Venerdì, 07 Ottobre 2022 18:06

Il Comune di Serra ribatte allo Slai-Cobas: «Lsu-Lpu stabilizzati nei limiti massimi del monte orario»

Scritto da Redazione
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Riceviamo e pubblichiamo:

A seguito della nota stampa diramata dallo Slai-Cobas, che ci lascia sinceramente basiti tanto per il tenore, ma ancor più per i contenuti, è necessario fornire alcune precisazioni. In primo luogo è un dato di fatto che questa Amministrazione ha sempre dimostrato rispetto, sostegno e vicinanza a tutti i lavoratori dell'Ente ed in particolare agli ex LSU/LPU che dopo decenni di precariato sono stati da noi stabilizzati entro i limiti “massimi” del monte orario consentito e vengono finalmente retribuiti contestualmente agli altri lavoratori storici anche ricorrendo ad anticipazioni da parte dell'Ente.

L’ulteriore aumento orario effettuato nei giorni scorsi (a 23,10 ore settimanali per le categorie A e 22,10 ore per le categorie B a fronte delle 24 ore rivendicate dal sindacato), è stato ricalcolato - tenuto conto del nuovo contratto collettivo – utilizzando "totalmente" le somme attribuiteci dallo Stato e dalla Regione per ogni singolo lavoratore (18.000 euro annui). Ogni ulteriore incremento avrebbe inciso sul bilancio comunale, cosa non possibile in base all’autorizzazione ricevuta dalla Cosfel cui è d'obbligo attenersi. 

Consapevoli dunque di aver fatto tutto quanto in nostro potere per dare finalmente a questi lavoratori stabilità, tutela e dignità; di non avere mai esitato a supportarli nelle battaglie fondamentali accompagnandoli anche sotto la sede della Giunta regionale; di aver sempre dimostrato loro solidarietà e vicinanza fino a sospenderci l'indennità quando gli stessi non potevano essere pagati, non accettiamo espressioni che rimandano a involuzione, diversità di trattamento e/o comportamenti antisindacali, soprattutto se diversi lavoratori appartenenti alla sigla sindacale interessata ci riferiscono di non essere stati interpellati e, soprattutto, di non condividere quanto scritto a nome loro da chi dovrebbe rappresentarli.  

Interesseremo pertanto i vertici regionali dello Slai-Cobas perché verifichino se i loro rappresentanti o esponenti locali abbiano effettivamente assolto al loro ruolo o se, invece, non si facciano portatori di voci di pochi, pochissimi lavoratori che, in barba a quelli che si spendono con grande sacrificio per li bene della collettività, cercano solo le luci della ribalta forse perché infastiditi da un’amministrazione che contempla e difende i diritti dei lavoratori ma esige, allo stesso tempo, il rispetto dei corrispondenti doveri.

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