mini unnamedRiceviamo e pubblichiamo

Martedì 26 alle ore 20.30 al parco Peppino Impastato, di scena il teatro di Denuncia, dell'Impegno Civile e delle Campagne di Sensibilizzazione Popolare. Ospite del Collettivo Autogestito CASAROSSA40 , nell’ambito della Rassegna Calabria Tour “I Popoli che resistono” , sarà "Ultimo Teatro Produzioni Incivili" gruppo informale, non legalmente costituito che si occupa di Nuova Drammaturgia del Contemporaneo, sempre caratterizzato dal suo essere dissacrante e provocatorio. Gli interpreti ed autori Elena Ferretti e Luca Privitera si adoperano attraverso le arti performative per sviluppare il migliore dei mondi possibili. Parlano dei dimenticati, rispecchiando il loro essere tutto, ma soprattutto il loro essere niente.“

“RESTIAMO UMANI - urla e lacerazioni da Vittorio Arrigoni e dal Popolo Palestinese” è uno spettacolo “senza filtri”, “senza censure” o “parole di convenzione”. Restiamo Umani è uno spettacolo più che corretto che chiarisce le idee pure a chi sa le cose o crede di saperle! Restiamo Umani per continuare a parlare ancora di Palestina e del problema Israeliano Sionista. Restiamo Umani perché anche se i primi sono entrati a far parte dell’Onu come stato osservatore, per noi non è una soluzione, ma un modo come un’altro per dimenticare, non prendere decisioni, non prendere i dovuti provvedimenti! Restiamo Umani perché nonostante le denunce di molti islamici, di molti ebrei e di molti cristiani la seconda super potenza mondiale continua a sterminare uno dei popoli più stanchi, poveri e distrutti della terra! Restiamo Umani perché non è una questione religiosa, ma di umanità, di coraggio, di etica, di vera democrazia! Restiamo Umani per dire le cose come stanno.

Lo spettacolo dunque si inserisce nella  rassegna “I popoli che resistono” organizzata dal Centro di Documentazione INVICTAPALESTINA che da anni promuove la raccolta, la ricerca, la conoscenza, la divulgazione, di materiale cartaceo, informatico e video sulla storia del popolo palestinese. La rassegna quest’anno ha  travalicato i confini di Pentone (dove ha sede appunto il Centro) e si è trasformata in una  manifestazione itinerante che durante il mese di Agosto ha parlato di vecchie e nuove “Resistenze”, attraverso la musica, teatro, dibattiti, mostre, nelle città di Diamante, Lamezia, Serra, San Bruno, Taverna, Reggio Calabria. Omar Suleiman ha portato la RESISTENZA PALESTINESE a Serra San Bruno e a Reggio Calabria attraverso la gastronomia e i racconti di Ghassan Kanafani. Gli stessi Luca e Nina hanno portato a S. Elia di Catanzaro lo spettacolo “In ginocchio” dedicato a tutte le vittime della cultura mafiosa, in particolar modo a due donne: Emanuela Sansone, uccisa per mano mafiosa a soli 17 anni, ed a sua madre Giuseppa Di Sano la prima collaboratrice di giustizia. La festa di Liberazione a Taverna è  invece la location scelta per la mostra fotografica "Una finestra sulla Palestina".Ancora il seminario InformAZIONE, antidoti per veleni e bugie”.che ha visto la  partecipazione di Diego Siragusa, scrittore e saggista dell’Università di Biella, Claudio Dionesalvi giornalista e scrittore (CZ), Emilio Grimaldi giornalista scrittore (CZ), Ma'mon Khalaf giornalista per il quotidiano Arab al-Yawm e attivista per i diritti dei profughi palestinesi in Giordania, Mario Vallone Presidente ANPI Catanzaro, Miriam Marino (Roma) Rete ECO Ebrei contro l'occupazione, Peppe Marra in rappresentanza dei Comitati di lotta calabresi, Silvio Messinetti scrittore e giornalista del Manifesto ed infine Anna Pascuzzo di Catanzaro scrittrice da sempre impegnata nelle tematiche sociali .

La rassegna Calabria Tour prevede infine  il “Concorso di Arte Contemporanea”,  ideato dall’artista Simona Ponzù Donato, con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e divulgare quanto più possibile ciò che continua ogni giorno a subire il popolo Palestinese e tutti "I Popoli che Resistono". Il concorso è aperto a artisti dilettanti e professionisti e sono ammesse tutte le tecniche d' espressione artistica. Il ricavato di questa iniziativa sarà versato a TERRE DES HOMMES per l'acquisto di medicinali e generi di primissima necessità partecipando alla campagna SOS GAZA patrocinata dall'Ambasciata Palestinese in Italia.

Una rete di associazioni, movimenti, attivisti si è impegnata insieme ad INVICTAPALESTINA per l’organizzazione degli eventi: oltre a  Collettivo Autogestito Casarossa40 di Lamezia Terme il  CSOA “A. Cartella” di Reggio Calabria, l’Ass. Il Brigante di Serra San Bruno.

 


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mini carabieniri_notteI carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia della città dello Stretto, nei confronti di 18 persone, ritenute affiliate alla ‘ndrangheta, due delle quali sono state bloccate nel Reggino, mentre le restanti 16 sono oggetto di localizzazione in Svizzera da parte delle autorità elvetiche e saranno arrestate dopo l'estradizione. Le indagini portate avanti dagli inquirenti, rientranti nell’ambito dell’operazione denominata “Helvetia”,  hanno consentito di accertare la presenza in Svizzera, da circa 40 anni, di un'articolazione della 'ndrangheta direttamente collegata alle cosche di Fabrizia (Vibo Valentia) e di Reggio Calabria. Nello specifico, sarebbe stata anche documentata la presenza di alcuni esponenti della ‘ndrangheta in Svizzera, in particolare nella città di Frauenfeld, dove esiste un cosiddetto “Locale”, il cui modello strutturale si rifà sostanzialmente a quello calabrese, al vertice del quale c’era anche il presunto boss Antonio Nesci, di Fabrizia, che operava per il tramite di Giuseppe Antonio Primerano, indicato come il capo del locale di Fabrizia, attualmente detenuto in Italia. In Svizzera, da 40 anni, le cosche gestivano i traffici di cocaina, armi, le estorsioni  e gli omicidi, seguendo le regole decise dalla “Provincia” reggina, con la benedizione di don Mico Oppedisano, l’anziano patriarca di Rosarno indicato come il “capo dei capi” e riconosciuto dagli inquirenti come «il saggio e custode delle regole».

 

 

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incendi boschiviPer l’ennesima estate la Calabria si ritrova letteralmente devastata dall'emergenza incendi. La nostra regione, infatti, è quella dove si sarebbe registrato, fino ad ora, il numero maggiori di roghi.

Solo nella giornata di ieri, in tutta Italia, sono stati 49 gli incendi boschivi che hanno dato non poco filo da torcere ad uomini e mezzi del Corpo forestale dello Stato. Di questi, ben 19 si sono registrati proprio in Calabria. Altra regione gravemente colpita la Campania, con 14 incendi, seguita dalla Sicilia con 7 incendi e da Puglia e Basilicata a quota 4. Le province che hanno registrato il maggior numero di roghi sono state Cosenza con 10, Salerno con 5, Napoli e Potenza con 4 roghi.

Notevole l’impiego di mezzi e personale mobilitato dalla flotta aerea di Stato, oltreché quello messo a disposizione per le emergenze da parte del Corpo forestale, che è intervenuto con due elicotteri: un Erickson S64 proveniente dalla base dell'Aquila e un AB 412 partito da Falconara Marittima. Inoltre, solo nell'arco della giornata di ieri, il Corpo forestale è stato impegnato con 420 pattuglie operative antincendio e ha effettuato 172 controlli sul territorio.

In tutti i casi i roghi sono stati domati, ma l'accensione di piccoli focolai ha richiesto ancora oggi l'intervento aereo della Forestale, tanto che proprio in questo momento altri squadroni sono in servizio per domare nuovi roghi. Al numero di emergenza ambientale 1515 (gratuito e attivo tutti i giorni, 24 ore su 24, al quale si può segnalare la presenza di incendi) sono arrivate oltre una trentina di segnalazioni.

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mmOggi pomeriggio dalle ore 15.30 apre i battenti a Mongiana l’associazione culturale MòMò. Il sodalizio, nato su impulso di un gruppo di giovani del luogo, intende promuovere attività ed iniziative volte alla tutela ed allo sviluppo sostenibile del territorio e dell'ambiente, diffondere il senso e lo sviluppo del turismo responsabile, della valorizzazione della memoria storica dei luoghi e del senso del lavoro.

MòMò nasce, dunque, dal progetto di un gruppo di giovani con il fine ultimo di mettere in atto azioni di promozione turistico-territoriale e socio-culturale. Ha sede in Via Roma 2, in “Villa Trozzo-Scrivo”, a Mongiana, piccolo borgo montano del vibonese, fortemente legato alla Storia del Regno delle Due Sicilie, in quanto, nel 1771 vennero impiantate le “Reali ferriere ed Officine di Mongiana”o “Villaggio Siderurgico di Mongiana” voluto dal Re Ferdinando.

«MoMò – hanno fatto sapere i fondatori – nasce per essere sede ospitale per artisti Calabresi e non solo, laboratorio e luogo di incontro dove dialogo e confronto diventino linfa di crescita individuale e collettiva, soprattutto per tutti coloro che credono nel lavoro, nella cooperazione e nella ripresa socio-economica della nostra terra. MoMò vuole essere espressione sana della Calabria e dei Calabresi virtuosi, di chi è convinto che il Sud deve rialzarsi, riappropriarsi del Bello, di chi vuole far conoscere ai tanti la vera natura della Calabria e del Sud, fatta sopratutto di gente onesta, umile, laboriosa e ardita».

Eletto presidente del sodalizio è stato Pasquale Raffaele Demasi, coadiuvato dal vice presidente Maria Rosa Primerano e dal tesoriere Giovanna Mammome. Altri soci fondatori sono Bruno Platì, Domenico Angilletta, Pasquale Raffaele Demasi, Francesco Angilletta, Giovanna Mammone, Giuseppe Carè, Maria Rosa Primerano, Lucia Primerano, Luigi Vallelonga, Manuela Montagnese, Marco Rullo e Salvatore Rullo.

L'inaugurazione si terrà oggi pomeriggio, martedì 12 agosto dalle ore 15.30, in Via Roma n.2 presso Villa Trozzo-Scrivo. Durante la giornata si terrà una mostra fotografica di Bruno Arena, giovane artista calabrese; la presentazione di un libro “Cambiare il Sud per cambiare l'Italia” di Francesco Lo Giudice ricercatore dell'Università di Cosenza, e si concluderà con un “aperitivo sociale” con assaggi di prodotti tipici locali.

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aulaBrutte notizie per il plesso scolastico di Vallelonga. L’Istituto comprensivo, con sede nella cittadina delle Serre, era stato originariamente indicato tra le strutture che avrebbero dovuto giovare dei finanziamenti per la realizzazione di interventi di edilizia scolastica, nell’ambito del progetto “Scuole Sicure” varato dal governo Renzi. Il ministero della Pubblica Istruzione aveva, infatti, individuato di recente, solo in Calabria, ben 209 edifici scolastici a favore dei quali attuare interventi di ristrutturazione ed ammodernamento, ma a causa dei ritardi per la realizzazione degli stessi, la Regione – come comunicato oggi dall’assessore Mario Caligiuri – ha deciso di ritirare finanziamenti per oltre 5 milioni di euro destinati a 14 scuole.

A farne le spese, tra gli altri, anche l’Istituto comprensivo afferente alla sede di Vallelonga, che dovrà rinunciare a ben 350mila euro di finanziamenti. Le altre scuole che hanno perso i finanziamenti – secondo quando comunicato da Caligiuri – sono gli Istituti Comprensivi “Valentini” di Dipignano (349.973 euro), Laino Borgo (349.841 euro), Diamante (349.973 euro), “Milani-De Matera” di Cosenza (349.885 euro), "III" di Rossano (349.973 euro), “Alcmeone” di Crotone (347.361 euro), “Catanoso-De Gasperi” di Reggio Calabria (349.867 euro), “S. Alessio Contestabile” di Taurianova (349.999 euro), oltreché quelli di San Giovanni in Fiore (349.903 euro), Davoli Marina (349.909 euro), Strongoli (342.654 euro), Motta San Giovanni (348.540 euro) e l’Istituto Superiore “Iti-Ipa-Ita” di Rossano (746.653 euro). 

«A quattordici istituti sono stati revocati i finanziamenti per i ritardi nella realizzazione degli interventi di edilizia scolastica per oltre 5milioni di euro - ha comunicato Caligiuri - più volte abbiamo sollecitato formalmente le scuole interessate che in gran parte hanno proceduto agli adempimenti necessari. In ogni caso, la Regione Calabria per non perdere i finanziamenti assegnati li ha subito utilmente investiti verso il potenziamento delle tecnologie in alte scuole calabresi, d’intesa con il ministero della Pubblica Istruzione».

Su 209 interventi finanziati, 188 sono in corso d’opera e dovranno essere ultimati massimo entro il 31 dicembre 2015. Altri 7 interventi accusano ritardi che possono ancora essere colmati, mentre per i 14 interventi già citati sono stati revocati fondi pari, come si diceva, a oltre 5 milioni di euro (il 5.7 per cento dell’investimento complessivo). Revoche consistenti, oltreché in Calabria, si sono registrate anche a danno di numerosi istituti della Sicilia e della Campania.

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mini calabriatour2014Riceviamo e pubblichiamo

Dopo il successo degli anni passati, la rassegna “I popoli che resistono” valica i confini di Pentone (CZ), il piccolo paese della presila Catanzarese, per diventare Calabria Tour, manifestazione itinerante che durante il mese di Agosto porterà musica, teatro, dibattiti, mostre, nelle città di Diamante, Lamezia, Serra San Bruno, Taverna, Reggio Calabria.

Una rete di associazioni, movimenti, attivisti si è impegnata per l’organizzazione degli eventi: dal Collettivo Autogestito Casarossa40 di Lamezia Terme al CSOA “A. Cartella” di Reggio Cal., dall’Ass. Il Brigante di Serra San Bruno al CPOA Rialzo di Cosenza, la rassegna itinerante parlerà delle “Resistenze”.

La resistenza alle grandi opere inutili che devastano l’ambiente, la resistenza alla ’ndrangheta che condiziona lo sviluppo economico delle nostre comunità, la resistenza a tutte le forme di manipolazione della verità, la resistenza di tutti i popoli che lottano per la loro autodeterminazione.

Quest’anno Omar Suleiman porterà la RESISTENZA PALESTINESE a Serra San Bruno e a Reggio Calabria attraverso la gastronomia e i racconti di Ghassan Kanafani, Luca e Nina portano a S. Elia di Catanzaro lo spettacolo “In ginocchio” dedicato a tutte le vittime della cultura mafiosa, in particolar modo a due donne: Emanuela Sansone, uccisa per mano mafiosa nel 27 dicembre 1896 a soli 17 anni, ed a sua madre Giuseppa Di Sano la prima collaboratrice di giustizia. A Lamezia lo stesso gruppo propone, qualche giorno dopo, Restiamo Umani, urla e lacerazioni da Vittorio Arrigoni e dal popolo palestinese. La festa di Liberazione che si svolgerà a Taverna sarà invece la location scelta per la mostra fotografica "Una finestra sulla Palestina".

E mentre in località Cafarda (Pentone CZ) ci sarà il reading di Katia Colica di "Ancora una scusa per restare" con l’accompagnamento al basso elettrico di Antonio Aprile a Diamante grande attualità col contributo della scrittrice Miriam Marino che presenterà “Macerie”, romanzo lucido e intenso come l’impegno dell’autrice ebrea per la causa palestinese, nel romanzo emerge una “dolorosa consapevolezza” : il genocidio dei palestinesi continua, “avvolto nella menzogna e nel silenzio” di quel discorso mediatico che dipinge i conflitti a misura dei potenti.

La rassegna Calabria Tour, illustrata dal grande vignettista Enzo Apicella, prevede anche 2 momenti particolarmente importanti, il “Concorso di Arte Contemporanea” in collaborazione con l'artista Simona Ponzù Donato e il Patrocinio del Comune di Pentone (CZ), e il seminario “InformAZIONE, antidoti per veleni e bugie”.

Il concorso nasce con l'obbiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e divulgare quanto più possibile ciò che continua ogni giorno a subire il popolo Palestinese e tutti "I Popoli che Resistono". Il concorso è aperto a artisti dilettanti e professionisti e sono ammesse tutte le tecniche d' espressione artistica.

Il ricavato di questa iniziativa sarà versato a TERRE DES HOMMES per l'acquisto di medicinali e generi di primissima necessità partecipando alla campagna SOS GAZA patrocinata dall'Ambasciata Palestinese in Italia.

Il seminario vedrà la partecipazione di intellettuali, giornalisti, scrittori: sarà presente Diego Siragusa scrittore e saggista dell’Università di Biella, Claudio Dionesalvi giornalista e scrittore (CZ), Emilio Grimaldi giornalista scrittore (CZ), Ma'mon Khalaf giornalista per il quotidiano Arab al-Yawm e attivista per i diritti dei profughi palestinesi in Giordania, Mario Vallone Presidente ANPI Catanzaro, Miriam Marino (Roma) Rete ECO Ebrei contro l'occupazione, Peppe Marra in rappresentanza dei Comitati di lotta calabresi, Silvio Messinetti scrittore e giornalista del Manifesto, non poteva mancare un rappresentante della libreria Ubik di Catanzaro Lido sempre contraddistinta per la promozione di iniziative culturali nell'area catanzarese.

Introduzione e moderazione del dibattito: Anna Pascuzzo scrittrice. Ospiti della nostra iniziativa Fernanda IIritano tenore e Diego Smiraglio alla chitarra.

Seguirà la proiezione del documentario: La Calabria che non ti aspetti, Mai visto in TV, documentario su come si creano gli stereotipi, su come si criminalizza il dissenso, su tutto ciò che la TV non fa vedere. Il Documentario è stato prodotto in Calabria dall'associazione Invictapalestina con riprese tra Maggio/giugno 2014.

Terre di Calabria, 29 luglio 2014

Centro di Documentazione INVICTAPALESTINA

Via Garibaldi, 2

88050 Pentone (CZ)

 

Maggiori approfondimenti si possono trovare ai seguenti indirizzi:

 

L’evento completo su Facebook:

https://www.facebook.com/events/1438610959750595/

Il concorso Nazionale di arte contemporanea:

https://www.facebook.com/events/699981100039055/

il sito web Invictapalestina:

http://www.invictapalestina.org

il sito web - come arrivare, dove dormire, locandine, magliette: http://www.invictapalestina.org/popoli2014/popoli.html

info generali:

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info concorso:

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per prenotare soggiorno presso le famiglie pentonesi:

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mini centenarioProseguono le iniziative nel paese della Certosa per la ricorrenza del quinto centeneraio della canonizzazione di San Bruno. Sabato 19 luglio, alle ore 10.30, nel piazzale antistante il monastero certosino, è in programma una celebrazione eucaristica presieduta dal priore della Certosa, Dom Jacques Dupont. È la prima volta che il priore avrà modo di presiedere una Messa solenne al di fuori delle mura certosine. 

Il 1514 è un anno particolare, non solo per la proclamazione della santità di Bruno di Colonia, ma anche per il ritorno dei certosini nel monastero dopo il periodo in cui questi luoghi appartenevano ai cistercensi.

Per l'occasione si è ritenuto opportuno ritrovarsi insieme per ricordare quanto la presenza dalla Certosa sia stata significativa per la Calabria e soprattutto quanto il santo fondatore dei certosini abbia segnato in una certa misura, con il suo cammino di santità, in terra calabrese, il corso della storia della fede e della spiritualità in questa terra. 
 
Per celebrare con solennità il momento si è pensato di chiedere la presenza delle comunità calabresi con cui la Certosa ha avuto un rapporto feudale oppure nel cui territorio ricadevano importanti possedimenti terrieri  di proprietà del monastero serrese tra il XVI e il XVIII secolo e che hanno lasciato una traccia evidente in edifici,  risultanze archeologiche, nella toponomastica o nelle tradizioni religiose. Sono stati, infatti, invitati a Serra San Bruno i sindaci dei 59 comuni calabresi, i parroci le parrocchie e le congreghe di questa vasta porzione della Calabria riunita da quel filo comune che riconduce al monastero certosino di Serra.
 
I festeggiamenti per il cinquecentenario inizieranno il 18 luglio alle ore 18:30 nel Museo della Certosa, che si trova all'interno del perimetro del monastero e compie quest'anno i venti anni dall'inizio della sua attività. In questa occasione sarà inaugurata una mostra dal titolo: "Bruno: un cammino di santità. Scene della vita del santo nelle opere di Carmelo Zimatore e Diego Grillo a cura di Mario Panarello". La rassegna, che durerà fino al 6 ottobre, prevede l’esposizione di quattro quadri di grande dimensione raffiguranti alcune scene della vita del santo certosino dipinti da Zimatore con la collaborazione del nipote Diego Grillo tra il 1898 e il 1902. Le quattro opere realizzate  vengono per la prima volta esposte al grande pubblico, che non aveva mai avuto occasione di ammirarle dal vivo. I quattro quadri ritraggono San Bruno e il Conte Ruggero, San Bruno che rifiuta l’Arcivescovado di Reggio Calabria, Morte e apoteosi di San Bruno. Le opere ripercorrono, quindi, con uno stile quasi didattico e naturalistico alcuni momenti della vita in Calabria del santo fondatore per giungere alla glorificazione del santo calabrese che viene accompagnato dinanzi a Dio da quattro angeli.
 
Poi, sabato mattina, la Messa all'aperto presieduta dal priore della Certosa Dom Jacques Dupont.
 
 

 

 

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map loc tLa Calabria torna a tremare. Ben tre terremoti sono stati registrati stamani dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L’ente di rivelazione ha reso noti i dati inerenti agli stessi evinti sismici, susseguitisi nel giro di sole cinque ore: dalle ore 2.46 alle 7.33 di questa mattina.

La prima scossa, di magnitudo 2.4, avvenuta  dunque alle ore 2.46, ha avuto epicentro a largo della  costa calabra occidentale, di fronte dunque alla costa tirrenica Vibonese, in mare aperto, ad una profondità di 164 chilometri.

Alle 2.52 si è invece registrata la seconda scossa, questa volta nel distretto sismico del Pollino, nel territorio della provincia di Cosenza, uno dei più “movimentati” di tutta Italia. Magnitudo 2.1, con epicentro, ad 8,8 chilometri di profondità, tra i comuni di Rotonda, Viggianello e Morano, al confine tra Basilicata e Calabria.

Terza scossa, questa volta di magnitudo 2.8, è stata registrata dai sismografi dell’Ingv alle ore 7.33, nuovamente con epicentro a largo della costa Vibonese, in mare aperto, ad una profondità di 164 chilometri. Non si sono registrati danni a persone o cose.

 

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mini infiorata_vallelongaQuando gli abitanti dell’antica Vallelonga (figlia della bizantina Nicefora) scapparono al tremendo terremoto che rase al suolo l’intera Calabria, risalirono il fiume Mesima, giungendo al santuario della Madonna di Monserrato. Giunti sul posto, l’esclamazione “Madonna mia!” fece presto eco nella valle, dove il vecchio centro abitato era oramai ridotto in un cumulo di macerie. 
 
Nonostante le origini cinquecentesche del santuario dedicato alla Vergine spagnola, è stato questo sopra descritto, molto probabilmente, il primo miracolo (attribuitole) che la Madonna di Monserrato compì a favore dei vallelonghesi, i quali riuscirono a salvarsi di conseguenza al violento terremoto del 1783.
 
Non si sa come la bellissima effige sacra sia arrivata nei luoghi del Mesima, e, data la sua origine spagnola – il monastero di Santa Maria de Montserrat sorge sull’omonima altura a forma di sega nella Catalogna – si pensa che il culto possa risalire al periodo della dominazione aragonese (‘400).  
 
Fonti più attendibili – come si apprende dal sito web santuariomonserratovallelonga.org – attestano che, dai documenti conservati nell’archivio diocesano di Mileto e dalle notizie a riguardo ricavate dal Regesto Vaticano per la Calabria, la devozione per la Madonna di Monserrato in Vallelonga risalirebbe al 1550. Le visite ad limina di mons. Del Tufo, datate aprile 1586, parlano già di un altare nella Chiesa Matrice di Vallelonga dedicato alla Madonna di Monserrato. 
 
Ogni anno, i vallelonghesi, per omaggiare la loro protettrice, con pazienza certosina preparano la tradizionale “infiorata”. Il percorso adiacente la chiesa, dove si compirà il rito processionale il venerdì prima della seconda domenica di luglio, viene addobbato con una miriade di petali di rosa, adagiati per farne ad ogni ricorrenza un disegno diverso intriso di simbolismo religioso.
 
La preparazione del manto stradale con i petali di rosa viene fatta nei giorni che precedono la processione del venerdì e tutto il paese si ritrova coinvolto nella realizzazione di questo singolare addobbo. In particolare questa notte, tutti i ragazzi del paese lavoreranno con particolare dedizione per completare l’infiorata, che nella mattinata di domani sarà pronta ad ospitare la processione della Madonna di Monserrato, la quale, alla fine del tragitto, verrà adagiata sul fastoso trono della chiesa Matrice.
 
 
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processione-oppido-mamertinaNonostante la religiosità ostentata la domenica in chiesa dal popolo calabrese e la “completa” sottomissione alle parole di Papa Bergoglio (dimostrata giusto quindici giorni addietro durante la visita pontificia a Cassano Jonio), sembrerebbe che il rispetto delle cattive convenzioni (non) sociali abbia il sopravvento su tutto. Il singolare gesto di Papa Francesco, che dalla piana di Sibari ha tentato di tracciare un futuro migliore per il popolo di Calabria scomunicando i mafiosi, non ha avuto seguito.

Come tutti oramai sanno, la processione della Madonna delle Grazie ad Oppido Mamertina (2 luglio scorso) è stata teatro di un vile atto che ha allarmato il campanello della cronaca nazionale. Durante il consueto corteo in occasione della festa religiosa, i fedeli al seguito della statua e coloro che la portavano in processione, hanno fatto una sosta sotto la casa del presunto boss Giuseppe Mazzagatti (82 anni, agli arresti domiciliari), in segno di omaggio. Nei giorni trascorsi, sulla scorta delle parole di Papa Bergoglio, tutti hanno cercato a loro modo di denunciare il fatto. Il risultato, in termini di sensibilizzazione è stato alquanto deludente.

Ieri, la figlia di Mazzagatti, con uno sproloquio tra il sacro e il profano, ripresa da Il Fatto Quotidiano, ha smentito tutto, sostenendo che durante la processione non c'è stato nulla di anomalo, che la 'ndrangheta non esiste e che i suoi familiari – ingiustamente detenuti – sono stati condannati «come Giuda ha condannato il Signore». I detenuti del carcere di Larino, in provincia di Campobasso, hanno disertato la messa domenicale per protesta contro la scomunica lanciata dal Papa, quasi come per dire «siamo tutti mafiosi e dunque, colti dalla scomunica, non vale la pena andare a messa». Due giorni fa, durante la celebrazione della messa a Oppido Mamertina, il giornalista Lucio Musolino de Il Fatto Quotidiano è stato allontanato dalla chiesa dopo che il parroco dall'altare aveva intimato i presenti a prenderlo a schiaffi. Gli stessi non hanno mancato di eseguire l'ordine di don Benedetto Rustico quasi aggredendo il giornalista. Nemmeno in veste di fedele, dunque, qualcuno si è risparmiato nell’ostentare comportamenti malavitosi. Certo la gente non ha fatto e non sta facendo la sua parte, ma dal canto suo, la Chiesa dopo la prima uscita sul proscenio, sembra sparire nel nulla. Le parole di Monsignor Milito, che all’occasione cerca di rassicurare tutti promettendo «chiarezza su quanto avvenuto», non convincono per nulla.

Come ha ricordato ieri in un editoriale il direttore del Corriere della Calabria, Paolo Pollichieni, quando scoppiò il caso di don Memè Ascone, storico parroco di Rosarno che non ha esitato a deporre in Tribunale in difesa di quei boss mafiosi che Papa Francesco ha inteso, invece, scomunicare, monsignor Milito fece visita al sacerdote e gli diede solidarietà. Davanti ai giudici, nel luglio dello scorso anno, il prete si era accomodato per dire: «Penso che Rosarno sia stata messa in una cattiva luce. È stata chiusa la sede scout per mafia, e siamo passati per razzisti, per cattivi contro i negri, c'è stata una serie di cose che hanno buttato fango su Rosarno e sui rosarnesi, e molti stanno pagando innocentemente penso». Tra gli innocenti, don Memè poneva Francesco Pesce, Domenico Varrà e Franco Rao, tutti imputati nel processo “All Inside” e arrestati nel maggio dell’anno scorso. A suo dire la colpa è dello Stato che non dà il lavoro, mentre i mafiosi sarebbero da elogiare perché il lavoro lo danno. D’altronde la Calabria è così assuefatta a commistioni anche molto più gravi di quelle palesatesi lo scorso 2 luglio a Oppido Mamertina, che, forse, se non fosse stata così recente la scomunica del Papa, l’evento sarebbe passato quasi inosservato.

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