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BROGNATURO – Scortato come un arbitro di terza categoria. Ciò che stiamo per raccontare, però, non è una partita di calcio ed i protagonisti non sono esagitati tifosi ed un direttore di gara distratto. La storia che ci accingiamo a narrare ricorda, forse, uno dei gustosi racconti di Guareschi. Un episodio da strapaese che rimanda ad un’Italia da anni Cinquanta. Una storia iniziata lo scorso mese di agosto, quando il compianto don Francesco Timpano, in seguito ad un malore lascia per sempre i suoi parrocchiani di Brognaturo. In paese arriva un nuovo prete, don Alessandro Iannuzzi. L’accoglienza è calorosa, l’atmosfera serena; tutto sembra lasciar presagire che, tra il parroco e la comunità dei fedeli possa scoccare l’idillio. Passano poche settimane e la situazione muta radicalmente, il nuovo sacerdote inizia ad introdurre qualche novità che fa storcere il naso ai più. Si giunge così alla notte di capodanno, quando, contravvenendo ad una secolare tradizione, il sacerdote si rifiuta di accompagnare il simulacro del bambinello in giro per le case. Inizia, così, un lungo braccio di ferro. Da quanto appreso, pare che nei giorni scorsi il parroco, dopo aver lamentato la scarsa propensione dei fedeli ad offrire il loro sostegno economico alla gestione del Santuario, abbia comunicato l’indisponibilità ad addobbare la chiesa in occasione delle celebrazioni in onore della Madonna della Consolazione. Un annuncio che, passando di casa in casa, fa rapidamente il giro del paese. Appresa la notizia, una signora si reca dal parroco e gli comunica la sua disponibilità ad acquistare, a proprie spese, i fiori necessari ad ornare la chiesa. Un’offerta non sufficiente a vincere la resistenza del sacerdote che, stando al racconto della donna, lamenta che “in una settimana le offerte dei fedeli non hanno superato i venti euro”. Si giunge, così, alla celebrazione di venerdì sera, quando, nel corso della somministrazione della comunione, il sacerdote si sarebbe rivolto alla signora in questione, dicendole: “per questa volta te la faccio, la prossima non ti darò la comunione”. La reazione non si fa attendere, la donna rifiuta la particola e ritorna al proprio posto, in attesa della fine della celebrazione. A quel punto, la preghiera ed i canti lasciano il posto ad un crescente brusio che in pochi secondi si diffonde tra i banchi occupati dai fedeli. Conclusa la celebrazione, i parenti della donna cercano di raggiungere il prete per chiedere spiegazioni. Temendo il peggio, però, il sacerdote conquista, di corsa, la sagrestia e ne spranga la porta. A questo punto, la rabbia, a lungo covata contagia un numero crescente di fedeli che inscenano una protesta contro l’atteggiamento poco conciliante del sacerdote. Con il passare dei minuti, vista la mala parata, don Iannuzzi, con il suo telefono cellulare, dà l’allarme. Dopo qualche minuto, arriva una volante della polizia ed una gazzella dei carabinieri. Giunte sul posto e constatata la situazione, le forze dell’ordine decidono di scortare il prete fuori dai confini cittadini. Con la “fuga” da Brognaturo, la situazione ritorna lentamente alla normalità. Una normalità relativa, poiché stamattina nessuno si presenta a celebrare messa. Un fatto insolito originato, molto probabilmente, dalla decisione di don Iannuzzi di rinunciare alla sua missione pastorale a Brognaturo. Da quanto appreso, infatti, nel tardo pomeriggio di ieri, il sacerdote avrebbe comunicato al vescovo l’indisponibilità ad esercitare il suo ufficio nel borgo in riva all’Ancinale.
(articolo pubblicato su Il Quotidiano della Calabria)
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