Giovedì, 17 Maggio 2012 13:35

Alaco sotto sequestro, gli inquirenti: inadeguatezza paurosa, escrementi di animali nei serbatoi di raccolta

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mini sequestro_alacoQuella di Vibo Valentia è una delle prime procure italiane a contestare il reato di avvelenamento colposo di acque. Il Procuratore Capo Mario Spagnuolo lo ha rilevato stamattina in conferenza stampa, spiegando anche che c'era l'urgenza e l'obbligo giuridico di procedere al sequestro. Al suo fianco c'erano il Pm che ha condotto l'inchiesta, Michele Sirgiovanni, il comandante provinciale del Cfs, Lorenzo Lopez, il comandante del Reparto operativo dell'Arma dei carabinieri di Vibo, Vittorio Carrara, il comandante dei Nas di Catanzaro, Giovanni Trifirò. Il lavoro degli investigatori va avanti da molto tempo

, un lavoro difficile che ha richiesto competenze specialistiche e grandi capacità investigative, nonchè una fruttuosa sinergia tra Cfs e Arma. Tutto è partito da una serie di denunce di disagi legati all'acqua registrate a Vibo, dove fu sequestrato il serbatoio di località "Tiro a segno", e in provincia, in particolare a Serra San Bruno, dove è sorto un Coordinamento per il diritto all'acqua che denuncia a chiare lettere da tempo "la vergogna dell'Alaco". La procura si è avvalsa della consulenza di specialisti universitari ai massimi livelli.

Ben presto gli investigatori hanno capito che l'intero sistema legato all'Alaco presentava grosse criticità. In quell’invaso, costruito per la cassa del mezzogiorno e poi passato in mano a Sorical, si è registrato un progressivo allentamento dei controlli sia di tipo fisico che chimico. Si sarebbe dovuto controllare, ma non è stato fatto, quindi in larga parte l’acqua immessa negli acquedotti era inquinata. La procura ha riscontrato uno stato di sostanziale abbandono della struttura,  con animali che scorazzano tranquillamente nell’area dell'invaso - anche questa un'anomalia che il Coordinamento serrese ha denunciato sin da subito. Gli inquirenti si sono resi conto che la situazione non era più tollerabile, di una "inadeguatezza paurosa": l'Arpacal avrebbe dovuto effettuare 12 controlli l’anno ma ne è stato riscontrato solo uno; è stata riscontrata l'assenza di documentazione anche sulla qualità dell’acqua; i Nas e il Cfs hanno sequestrato alcuni serbatoi di raccolta acque dove hanno trovato "situazioni gravi" e in alcuni casi anche escrementi di animali, nel serbatoio e in prossimità dell’acqua.

In queste ore sono stati sequestrati 57 siti (serbatoi che si trovano nei comuni legati all'Alaco), ed è stato nominato un custode (l'ingegnere Marco Merante) che dovrebbe mettere a norma il sistema. Il primo problema, certo non di facile soluzione, è la normalizzazione dell’esistente. Gli investigatori hanno spiegato che c’è stata una forte sottovalutazione del problema e che è grave aver riscontrato il mancato controllo degli impianti.

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