mini Rete-Kalabria“Non è tutto oro quello che luccica. A Rete Kalabria i giornalisti non ricevono lo stipendio da otto mesi e, nonostante le reiterate promesse, il Gruppo Pubbliemme, che ha acquisito l’emittente televisiva di Vibo Valentia nel settembre scorso, non ha neppure provveduto a saldare le mensilità correnti”.

Carlo Parisi, vicesegretario nazionale della Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, denuncia la drammatica situazione in cui versano i cinque giornalisti dell’emittente vibonese che, nonostante il passaggio di proprietà, non hanno visto modificare la loro situazione creditoria nei confronti dell’azienda che, anzi, risulta aggravata dalla mancata corresponsione delle due ultime mensilità.

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mini ospedale_serra"Da 3 anni le nostre richieste di incontro per illustrare le grosse criticità in ambito dialisi e nefrologia della rete calabrese non trovano sue risposte". A denunciarlo in una nota è il presidente regionale dell'Associazione nazionale emodializzati Dialisi e Trapianto, Pasquale Scaramozzino, che ha preso carta e penna, scrivendo una lettera al governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. "E mentre nel 2010 - prosegue - i problemi erano solo strutturali, per centri dialisi obsoleti e non a norma - Serra San Bruno e il Pugliese Ciaccio di Catanzaro addirittura da terzo mondo - oggi, per blocco del turn over ed ereditate pesanti criticità, i problemi sono aumentati esponenzialmente da chiedere il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza: per carenza di personale medico o per squilibrata distribuzione dello stesso in ambito regionale - al Pugliese Ciaccio di Catanzaro è sottodimensionato l'organico medico del 40%, quello infermieristico del 20% e del 100% quello di operatori sanitari; lacunosa prevenzione delle insufficienze renali oggi in aumento esponenziale; insufficiente campagna di donazione organi mentre aumentano le richieste di trapianto; assenza totale di informatizzazione della rete sanitaria nefrologica e quindi assenza di dati regionali ufficiali; dulcis in fundo la pretesa a danno dei disgraziati dializzati la richiesta di restituzione di rimborsi chilometrici persino agli eredi di dializzati defunti". Tutto questo, secondo Scaramozzino, non fa che determinare ''condizioni di criticità nefrologiche in Calabria e di ostracismo verso i dializzati, trapiantati e nefropatici, in specie nel territorio della provincia di Vibo Valentia, abbandonata al suo destino per politiche partigiane. Questo territorio - il mio di nascita e per questo sempre nel cuore - è stato spogliato letteralmente della Unità Complessa di nefrologia diversamente da altri territori non certo più importanti. Quali sono i motivi? Mi permetta di evidenziare - dati in nostro possesso - che mentre in Calabria il rapporto tra dializzati e popolazione è 1/1479 (anno 2010) nel vibonese è 1/971( dati recenti) con aggravio per le casse della sanità vibonese di 3 milioni l'anno. Questo dovrebbe allarmarla. Per questo chiediamo una conferenza dei servizi come prevista dal DL 502/92 articolo 14 comma 4. Perché signor Presidente , ad un anno dall'approvazione del Dpgr 170, i responsabili boicottano il varo di tale decreto che da solo consentirebbe di risparmiare e soprattutto gestire ottimamente dal centro i dializzati? Con l'applicazione di tale decreto vi è la certezza di uniformità di cura e migliore distribuzione dei centri dialisi sul territorio come riportato nell'allegato 5 del richiamato decreto, frutto della collaborazione con la nostra associazione. Per l'importanza delle segnalazioni fatte, sono convinto che stavolta ci darà un riscontro".

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mini martinoceravoloUn anno. Tanto è trascorso da quel 25 ottobre 2012, quando per un errore, uno sbaglio fatale, Filippo Ceravolo ha perso la vita in un agguato nella strada che collega Pizzoni a Soriano Calabro. Da quel giorno, papà Martino e mamma Anna non riescono a darsi pace. Vogliono che sia fatta giustizia ma soprattutto pretendono che agli assassini di Filippo sia data la punizione che meritano. Non si può morire così. Soprattutto perchè stiamo parlando di giovani. Se, però, molti di essi hanno avuto qualche precedente o problemi con la giustizia, Filippo rispetto a loro rappresenta un'eccezione. Ha pagato soltanto il fatto di trovarsi nel posto sbagliato, con la persona sbagliata. In Calabria succede spesso. Così come capita frequentemente che i media nazionali non danno giusta rilevanza ad un problema che non riguarda solo la Calabria ed i calabresi. Perchè ha ragione un'amica di Filippo, intervenuta nel corso della giornata in sua memoria, organizzata dal Movimento Spontaneo Sorianese, in collaborazione con Libera: «La Calabria non è il ricco Nord, dove anche un semplice furto farebbe scalpore», ha affermato.

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mini 1388063_662345783810340_1902168891_nSERRA SAN BRUNO - Nel tardo pomeriggio di oggi, diversi cittadini hanno segnalato ai referenti del Comitato Civico pro Serre che una condotta dell’impianto sito in zona “Agnellara” ha riportato una crepa da cui si sono liberati, a forte pressione, centinaia di metri cubi d’acqua. L’impianto serve la zona a sud rispetto alla cittadina della Certosa verso l’alto jonio reggino. Sembra che al momento il guasto non sia ancora stato riparato dagli uomini della Sorical, società partecipata dalla Regione Calabria e della multinazionale Veolià. Questo episodio è comunque solo l’ultimo di una lunga serie di guasti strutturali che hanno interessato in un modo o nell’altro gli impianti in gestione alla Sorical spa dislocati in tutto il territorio vibonese ed in parte delle province di Catanzaro e Reggio.

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mini WWFNello scenario ameno di località Rosarella a Serra San Bruno, domenica 27 ottobre, il WWF Calabria ha organizzato la Festa della Biodiversità – ‘Biodiversamente’. Un’intera giornata all’insegna del verde che prevede un corposo programma: l’apertura è infatti prevista già per le 9.30 con la diffusione del materiale informativo sulla biodiversità agli stand espositivi dell’Arpacal e dello stesso WWF. Alle 10.30 sarà invece la volta della passeggiata didattica nel vivaio di Rosarella per approfondire la conoscenza della flora e della fauna del Parco. Un’ora dopo, alle 11.30, avrà inizio l’escursione lungo il sentiero del Bosco ‘Archiforo’, un tracciato escursionistico di 1,3 km che partendo proprio dal Vivaio Rosarella, si inoltra nel Bosco Archiforo sino a località Pietra del Signore, per una piacevole passeggiata tra le secolari montagne del Parco Naturale delle Serre, della durata prevista di un’ora e mezza circa. Suggestiva poi la liberazione di uccelli rapaci a cura del CRAS (Centro Recupero Fauna Selvatica) di Catanzaro, alle 12.30. In chiusura, verso l’ora di pranzo, la colazione al sacco (a carico dei partecipanti) e l’allegra “castagnata” alla ricerca del prezioso frutto di stagione. Per tutto il corso dell’evento sarà anche possibile visitare l’esposizione dei lavori realizzati dagli studenti delle scuole della Calabria nell’ambito del concorso “Un messaggio per… Madre Terra: la Scuola racconta”, indetto dal Gruppo di Educazione Ambientale dell’Arpacal. Saranno inoltre possibili brevi passeggiate a cavallo per i più piccoli. 
 
La località Rosarella è ubicata nella zona a sud del paese ed è facilmente raggiungibile dalla strada statale 110 in direzione di Mongiana. Dopo circa 250 m dalla stazione di servizio Agip, basterà svoltare a sinistra nella traversa segnalata per l’occasione dall’inconfondibile panda che contraddistingue il logo ufficiale del WWF.
Per ulteriori informazioni contattare il WWF Calabria ai numeri 0963 995063 oppure 320 0623021.
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mini filippo_ceravolo'Mai più vittime, mai più mafia'. Un grido di disperazione e di dolore, con il quale i sorianesi da un un anno a questa parte sono costretti a convivere. Perchè a Soriano Calabro, centro dell' Alto Mesima, quando scendi per strada e parli di Filippo Ceravolo, tutti ancora oggi lo ricordano come  un ragazzo perbene, morto ingiustamente. Per errore. Quante volte si sente parlare di giovani che hanno perso la vita così, perchè magari si trovavano nel posto sbagliato, con la persona sbagliata. Filippo, purtroppo, è uno di questi. Non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Mai un precedente. Eppure, in Calabria si muore anche così. Si, in Calabria. Quella porzione di terra dove magari se sei vittima di un agguato, vieni considerato un mafioso. Filippo Ceravolo, però, non era così. Un diciannovenne che amava vivere. Che lavorava sodo con il padre Martino in giro per i mercati della zona. Che tifava Juve e le sere, magari, usciva con gli amici, per passare qualche ora in compagnia. Una vita tranquilla, insomma. 

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mini reali_ferriereÈ stato - per produttività ed estensione - il maggiore complesso siderurgico del Regno delle Due Sicilie. Fondato nella seconda metà del ‘700 dalla dinastia dei Borbone di Napoli, le Reali ferriere ed Officine di Mongiana, sono state parte integrante del complesso industriale e militare del Regno. Un vero e proprio Villaggio Siderurgico, impianto di base per la produzione di materiali e semilavorati ferrosi poi rifiniti in loco o in altri stabilimenti. Arrivò alla fine dell’800 a contare fra le proprie file ben 1.500 operai. Fu poi il processo di unificazione politica della penisola – con l’avvento del governo sabaudo – a porlo in secondo piano fino ad indurlo verso un rapido ed irreversibile declino, che lo portò alle soglie del ‘900 a cessare la propria attività. 
 
Il polo siderurgico, ormai inattivo quindi da oltre 100 anni, diventa oggi un museo: Il Museo delle Reali Ferriere Borboniche, che verrà inaugurato domani a Mongiana alla presenza del presidente della Regione Giuseppe Scopelliti. La presentazione ufficiale inizierà alle ore 10, con un convegno pubblico introdotto dal presidente della Commissione straordinaria del Comune di Mongiana, Carolina Ippolito, seguita dagli interventi del progettista Arch. Gennaro Matacena, del presidente della Fondazione “Napoli Novantanove” Mirella Barocco, del direttore della Sovrintendenza dei Beni Culturali della Calabria Francesco Prosperetti e dall’Assessore Regionale alla Cultura Mario Caligiuri. Il programma della manifestazione prevede anche le testimonianze scientifiche dei professori Vittorio Daniele e Nicola Ruggieri, rispettivamente delle Università MagnaGræcia di Catanzaro e dell’Università della Calabria.
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mini ospedale_serraSERRA SAN BRUNO - Proprio mentre impazza la bagarre mediatica per i paventati tagli al Sistema Sanitario Nazionale - operati nell’ambito dell’imminente “legge di stabilità” varata dal governo Letta - nel territorio delle Serre calabre si registra l’ennesimo caso che mette in evidenza tutti i limiti di un comparto ormai al collasso. Infatti dopo il fatto emblematico dello scorso giugno – quando Bruno Pelaggi, pensionato 80enne serrese, morì nel cortile di un supermercato a soli 100 metri di distanza dal locale nosocomio attendendo i soccorsi per oltre 40 minuti – questa volta si è registrato un nuovo episodio con un seguito per fortuna non altrettanto tragico ma comunque anche questo frutto di dinamiche a dir poco ambigue.

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mini serrese_bivongiVa alla Serrese il primo round degli ottavi di finale di coppa Calabria. I ragazzi di mister Amoroso, questo pomeriggio, hanno affrontato in casa il Bivongi, avendo la meglio alla fine per tre a uno. Al 5' del primo tempo, la Serrese è già in avanti con Valente. Dopo circa tredici minuti, però, sono gli ospiti a rendersi pericolosi con un colpo di testa da parte di un giocatore reggino, che impegna severamente Piccolo. Alla mezz'ora, la Serrese reclama il rigore per un fallo dubbio su Di Siena, ma a distanza di un minuto, gli ospiti pareggiano, sempre con un tiro dagli undici metri. Ad incaricarsi della battuta è Condemi che realizza per il momentaneo uno a uno. Prima di andare a riposo, i biancoblu del tecnico Amoroso si portano nuovamente in vantaggio, sempre con Valente che sfrutta al meglio una disattenzione difensiva e, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, batte il portiere. Nella ripresa, la partita non cambia più di tanto: il Bivongi cerca in quale modo di portarsi in avanti alla ricerca del pari, senza però creare grossi problemi a Piccolo. Nei minuti di recupero, la Serrese chiude i conti con Di Siena, che sigla il gol del definitivo 3 a 1. Il 16 ottobre è prevista la gara di ritorno. 

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Venerdì, 27 Settembre 2013 18:08

Tra le carte di Jerocades

mini 481px-Antonio_JerocadesÈ un ritrovamento quasi casuale ma di grande importanza storica. Una scoperta che restituisce l'immagine di una piccola comunità di mercanti e pescatori nota ai vistatori stranieri, già negli ultimi decenni del 1700, per il suo grado di civiltà e per l'evoluzione dei costumi e delle conoscenze dei suoi componenti. Si tratta di Parghelia, piccolo centro costiero poco distante dalla più nota Tropea, che già dal 1600 era uno snodo nevralgico di rapporti commerciali con il resto del mondo. 

LA SCOPERTA

Nei mesi scorsi qualcuno nota uno scatolone contenente vecchie carte appoggiato vicino a un cassonetto dell'immondizia, nel centro storico di Parghelia. Lì vicino c'era la casa dei Collaci, fratello e sorella, ultimi discendenti – per parte di madre – della famiglia Jerocades. Tra queste vecchie “cianfrusaglie” c'è però qualcosa che non può finire nella spazzatura, e per fortuna qualcuno se ne accorge in tempo. Così saltano fuori le “carte di Jerocades”, circa un centinaio di lettere e documenti risalenti al decennio tra il 1770 e il 1780. 
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