinciale di Libera Vibo Valentia
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mini acqua_pubblica
Riceviamo e pubblichiamo
 
 
Apprendiamo dalla stampa che la Commissione Ambiente regionale il prossimo lunedì 17 giugno avvierà l’esame di due progetti di legge di iniziativa della Giunta, riguardanti il riordino del servizio di gestione rifiuti urbani e la riorganizzazione del servizio idrico integrato regionale. Entrambi i progetti di legge riguardano temi di enorme valenza e impatto sulla vita quotidiana dei calabresi, per i quali sono state date risposte istituzionali fallimentari negli ultimi 10-15 anni, con il Commissariamento da un lato e con l’affidamento alla società mista Sorical dall’altro (e con la multinazionale Veolia come comune denominatore). Si sono create situazioni talmente insostenibili da spingere i cittadini ad intraprendere percorsi di partecipazione che hanno condotto alla mobilitazione e alla proposta di articolate soluzioni alternative. Non a caso proprio in questi giorni sono in corso ben due campagne di raccolta firme per leggi d’iniziativa popolare. Per quanto riguarda i rifiuti, è dal mese di aprile che anche in Calabria è in atto la campagna nazionale per la legge Rifiuti Zero, un naturale sbocco per le innumerevoli iniziative di resistenza sul territorio, sostenute da cittadini stanchi di vedere la loro terra deturpata da politiche di smaltimento che prevedono sostanzialmente buche ed inceneritori. Per quanto riguarda il servizio idrico, dopo un percorso culminato con un referendum che ha visto quasi 800mila calabresi dichiarare di non volere che la loro acqua sia trattata come una merce, è quasi giunta al termine la campagna per la proposta di legge regionale “Acqua Bene Comune Calabria”. Nel mese di luglio saranno consegnate oltre 10mila firme a sostegno della proposta, cui si aggiungono le adesioni di almeno una dozzina di consigli comunali, piccoli e grandi.
Al Consiglio Regionale, ed alla Commissione Ambiente nello specifico, non è concesso di trascurare la grande partecipazione che sta caratterizzando il percorso delle due leggi d’iniziativa popolare, che è segno, nonostante tutto, di vitalità democratica e di volontà di contribuire responsabilmente alla salvaguardia dei nostri beni comuni. Per questo motivo chiediamo che la Commissione Ambiente calendarizzi al più presto un’audizione anche dei comitati promotori delle due leggi, tenendo presente in particolare per il servizio idrico che la proposta di legge regionale d’iniziativa popolare sarà ufficialmente consegnata entro pochissime settimane.
 
 
Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”
Coordinamento Calabrese Campagna Legge Rifiuti Zero
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Mercoledì, 23 Gennaio 2013 17:35

Cavalli di razza e bardotti

mini scilipoti_2Dei tanti parcheggi politici dell’ultim’ora di sicuro la Calabria è quello più abusivo. Come se non bastasse già Rosy Bindi, eletta plebiscitariamente manco fosse nata in Aspromonte nelle scorse primarie democrat, adesso il Piddielle ha calato l’asso di bastoni. Che in gergo locale, da non confondersi, anche se sembrerebbe, con “lato Berlusconi”, significa “metterlo prepotentemente nel lato B”. Scilipoti finalmente ha preso la cittadinanza ultra meridionale. Un vero primato. Roba da porcellum. Porcellum e promesse mantenute. Perché se è vero, com’è vero, che il cosiddetto “responsabile” (o “salva-culi” che dir si voglia) è riuscito nell’impresa di tenere a galla per qualche altro mese il governo ante-Monti, è altrettanto vero che il tornaconto richiesto per tale gesto è stata senza dubbio la riconferma parlamentare. Anzi, Quirinale.

La notizia di Scilipoti l’Africano in Calabria circolava già dalle prime ore del mattino. I big locali, con in testa il governatùr Giuseppe Scopelliti, hanno improvvisamente messo mano ai telefoni per bestemmiare in faccia ad Angelino Alfano, contestando l’inatteso regalo del loro principale. Addirittura, il cosiddetto “responsabile di fine seconda repubblica”, avrebbe dovuto posizionarsi nella prima piazza regionale, davanti a pezzi da 90 come il mammasantissima Tonino Gentile e l’assessoressimo “rrriggitanu” Antonio Caridi. Poi, finalmente, lo scatto d’orgoglio del popolo oppresso. “Eh no – avranno bisbigliato bestemmiando sottovoce gli scalzati pidiellini – a tutto c’è un limite. Scipilo, Scilito, Scilicomecazzosi chiama no. Almeno si fosse portato la Tommasi, giustu u ndi facimu l’occhji”. Breve riunione del coordinamento, presa di coraggio e via. “Governatùr pensaci tu”. Ed ecco la magia. Alle ore 20 in punto il buon Mimmo viene piazzato in sesta posizione. Utile ancora certo, perché in Calabria, evidentemente, gli Scopelliti and friends hanno certezza scientifica dei loro consensi.

Storie quotidiane di sottomissioni meridionali. Succede così da 150 anni. E pensare che Scopelliti ce l’aveva messa tutta per ridare un filo di dignità e moralità al partito, regalandosi appena qualche giorno fa una Scopelliti buona che, per l’appunto e a dispetto del cognome, non è neanche lontanamente parente. Rosanna, figlia del giudice Antonino Scopelliti ammazzato dalla ‘ndrangheta su ordine di Cosa Nostra nel 1991, è ad honoris cause nelle liste per la Camera al secondo posto. Praticamente con due piedi in Parlamento. Lei, da ingenua inesperta qual è, ha dichiarato felicemente di “voler dare voce alla parte onesta della Calabria ad oggi poco considerata”. E aggiunge, disconoscendo totalmente la sua blindata elezione, “qualora lo vorranno”. Intanto, per far capire al mondo intero la sua posizione in merito al conflitto di interessi, la Scopelliti buona si licenzia subito dal coordinamento del movimento antimafia “E adesso ammazzateci tutti”.

Ma ritornando all’uomo per tutte le stagioni, ovvero Mimmo “ ‘o responsabile ”, capace in un attimo di offuscare la verginità ritrovata del Pdl calabrese, è davvero troppo facile intuire come lo stesso sia il vero scheletro negli armadi della nascitura Terza Repubblica. Persino più di Dorina Bianchi nota esponente del “PddL” (Partito democratico della Libertà) e nata politicamente per caso nel 2001 all’interno di una lista civetta chiamata niente meno che “Abolizione Scorporo”. Un centro-destra, insomma, che – malgrado alcuni lo pensassero incapace di stupire gli italiani – ha nuovamente stupito il bel Paese, piazzando sul mercato elettorale alcuni personaggi. Più simili a dei bardotti che a dei cavalli di razza.

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mini manifesto_no_alacoRiceviamo e pubblichiamo: Il coordinamento provinciale di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie parteciperà con convinzione alla manifestazione “No Alaco!!!” organizzata dal Comitato civico Pro-Serre e dal Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, che si terrà sabato 20 ottobre alle 10,30 nei pressi del lago Lacina (Brognaturo), proprio dove è sito l’impianto di potabilizzazione dell’Alaco. L’impianto, gestito da Sorical, è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Vibo nel maggio scorso, poiché gli investigatori hanno riscontrato diverse criticità nella gestione e soprattutto una grave mancanza di controlli sull’acqua dell’invaso che, invece, sarebbe per legge soggetta ad analisi continue e molto accurate. La realtà dei fatti è che da quando è entrato in funzione l’Alaco i problemi di non potabilità dell’acqua si sono verificati costantemente e in maniera grave, sia a Vibo Valentia che a Serra San Bruno

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mini acquapubblica221Il Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” si è riunito nei giorni scorsi a Vibo Valentia nella sede del Wwf. Nel corso della riunione sono state affrontate molteplici problematiche riguardanti la gestione delle risorse idriche calabresi e si sono poste le basi per il rilancio dell’attività del Coordinamento nel Vibonese. Alla riunione hanno preso parte diverse realtà associative attive sul territorio provinciale ( Comitato civico Pro-Serre, Compresi gli Ultimi, CittAperta, Partito dei Comunisti Italiani, Associazione “Il Brigante, Rifondazione Comunista, Forum delle Associazioni, WWF) che a breve, in sinergia, daranno vita ad un Coordinamento provinciale, aperto alle adesioni di altri movimenti e associazioni, che si occuperà delle iniziative da organizzare nel Vibonese per portare avanti la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico calabrese. Nel corso della riunione è stato affrontato il drammatico caso del bacino dell’Alaco

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mini sequestro_alaco_2Di seguito il comunicato stampa diffuso dal Comitato civico Pro-Serre dopo la conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio nei locali dell'associazione "Il Brigante" con i responsabili del Coordinamento regionale acqua pubblica "Bruno Arcuri": L' inchiesta odierna della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che ha proceduto al sequestro dell'impianto di potabilizzazione dell'Alaco, rappresenta una battaglia vinta per il Comitato Civico Pro - Serre e, in particolar modo, per tutti i cittadini che da tempo avevano ravvisato profonde anomalie in quell’acqua putrida e puzzolente che sgorga ogni giorno dai nostri rubinetti. Finalmente l’Alaco, come chiedevamo da mesi, è stato posto sotto sequestro.

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mini sequestro_alacoQuella di Vibo Valentia è una delle prime procure italiane a contestare il reato di avvelenamento colposo di acque. Il Procuratore Capo Mario Spagnuolo lo ha rilevato stamattina in conferenza stampa, spiegando anche che c'era l'urgenza e l'obbligo giuridico di procedere al sequestro. Al suo fianco c'erano il Pm che ha condotto l'inchiesta, Michele Sirgiovanni, il comandante provinciale del Cfs, Lorenzo Lopez, il comandante del Reparto operativo dell'Arma dei carabinieri di Vibo, Vittorio Carrara, il comandante dei Nas di Catanzaro, Giovanni Trifirò. Il lavoro degli investigatori va avanti da molto tempo

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mini logo-coordinamento-acquaDi seguito la nota stampa del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”:

Nei giorni scorsi è stata resa pubblica la relazione della Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Calabria, relativa alla gestione delle risorse idriche nella nostra regione ed approvata nell’adunanza pubblica del 5 dicembre 2011. La relazione analizza, puntualmente e con rigore legislativo, diversi aspetti della gestione attuale che dovranno essere approfonditi per dare vita ad una nuova gestione pubblica e partecipata del nostro Bene Comune. Un intero capitolo è dedicato alle tariffe idriche applicate dalla società So.Ri.Cal. S.p.A. ai Comuni calabresi; come noto, chi ci segue lo sa bene, da diversi anni denunciamo l’assoluta illegittimità delle tariffe applicate ai nostri Comuni

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Domenica, 11 Dicembre 2011 00:51

Il sistema Alaco

mini schiumaE’ stata a lungo una delle tante dighe fantasma del sud. Il progetto risale al 1961, fu approvato nel ’78, i lavori furono appaltati nel 1985 ma, bloccati molte volte, furono terminati intorno al 2003-04, e a fronte di una spesa inizialmente prevista di 15 miliardi di lire, l’opera alla fine è costata oltre 150 miliardi. Un esempio di spreco di denaro pubblico a cui la sezione regionale della Corte dei Conti ha dedicato un paragrafo nella relazione del 2002. L’invaso dell’Alaco si trova sul monte Lacina, a cavallo tra le Serre vibonesi e la costa jonica soveratese. Territorio del comune di Brognaturo, un paesino a due passi da Serra San Bruno.

Nel 2006 qui arriva la Sorical: l’obiettivo è mettere a regime l’invaso e inviare più acqua ai comuni, ma alla fine il liquido che arriva nelle case è di pessima qualità, torbido, giallognolo e maleodorante. Oggi il bacino serve circa 80 comuni (molti del vibonese e altri sulla jonica catanzarese e reggina) per un numero di abitanti che dovrebbe aggirarsi attorno ai 400mila. L’acqua dell’Alaco genera periodicamente situazioni di forte disagio: molti comuni emettono spesso ordinanze di non potabilità. Vibo all’inizio del 2011 è arrivata a superare i 100 giorni consecutivi di non potabilità. La Sorical punta il dito sulle condotte dei comuni, per molti invece il problema è l’Alaco, la cui acqua risulta sempre troppo “ricca” di ferro e manganese. A Serra San Bruno è nato un collettivo (Coordinamento delle Serre per il diritto all’acqua) che da mesi protesta contro Sorical denunciando le distorsioni del “sistema Alaco”. Secondo il Coordinamento il bacino non è mai stato bonificato prima di essere riempito, ed è difficile sostenere il contrario, visto che ancora oggi si notano chiaramente fusti di alberi e piante che fuoriescono dall’acqua, e qualche volta si vedono anche degli animali che si dissetano sulle rive del lago. Proprio sulle rive è stata fotografata una inquietante schiuma marrone chiaro, e i ciottoli toccati dall’acqua sono stranamente nerastri.

La Sorical ha consentito ad una delegazione del Coordinamento di visitare l’impianto di potabilizzazione: «Ci mancava solo che ci facessero pagare il biglietto – hanno riferito gli attivisti che hanno visitato l’invaso – tanto era stato programmato tutto nei minimi dettagli. Peccato che su una lavagna si fossero dimenticati di cancellare un ordine di servizio: “dalle 18 in poi aprire al massimo la valvola…smaltire più fanghi possibile…”. Ci hanno anche fatto assaggiare l’acqua potabilizzata mostrandoci come tutti i contatori non rilevassero alcuna presenza di sostanze o altro al di fuori della norma, solo che uno di noi si è accorto che il rilevatore del cloro era spento». Infatti l’acqua che arriva nei rubinetti è sempre molto carica di cloro, spesso oltre la norma.

Fonti accreditate raccontano che, per almeno due anni, i fanghi non venivano disidratati e venivano prelevati allo stato liquido con autobotti e trasportati altrove, con costi al di fuori da ogni logica. Le stesse fonti segnalano che le acque di risulta del lavaggio dei filtri e della disidratazione dei fanghi (che oggi non avviene) non vengono smaltite, ma reimmesse in testa all'impianto. Probabilmente il potabilizzatore è sottodimensionato e quindi non adeguato a servire tutte le migliaia di utenti che dovrebbe – il che lascerebbe presupporre che parte dell’acqua che arriva nelle case venga bypassata, magari superclorata, senza passare per il potabilizzatore.

Sicuramente, perché l’acqua di lago come quella possa essere potabile, il bacino andrebbe bonificato, e quello dell’Alaco non lo è affatto. Probabile che una volta terminata la diga e riempito d’acqua l’invaso, quando la Sorical ne prese possesso si prospettò di fronte ai monopolisti dell’acqua calabrese una grande opportunità per sfruttare quel liquido e trasformarlo in guadagno. Alcuni dirigenti Arpacal, nell’agosto 2010, dissero chiaramente che il problema dei continui disagi era senza dubbio l’Alaco con le sue acque difficilissime da potabilizzare. Molto difficile ma interessante, tra l’altro, sarebbe sapere cosa è stato riversato in quel bacino durante tutti gli anni in cui l’acqua non c’era ancora e tutt’intorno non c’erano né recinzioni né controlli. Fatto sta che l’acqua, nonostante adesso sia ufficialmente potabile, è sempre la stessa: ferro e manganese, e molto  cloro (lo hanno confermato analisi ufficiose e ovviamente senza valore legale). I cittadini continuano a pagarla profumatamente (compreso il famoso 7% che Sorical continuerà a incassare anche dopo il referendum) anche nei non rari periodi di non potabilità. Ciò succede nelle Serre, una zona le cui sorgenti sono sempre state catalogate tra le più pure e salubri d’Italia.

p.s.

La zona in cui si trova l’Alaco, a mille metri di altezza, è molto bella. Una zona umida su cui ancora circolano leggende su una baronessa ottocentesca che dopo aver attratto in incontri amorosi giovani contadini del posto li gettava nelle paludi che circondavano il suo castello, di cui ancora ci sono i ruderi poco distante dalla diga. Il centro abitato di Brognaturo sta a 7-8 km di curve, alla stessa distanza dall’altra parte c’è la frazione Elce della Vecchia di Guardavalle. E’ una montagna dove un tempo si nascondevano i briganti; negli anni ’80 i suoi boschi invece furono uno degli scenari della prima faida dei boschi; oggi è colonizzata dai “predoni” di Veolia (la multinazionale che detiene il 47% di Sorical; il restante 53% è della Regione Calabria, ma è chiaro che il socio privato tiene la Regione per le palle, grazie alle clientele e non solo).

 

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mini presidente-provincia-vibo-de-nisiDAL 17 ottobre ad oggi, solo nell’ultimo mese dunque, la Provincia di Vibo ha emesso determine di liquidazioni per un importo di oltre 90mila euro per incarichi esterni ad ingegneri, architetti e geometri. Vediamo, uno per uno,quali sono: incarico di progettazione e di coordinamento della sicurezza per lavori di manutenzione straordinaria al Liceo Classico di Vibo, conferito il 17 aprile 2009 all’arch. Giuseppe Paparatto per un importo di 5.616 euro; incarico di progettazione per lavori di manutenzione straordinaria al Liceo Classico di Vibo, conferito il 17 aprile 2009 al geom. Michelangelo Gennaro, per un importo di 4.500 euro. Sempre per quanto riguarda l’edilizia scolastica, incarico di direzione lavori e coordinamento della sicurezza per lavori di manutenzione straordinaria all’Ipsia di Vibo, conferito il 17 aprile 2009 all’ing. Leonardo Manno e all’ing. Mirella Consiglia Pilegi per un importo di 4.918 euro e incarico di progettazione per lavori di manutenzione straordinaria all’Ipsia di Vibo, conferito il 13 dicembre 2009 al geom. Antonio Gallè per un importo di 1.139 euro.

E ancora: incarico di accatastamento e voltura di un impianto sportivo a Limbadi, conferito il 28 giugno scorso all’ing. Adalbarto Paraguai per un importo di 1.887.60 euro; incarico di accatastamento palestra di Serra S.Bruno, conferito l’1giugno scorso al geom. Elisabetta Rachiele per un importo di 6.000 euro; incarico per progettazione, direzione dei lavori e coordinamento sicurezza per Palasport di Nicotera, conferito il 16 giugno scorso agli arch. Monica Spada e Maurizio Gaudente, per un importo di 39.200 euro. E poi, incarico calcoli esecutivi della struttura per la realizzazione di una tribuna coperta presso campo calcio di Nicotera Marina, conferito il 3 novembre scorso a Vincenzo Galizia per un importo di 3.500 euro; incarico studio geologico per la realizzazione di una tribuna coperta presso campo calcio di Nicotera Marina, conferito il 3 novembre scorso al geologo Domenico Valerioti, per un importo di 1.500 euro e incarico di coordinamento sicurezza per lavori di officiosità idraulica conferito all’ing. Michela Soriano, per un importo di 5.707 euro. Infine, incarico progettazione e coordinamento della sicurezza per lavori di riqualificazione del campo di calcio di Sant’Angelo di Drapia, conferito il 25 ottobre 2010 agli arch. Ferdinando Staropoli e Raffaele Pugliese per un importo complessivo 11.170 euro e incarico di progettazione per lavori di riqualificazione del campo di calcio di Sant’Angelo di Drapia, conferito il 25 ottobre 2010 al geom. Ferdinando Furchi e all’agrotecnico Cosmo Rombolà per un importo complessivo di 7.228 euro.

(articolo apparso nelle pagine vibonesi de Il Quotidiano della Calabria)

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