mini CensoreBrunoAlla fine, dopo una lunga trattativa notturna, il cerchio si è chiuso. Le liste che il Pd presenterà in Calabria alle ormai imminenti elezioni politiche sono state in larga parte definite dopo un incontro "romano" tra il commissario del Pd calabrese Alfredo D'Attorre e i componenti del comitato elettorale. Era già noto che a guidare la lista per la camera sarebbe stata Rosy Bindi; dietro di lei D'Attorre, partito come arbitro delle intricate questioni interne al partito calabrese e ritrovatosi prima candidato alle primarie ed ora in lista in pole position. Al terzo posto Enza Bruno Bossio,vincitrice delle primarie cosentine. Quarto posto per Nico Stumpo, il "ragazzo di Calabria" che da tempo siede alla destra di Bersani

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Martedì, 08 Gennaio 2013 13:23

Serra, torna il sereno tra Censore e Lo Iacono

mini censore-lo_iaconoSERRA SAN BRUNO – Come l’Araba Fenice, l’uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri, cosi anche il centrosinistra locale sembra un po’ essere resuscitato. L’occasione per la resurrezione è stata la competizione delle primarie per i parlamentari del Partito Democratico che, in provincia di Vibo Valentia, ha visto trionfare il consigliere regionale democrat Bruno Censore. A dare una mano di aiuto all’ormai ex, fratello coltello, sarebbe stato l’ex primo cittadino serrese Raffaele Lo Iacono, defenestrato dalla poltrona più importante di palazzo Tucci, proprio dall’ala censoriana.

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mini primarie_pdManca ancora il crisma dell’ufficialità, ma la corsa verso il parlamento, secondo le prime indiscrezioni, per l’ex Presidente della provincia di Vibo Valentia finisce qui. Ad avere la meglio sarebbe stato il Consigliere regionale Bruno Censore. Si è trattato comunque di un fitto testa a testa risolto sul filo del rasoio. A fare la differenza sarebbero stati i seggi di Serra San Bruno e Filadelfia, roccaforti rispettivamente di Censore e De Nisi. In entrambi i casi i seggi sono stati presidiati per tutta la durata del voto da reciproci fedelissimi dei due candidati. Si è trattato quindi di primarie al veleno, caratterizzate da accuse tra i due candidati favoriti e dal conseguente lavorio per spostare consensi nel sottobosco politico locale.

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mini 20121025_cameraA fine anno le favole sono obbligatorie. Ma oltre ai film per la famiglia, con Babbo Natale, gli aiutanti folletti e le sue renne, questa volta il Natale di Serra San Bruno porta in grembo un sogno chiamato Parlamento. Siete liberi di crederci o meno. Potete considerarlo una fiaba, un miracolo, fantapolitica o quel che vi pare, ma le prossime elezioni nazionali parleranno dialetto serrese. Proprio così. Potrebbero essere infatti ben 5 i candidati “nostrani” alla ricerca di un posto comodo fra gli scranni d’oro della Camera dei Deputati o (meno verosimilmente) del Senato.

In quota PD, il Consigliere regionale Bruno Censore concorrerà alle primarie parlamentari

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È quasi mezzanotte. Si spengono le luci. Ma non tutte. C’è un sottile barlume che resta accesso. Un filo diretto da Lamezia a Roma, fra le stanze del Pd. Dalla Calabria ai vertici del partito nazionale, dove la riunione per decidere i partecipanti alla primarie parlamentari di fine dicembre, finisce tardi. Quasi mezzanotte. Ma ecco i nomi: Bruno Censore, Mario Maiolo, Demetrio Battaglia ed Ernesto Magorno. Solo 4 delle 7 richieste di deroga sono state accettate. E non mancano le sorprese. Tra i bocciati spiccano infatti nomi eccellenti del calibro di Sandro Principe (capogruppo Pd alla Regione), di Antonio Amato e Pietro Scalzo (entrambi consiglieri regionali). 
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mini censore-lo_iaconoSERRA SAN BRUNO - Non era proprio un ‘modello Serra’ ma ci andava abbastanza vicino. Una fitta rete di posizioni strategiche nella Vibo che conta e la montagna in pochi mesi si era svegliata padrona della Provincia. Il binomio Censore-Lo Iacono si era originato nel 2002, quando tutto quello che c’era di alternativo al centro destra (leggi Nazzareno Salerno), dovette unirsi se voleva sconfiggere il centro destra (rileggi Nazzareno Salerno). Così fu. Oltre 300 voti in più per l’allora lista “La Serra”: Bruno Censore sindaco e Raffaele Lo Iacono vice. Poi dopo 4 anni, nel 2006, la vittoria fu plebiscitaria: oltre 850 voti di differenza sul centro destra, che permisero a Lo Iacono di vestire la fascia di primo cittadino.

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Riceviamo e pubblichiamo

 

'L’attuale condizione e la complessa realtà socio-economica del Vibonese ci impone a non tralasciare l’elemento essenziale della politica che, a questo punto giova ricordarlo, deve agire nell’esclusivo interesse dei cittadini'. E’ quanto afferma il Consigliere Regionale del PD Bruno Censore, rivolgendo un invito al Consiglio Provinciale di Vibo Valentia affinché approvi il Bilancio di Previsione. 'L’attuale condizione – prosegue il Consigliere Regionale del Partito Democratico – non permette atti di grave irresponsabilità che non passeranno inosservati, con conseguenze pesantissimi per tutti, in particolare per le famiglie vibonesi. A Vibo Valentia la crisi generale rischia di essere pesantemente acuita dalla logica puramente e dissennatamente contabile che ha partorito il Decreto legge sul riordino delle Province, un provvedimento che ancor di più a queste latitudini produrrebbe l’unico risultato di generare confusione, gettando nel caos l’intero territorio, generando disservizi e miseria e, cosa ancor più grave, diminuendo sensibilmente i posti di lavoro. Pertanto - continua Bruno Censore – è quanto mai opportuno che il centrosinistra faccia fino in fondo la propria parte e che il Popolo della Libertà e gli altri partiti che formano l’attuale opposizione in senso al Consiglio Provinciale di Vibo Valentia la smettano di praticare ad oltranza i noti “giochi della politica”. Bene farebbe anche il Presidente Francesco De Nisi, a cui chiedo di fare chiarezza sulle sue dimissioni, spiegando con chi le abbia concordate stante il silenzio ufficiale del Partito Democratico e sgombrando così il campo da dubbi che stanno creando difficoltà politiche al nostro partito, a ripresentarsi in Aula. Sarebbe un gesto di grande valore, che marcherebbe la differenza tra la buona e la cattiva politica. Gli appelli univoci e accorati che giungono in questi giorni da organizzazioni sindacali, dalle forze produttive e imprenditoriali locali non possono restare inesauditi e impongono alla politica tutta, senza alcuna distinzione partitica, di dimostrare coesione attorno all’unico interesse che giustifica la nostra postazione istituzionale: i cittadini. In caso contrario – conclude Bruno Censore – uomini e forze politiche che in questi anni hanno rappresentato i vibonesi dentro il Consiglio provinciale, saranno costretti ad assumersi l’intera responsabilità di una pecca che avrà ripercussioni insostenibili per imprese, lavoratori, dipendenti e per molte famiglie'.

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Parlamentari-e-Consiglieri-RegionaliPoco importa se abitano in partiti diversi, se nei dibattiti se le danno di santa ragione e se quando si incontrano nelle stanze dei bottoni non si guardano neanche negli occhi. Questa volta per molti di loro la questione è vitale: bisogna fare quadrato altrimenti la provincia di Vibo sarà soppressa. A suonare la carica è Francesco De Nisi, ormai ex presidente, che conferma la sua adesione alla manifestazione “pro-Vibo” di sabato 17: “E' un provvedimento che si ritorcerà contro i cittadini. Scenderò in piazza per protestare contro la soppressione dell’ente”.

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mini censore-salernoSerra San Bruno è un centro di fermento politico. E’ l’epicentro di una forza capace di mandare due suoi ex sindaci a governare la regione. Due nostri conterranei consegnati con prepotenza agli scanni più alti della Calabria: gli albori di una rinascita attesa da tempo. E visto che bene o male ci abbiamo contribuito quasi tutti, per un momento ci siamo sentiti arrivati. Quasi appagati.

Poi i giorni passano, i gettoni di presenza si accumulano ma le cose stentano a cambiare, anzi peggiorano e ti accorgi che era tutto un bluff. Azzerano un ospedale, smantellano i servizi, affogano le speranze di lavoro e continuano a mandarti a casa acqua avvelenata. E tutti, compresi loro due, rimangono indifferenti. Muti e scabrosi come dei cactus.

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mini presidente-provincia-vibo-de-nisiGià la vedo la provincia di Vibo, triste ed afflitta, seduta a sfogliare una margherita: “Resto? Non resto?” L’ultimo petalo le dirà che per lei, seppur giovane, la corsa è finita. L’estrema unzione arriverà fra qualche giorno, nel primo Consiglio dei Ministri del mese di novembre, quando sarà discusso il provvedimento che per la nostra regione interesserà oltre che Vibo, anche la provincia di Crotone. Da qui il via libera a svariate proposte, alcune delle quali molto fantasiose e poco percorribili.

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