Domenica, 23 Febbraio 2020 14:37

Dopo inciuci e "accurduni" parte il nuovo totoliste. Ma ai serresi è negato il diritto di restare

Scritto da Sergio Pelaia
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La prima notizia è solo di colore e neanche clamorosa: i due protagonisti, da opposti ruoli, degli ultimi 4 anni della politica locale a Serra San Bruno, sono tornati a parlarsi al di fuori della dialettica politica. Luigi Tassone, ormai ex sindaco e neo eletto consigliere regionale, e Alfredo Barillari, capogruppo del movimento “Liberamente” che dell’amministrazione Tassone è stato il principale antagonista, sono cresciuti insieme e, dopo i duri scontri di questi anni, nelle fasi che hanno portato alle dimissioni di massa hanno avuto qualche contatto – a confermarlo non è solo la bella foto di Alessandro De Padova che pubblichiamo a corredo di questo articolo. Niente di che, sia chiaro, e soprattutto niente di politico. Il contatto Tassone-Barillari è solo un piccolo dettaglio che usiamo a pretesto per aprire una riflessione su ciò che attende i serresi da qui a tre mesi, cioè fino alla data in cui si tornerà di nuovo alle urne per eleggere sindaco e consiglio comunale. 

Il quadro politico che si è venuto a creare a Serra consegna alcune novità. Primo: stavolta non ci sono stati “inciuci” né ulteriori “accurduni” per portare la consiliatura a scadenza naturale. L’area politica figlia dell’asse trasversale Censore-Salerno ha preferito non affidare un altro anno alla precarietà di un eventuale nuovo ingresso in maggioranza perché, evidentemente, tale circostanza è stata ritenuta poco affidabile. Secondo: proprio l’alleanza tra i due vecchi ex rivali che ha tenuto in piedi l’amministrazione è diventata stabile e stavolta si presenterà come tale davanti agli elettori. Terzo: la divisione tra centrodestra e centrosinistra che a livello locale era diventata la regola è ormai consegnata alla storia perché pezzi di centrosinistra e di centrodestra sono presenti in tutti gli schieramenti. Quarto: gli oppositori dell’asse Censore-Salerno non sono al momento uniti in un unico gruppo; se riusciranno ad unirsi avranno delle chances di vittoria, ma dovranno dimostrare di stare assieme grazie a un collante politico che abbia qualcosa in più della semplice opposizione all’amministrazione uscente.

Sono quattro elementi chiari – e non è poco – che gli elettori si troveranno a dover valutare. Come si dovrà tener conto di ciò che le ultime amministrazioni hanno prodotto e delle condizioni economico-sociali in cui si trova Serra oggi. A parere di chi scrive l’esperienza amministrativa targata Tassone ha avuto qualche elemento di positività e qualche passo in avanti è stato fatto rispetto alle esperienze precedenti. Però è anche innegabile che il paese che un tempo fu il cuore pulsante dell’intero comprensorio montano oggi soffre di una crisi grave che è difficile affrontare con i mezzi che offrono i piccoli enti pubblici, specie quelli che versano in condizioni finanziarie molto preoccupanti come il Comune di Serra.

Molto banalmente: chi è cresciuto negli anni ‘80 e ’90 ricorda molte domeniche invernali e tutte le settimane agostane animate da un meraviglioso caos che oggi è solo un triste ricordo. Le cause dello spopolamento sono molteplici e complesse e le responsabilità sono talmente diffuse da assegnare a chiunque abbia avuto un ruolo politico e sociale la sua piccola parte.

È inutile ora dare pagelle e giudicare col senno di poi, quel che serve sono progetti seri e di ampio respiro, non a breve termine, e che non siano legati ad ambizioni personali o a carriere politiche da costruire sulle macerie dei territori. Se si riuscirà a proporre qualcosa che almeno ci si avvicini, se si dimostrerà un senso di responsabilità vero, non dettato dalle contingenze del momento e dalle convenienze dei singoli, se si avrà il coraggio di presentare agli elettori, e non in corso d’opera, proposte politiche che vadano oltre le rivalità incancrenite e le smanie di protagonismo, vinceranno tutti, al di là del risultato elettorale. Altrimenti si va verso lo svuotamento della comunità e le forze che spingono in questa direzione sono certamente più consistenti di quelle che vi si oppongono.

Forse è il caso di porselo ora, questo problema, prima che si scateni un nuovo totoliste che come al solito guarda più alla quantità che alla qualità e al bene comune. In gioco c’è tantissimo, c’è il futuro di chi vorrebbe vivere a Serra e far crescere qui i propri figli. Perché se è vero che ognuno ha il diritto di partire e realizzarsi altrove, è altrettanto vero che la politica ha il dovere di creare, per tutti, le condizioni di restare. È di questo, non di giochetti di partito e chiacchiericcio strapaesano, che si dovrà occupare chi si candida ad amministrare Serra.

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