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Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
Brutta avventura per un commerciante serrese, B.S., 60enne, che opera nel campo dei mangimi, il quale nel pomeriggio di oggi, è rimasto vittima di una rapina, avvenuta ad Ariola, frazione di Gerocarne. Mentre stava effettuando il giro con il suo furgone, il commerciante sarebbe stato fermato da due persone con il volto coperto e armati di fucile e pistola i quali, a loro volta, hanno fatto prima scendere il 60enne dal furgone, per poi sottrargli circa mille euro in contanti. I carabinieri della stazione di Soriano Calabro, guidati dal maresciallo Barbaro Sciacca, si sono subito messi a lavoro per cercare di risalire agli autori del gesto.
SORIANO - E' stato arrestato con le accuse di tentato furto, resistenza a pubblico ufficiale e minacce, un cittadino rumeno senza fissa dimora che, nella mattinata di ieri, ha forzato la porta del vecchio carcere mandamentale di Soriano. Secondo quanto reso noto dai carabinieri, l'uomo, R. V. classe 1965,alle 11 di ieri mattina, si sarebbe introdotto furtivamente nella parte del vecchio Convento appartenente all'ex carcere mandamentale, attualmente adibita a dormitorio per turisti in cerca di ospitalità. Il cittadino rumeno, dopo aver forzato la porta, avrebbe rovistato nei cassetti e nei mobili danneggiandoli. Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri della locale Stazione coadiuvati da una pattuglia dell'Aliquota Radiomobile serrese e coordinati dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Serra San Bruno maresciallo Giuseppe Grillo. Il quarantottenne, alla vista degli uomini della Benemerita, avrebbe opposto resistenza minacciando di morte i militari dell'Arma che a questo punto sono riusciti a trarlo in arresto. L'uomo nelle prossime ore dovrebbe rispondere dell'accaduto innanzi al l'Autorità Giudiziaria competente.
VIBO VALENTIA - Nonostante il regime di carcere duro, il presunto boss Leone Soriano ha trovato la forza di inveire contro magistrati e forze dell’ordine. Tra le righe, ma neanche tanto, durante la sua deposizione nell’aula bunker del tribunale di Vibo Valentia dove si sta svolgendo il processo al clan di cui sarebbe il capo indiscusso, ha lanciato avvertimenti e minacce. Un’abitudine che non ha perso nel corso degli anni. Collegato in videoconferenza dal carcere di Viterbo dove è sottoposto al 41bis, Soriano, nel corso di dichiarazioni spontanee, ha inveito contro gli artefici dell’operazione antimafia “Ragno”. Gli attacchi del boss hanno avuto come bersaglio, fra gli altri, l’allora pm della Dda di Catanzaro Giampaolo Boninsegna ed il comandante della Stazione dei carabinieri di Vibo, Nazzareno Lopreiato.
Una squadra nata dal nulla. Soltanto dalla passione per lo sport di alcuni imprenditori locali che hanno dato anima e corpo per maturare e raggiungere nel tempo gli obiettivi che, ormai, tutti sappiamo. Partita dalla Terza categoria, l' Ags Soriano pian piano è riuscita a cavalcare l'onda dell'entusiasmo che sin dall'inizio si respirava in paese e, adesso, può finalmente giocarsi le proprie carte in un campionato di Promozione. Si tratta della prima volta nella storia del calcio sorianese, che una squadra affronta un torneo del genere. Mai fino ad ora nessuno era riuscito a regalare al paese dell' Alto Mesima una categoria così prestigiosa. Eppure gli attuali dirigenti ci sono riusciti. Frutto dell'impegno, della costanza e della caparbietà del presidente Mangiardi e di tutti gli altri dirigenti. Frutto, però, anche dei tifosi, che durante il campionato di Prima categoria hanno seguito costantemente i propri ragazzi. Sia in casa che in trasferta. Basti pensare che nelle partite casalinghe, si contava una media di trecento spettatori a partita. Numeri sicuramente non da Prima categoria. Come dimenticare, poi, il viaggio a Filogaso, nell'incontro decisivo contro i ragazzi di mister Sisi. Il match si concluse in parità, ma sugli spalti si respirava un clima mai visto finora. Il passato, però, ormai è alle spalle. Non è più tempo di pensare a quello che è stato fatto. Il campionato di Promozione, sicuramente, non è come la Prima categoria. Le trasferte sono più lunghe. I sacrifici che bisogna fare, soprattutto economicamente, sono maggiori. Ma il Soriano può farcela. Bisogna rimanere con i piedi per terra però. Anche perchè molte volte l'entusiasmo gioca brutti scherzi. Nella prima di campionato, Nesci e compagni non hanno avuto problemi nel superare la Villese in trasferta. Il bomber Nesci non si smentisce mai e segna una doppietta. Mentre a completare il quadro ci hanno pensato Macrillò e Morelli. Oggi pomeriggio a Soriano arriverà il Bianco per il secondo impegno stagionale. I tre punti sono alla portata dei rossoblu, ma per ottenerli bisogna sudare sul campo e metterci l'impegno, tanto impegno.
Per il Soriano doveva essere la partita d'esordio. Quella dove, magari, si comincia a fare un po' di dimestichezza con un campionato sicuramente nuovo per l'undici di mister Bruni. E invece i vibonesi hanno vinto e convinto a Villa San Giovanni, nella prima di campionato contro la Villese. Il risultato finale già parla da sé: 4 a 1 e primi tre punti portati comodamente a casa dai ragazzi del presidente Mangiardi, che sono scesi in campo con la consapevolezza di essere una matricola nel campionato di Promozione, ma allo stesso tempo con la determinazione e la convinzione che serve per affrontare questo genere di incontri. Il match, se dovessimo tener conto del tabellino, si conclude già al termine della prima frazione, quando i rossoblu vanno a riposo in vantaggio per quattro a zero, grazie alla marcatura iniziale di Morelli, al 15', con un tiro dalla distanza che non lascia scampo al portiere reggino; passano dieci minuti ed il Soriano aumenta il vantaggio grazie al bomber Nesci, che si ripeterà al 35'. A pochi minuti dalla fine del primo tempo, Macrillò porta a quattro il vantaggio della compagine vibonese. Nella ripresa, inutile il gol della bandiera per la Villese da parte di Centofanti. Nonostante il successo, il Soriano dovrà rimanere con i piedi per terra, perchè il campionato è ancora lungo, così come la strada per la salvezza.
SORIANO CALABRO - Sarebbero stati sorpresi, mentre curavano una piantagione di trecentocinquanta piante di cannabis. Con questa accusa, i carabinieri della stazione di Soriano, alle dipendenze della Compagnia di Serra San Bruno, hanno tratto in arresto Pasquale De Masi, ventinovenne disoccupato di Soriano con qualche precedente, e Nicola Ciconte, 28enne incensurato. Le piante erano già state localizzate in precedenza dal personale dell’ 8° Elinucleo Carabinieri di Vibo Valentia. Per i due sono, dunque, scattate le manette e, successivamente, sono stati condotti agli arresti domiciliari, su disposizione dell’ autorità giudiziaria. L’operazione è andata a buon fine grazie anche al supporto dei militari dello squadrone eliportato Carabinieri Cacciatori Calabria.
19 luglio 2013: Il giudice Manuela Gallo ha deciso di rimettere in libertà Pasquale De Masi, che già aveva dei precedenti alle spalle, e Nicola Ciconte, incensurato.
Riceviamo e pubblichiamo: Carissimi, non avrei mai voluto rivolgermi a voi con una lettera aperta , ma le circostanze mi impongono di farlo. Mi sento obbligato , dopo gli ultimi eventi che mi hanno lasciato l’amaro in bocca, d’informarvi della situazione della “ Casa di riposo”, che voi tutti legittimamente sapete essere vostra in quanto parrocchiani e in quanto donatori e benefattori per la realizzazione della stessa. Dieci anni orsono, quando ho accettato di essere parroco di Soriano Calabro, mi sono impegnato con il Vescovo dandogli la mia parola, di non ricorrere ad azioni che avrebbero in qualche modo turbato la comunità
SORIANO CALABRO - È uno dei tanti giovani morti ammazzati. Un figlio strappato dall’affetto dei suoi cari. Filippo Ceravolo era un giovane innocente. Il destino, però, ha voluto che quella sera si trovasse nel posto sbagliato, con la persona sbagliata. Perchè l’obiettivo dei sicari non era Filippo, bensì il 27enne Domenico Tassone. Non si può morire a 19 anni. Soprattutto quando ancora hai una vita davanti. Una vita che, però, si interrompe tutta d’un tratto. Quando meno te l’aspetti. È una mattanza di innocenti quella che, negli ultimi anni, sta interessando il Vibonese. Vittime innocenti come Filippo Ceravolo. O, ancora, come Pasquale Andreacchi. Vittime della barbarie umana, che non conosce ostacoli e non si ferma di fronte a niente ed a nessuno. La Calabria, però, continua a pianger i propri figli. In molti casi poco più che maggiorenni. Soriano, però, non ha mai dimenticato Filippo. Non l’ha fatto il giorno delle esequie. E neppure la settimana dopo, quando il Movimento spontaneo sorianese scese in piazza in una silenziosa fiaccolata.
Dopo il podio conquistato giovedì 18 aprile nel torneo Femminile di categoria Under 18, la Genix Volley mira ora al colpaccio nel Campionato Femminile di Prima Divisione.
FABRIZIA - Un piccione impiccato, appeso al cornicione della loro casa. E’ il macabro messaggio intimidatorio indirizzato ai testimoni di giustizia Giuseppe Mariano Iennarella, di Serra San Bruno, e alla moglie Laura Mamone, titolare della farmacia di Fabrizia. A fare la scoperta, ieri mattina, gli stessi coniugi che vivono in un’altra località e che, recandosi nella loro abitazione nel centro storico di Fabrizia, si sono trovati davanti la surreale scena del volatile che penzolava dal loro cornicione, sul lato della strada principale affinché tutti lo vedessero. L’episodio è stato segnalato ai carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Serra, che hanno dato il via alle indagini Il Vizzarro.it - quotidiano online
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