Venerdì, 22 Giugno 2012 15:24

Concorsi su misura al Parco delle Serre: 7 indagati tra cui l’ex presidente Paglianiti

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mini parco_delle_serreCi prepariamo un bel bando su misura, lo pubblicizziamo poco o nulla, e poi io stabilizzo te e tu stabilizzi me. Era così che funzionava, secondo la Procura di Vibo, la gestione dei concorsi del Parco Naturale Regionale delle Serre sotto la presidenza di Gregorio Paglianiti. La segretaria dell’ente, Gabriella De Marco, e il responsabile dei servizi finanziari, Giuseppe Preiti, sono così passati da precari a dipendenti a tempo indeterminato, vincendo due concorsi in cui si sarebbero favoriti a vicenda: uno presiedeva la commissione di concorso in cui era candidata l’altra, e viceversa. Concorsi “su misura”, dice la Procura, che si svolgevano contemporaneamente nel marzo 2008. I reati contestati, a vario titolo, sono falso ideologico e abuso d’ufficio. L’avviso di conclusione delle indagini, condotte dal Pm Santi Cutroneo, è stato recapitato a 7 persone.

Gli indagati sono l’ex presidente Paglianiti (52 anni, di San Calogero), la De Marco (39 anni, di Vibo Marina), Preiti (45 anni, di San Calogero), Daniela Lampasi (44 anni, di Vibo), Sonia Lampasi (36 anni, di Vibo), Donatella Garrì (45 anni, di Vibo), Silvio Selvaggio (59 anni, di Maierato). Questi ultimi 4 sono finiti sotto indagine poiché erano i componenti delle commissioni giudicatrici dei due concorsi “su misura”. A Paglianiti e alla De Marco viene contestato il reato di falsità ideologica commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, in concorso, mentre alla De Marco e a Preiti viene contestato il reato di abuso d’ufficio.

I concorsi in questione erano mirati alla stabilizzazione di un’unità lavorativa di categoria C e di un’unità di categoria D. Un requisito necessario per poter partecipare ai concorsi era l’aver prestato servizio presso l’ente Parco alla data del 1 gennaio 2008, requisito che possedevano soltanto la De Marco e Preiti che, quindi, si erano sostanzialmente garantiti la stabilizzazione reciproca. L’avviso di concorso, tra l’altro, era stato affisso all’albo pretorio dell’ente solo per 8 giorni, e non era né stato pubblicato sul Burc né trasmesso ai 33 comuni facenti parte del Parco.

Le presunte irregolarità riscontrate dagli inquirenti avvenivano sotto la presidenza di Paglianiti, che fu nominato, nel periodo della giunta Loiero (centrosinistra), dall’allora presidente del Consiglio regionale Peppe Bova e fu fortemente sponsorizzato dall’ex vicepresidente Antonio Borrello. Paglianiti in quel periodo arrivò a querelare qualche cronista locale – in particolare chi scrive – che dava conto di probabili illegittimità e di stabilizzazioni sospette nella gestione del Parco. Quelle querele rimasero lettera morta perché infondate, mentre invece il lavoro degli inquirenti pare si sia indirizzato proprio sull’operato dell’ex presidente e dei suoi dirigenti di fiducia. 

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