Il Vizzarro.it - quotidiano online
Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
VIBO VALENTIA - Nel luglio del 2010 il governatore Scopelliti, nel vano tentativo di evitare il commissariamento dell’ente, nominava Alessandra Sarlo a capo dell’Asp vibonese. Dirigente alla formazione presso la Provincia di Reggio, commercialista e manager di lungo corso, la candidata, che di certo non temeva concorrenti, fu catapultata in una delle realtà sanitarie più complesse della regione. Certo, apparve subito chiaro ai più che non sembrava affatto ferrata in materia sanitaria. Dichiarazioni rilasciate col contagocce e pochi, fugaci incontri con la stampa per evitare domande scomode. Ma a tracciare il bilancio senza lode del suo operato fu il ministero dell’Interno, che, nel dicembre dello stesso anno, decretò il commissariamento dell’Asp vibonese per infiltrazioni mafiose, mettendo fine all’ingloriosa parentesi Sarlo.
Si è materializzata la crisi politica che covava da tempo all'interno dell'amministrazione comunale di Vibo Valentia. Ieri l'ultimo atto di una guerra tutta interna al centrodestra: gli assessori comunali Pasquale La Gamba e Antonio Schiavello, entrambi del Pdl, si sono dimessi dalla Giunta guidata dal sindaco Nicola D'Agostino. Già da tempo si era consumata la frattura tra il primo cittadino e l'Udc, ma ora ha ben altro peso dal punto di vista politico la frattura con il Pdl
Il giovane sindaco napitino non ha dubbi: “Entro la fine del 2013 ridurremo la dipendenza dalla Sorical del 50%, attingendo alle sorgenti locali che stiamo individuando e censendo, proseguendo così verso la totale autonomia idrica”. Il piano di distacco dalla Sorical, secondo quando annunciato dallo stesso primo cittadino di Pizzo Gianluca Callipo, prevede nell’immediato la perforazione di un nuovo pozzo comunale, utile a diminuire la dipendenza dalla società per le risorse idriche. Un piano, quindi, orientato verso lo sfruttamento sostenibile delle fonti locali, inteso come risposta efficace al problema di rifornimento idrico che allerta, in particolar modo, i Comuni servita dall’invaso della Lacina. “In Calabria esistono circa 30mila sorgenti dalle quali è possibile attingere per il proprio fabbisogno idrico. Una strategia che il Comune di Pizzo ha già avviato nei mesi scorsi, con l'obiettivo di conseguire due importanti risultati: ridurre sensibilmente l’importo delle bollette per i cittadini e rendere il territorio comunale indipendente e capace di monitorare all’origine la salubrità dell’acqua” ha puntualizzato Callipo, ribadendo pertanto i propositi già enunciati nel corso della scorsa campagna elettorale.
Si tratta di una sfida comunque non semplice, ma che l’amministrazione Callipo sta dimostrando di saper affrontare al meglio. Il fabbisogno idrico di Pizzo è infatti di circa 80 litri al secondo, e già nei mesi scorsi è stato avviato un primo nuovo pozzo comunale che permette l’approvvigionamento da una fonte pubblica per ben 15 litri al secondo. Il progetto è caratterizzato inoltre dalla riattivazione di diverse fontanelle pubbliche, rimaste abbandonata per molto tempo e che sono state recentemente poste di nuovo in funzione dall’intervento del Comune. “Le fontane pubbliche sono una valida ed economica alternativa all’acquisto di acqua in bottiglia – ha spiegato Callipo - oltre a rappresentare un luogo di approvvigionamento sicuro in caso di emergenze, come quella che recentemente ha interessato la provincia vibonese”. Una provincia quasi totalmente vincolata dall’approvvigionamento dall’Alaco, da cui Pizzo Calabro riceve appena 2 litri al secondo, una quantità estremamente residuale rispetto al fabbisogno totale. Ma in questo caso, anche se è un aspetto marginale la “piccola quantità sarà eliminata dall’acquedotto della città e, almeno per chi vive nel nostro territorio, l'Alaco sarà soltanto un brutto ricordo”.
Prosegue la marcia inarrestabile della capolista Soriano che, vincendo per due a zero sul campo del Petrizzi grazie alle marcature di Camillò e del solito Nesci, si mantiene in testa al girone 'C' di Prima categoria. Mantengono il passo le dirette inseguitrici: il Filogaso supera di misura il Campora, la Serrese rifila un poker alla Laureanese (di Greco, Zerbonia, Zaffino e Crudo le marcature), mentre in zona playoff il Badolato vince per tre a zero contro il Pianopoli. In coda, invece, al momento è lotta sul filo di lana per evitare gli spareggi salvezza: il Marina di Nicotera resta fermo a quota 24 con una partita in meno e, ad una sola distanza fuori dalla zona playout, c'è proprio il Campora a 25 punti. Insomma: un campionato aperto fino alla fine, almeno per quel che riguarda gli spareggi promozione e salvezza, mentre il Soriano sembra la squadra destinata a fare il salto di categoria. Domenica prossima, turno sulla carta agevole per i ragazzi di mister Baroni, impegnati in casa contro il Real Pianopoli; il Filogaso, invece, farà visita al R. Nicastro, mentre la Serrese dovrà vedersela con il BivongiPazzano.
Il nome di Giuseppe Demasi, di origine fabriziese, il 30 dicembre 2007 è stato definitivamente aggiunto alla lista delle vittime letali causate dal lavoro. La falce impietosa, in questo caso, è stata la fabbrica torinese Thyssenkrupp, dove Giuseppe svolgeva con impegno un lavoro che, a sua insaputa, presto lo avrebbe brutalmente strappato dalla vita e all'affetto dei suoi cari. Solo per pochi giorni Giuseppe è riuscito a sopravvivere alla tragedia del 6 dicembre: da lì a poco era destinato a chiudere il cerchio della strage umana perpetrata da un errato modello di capitalismo egoista e noncurante, lasciando nella disperazione più nera le persone che lo amavano e spezzando il cuore di una madre che ancora non sa e non riesce a farsi una ragione per quell’ingiusta fine.
Riceviamo e pubblichiamo
Dopo la notizia delle dimissione del Santo Padre, la mobilitazione è stata immediata. La Comunità Capi, del gruppo scout Serra San Bruno 1, ha subito proposto al gruppo, alla comunità parrocchiale San Biagio e alla comunità serrese , di presenziare all’ultimo Angelus del 24 c.m., coinvolgendo all’evento anche la zona AGESCI di appartenenza quella dei “Normanni”. L’Assistente Ecclesiastico del gruppo, nonché parroco della predetta parrocchia, Don Gerardo Letizia, ha condiviso questa scelta e l’ha sostenuta fin da subito “…saremo protagonisti della storia della chiesa e non solo..”. Quindi i preparativi, gli avvisi i manifesti, le iscrizioni, e così fino alla partenza fissata il 23 febbraio alle ore 22,00. Insieme a noi una rappresentanza della comunità spadolese, e del Gruppo scout Maierato 1. Grande entusiasmo tra i partecipanti, uniti nel viaggio dalla preghiera e dalle meditazioni per Sua Santità. Ed eccoci a Roma alle 6,30, viaggio perfetto, tanti occhietti assonnati, ma pronti a condividere una giornata irripetibile. La città vuota e silenziosa, veniva destata dal calpestio frettoloso dei nostri scarponi per raggiungere Piazza San Pietro. Sbucati da un vicolo ci appare alla vista il colonnato. La Piazza deserta, per dare spazio alle riflessioni.., qualcuno borbotta ridendo “abbiamo forse sbagliato giorno!!”. Presto passiamo i controlli e ci apprestiamo a salire la gradinata e poi dentro la Basilica. Per molti e non solo per i lupetti e lupette ,si è aperto uno spettacolo incredibile: l’altare del Bernini, San Pietro, S. Francesco di Paola per fermarsi sotto la solenne statua marmorea di San Bruno...abbiamo deciso allora di immortalare il momento con un flash, una foto di gruppo. Immancabile la visita alle spoglie del Santo Padre Giovanni Paolo II e poi via verso il centro della Piazza dove, presa la postazione, abbiamo atteso almeno quattro ore per poter condividere insieme al mondo intero quell’Angelus" tanto sofferto." Il freddo pungente non ci ha scoraggiati, alta saliva la preghiera fatta di canti che nello stesso tempo ha allietato la Piazza che man mano diveniva sempre più gremita. Tanti, molti gli stranieri, si sono fermati vicini al nostro cerchio per cantare con noi, per chiedere da dove arrivavamo, e del perché eravamo lì. Lo sguardo di continuo rivolto a quella finestra, la seconda da destra, ora chiusa, poi aperta, poi col drappo steso, poi ancora il legio, ma ecco che d’un tratto una piccola figura bianca si affaccia e saluta, il SANTO Padre; dalla folla, pur se composta, un grido di ode. Il mondo è presente, tante le lingue ma unico il messaggio di sostegno e d’affetto per il Papa. Spicca la voce degli scout del Serra San Bruno 1 che intonano il nome di “Benedetto”, per dirGli “Siamo con Te”.Siamo con Te, perchè la sofferenza è dell'uomo, per noi cristiani, è quella croce da portare in silenzio...e quella salita al monte Tabor Ti aspetta con grande, silenziosa,discreta umanità...Grazie Papa Benedetto, per quell'Angelus, che ci accompagnerà nelle nostre "umane ed irte ascese al monte Tabor... Il gruppo scout Serra San Bruno 1, accogliendo l'esortazione dell'AGESCI, il 28 febbraio, dalle ore 19,30 alle20,30, si riunirà in preghiera "per Benedetto XVI e la Chiesa di Cristo", idealmente assieme a tutti i fratelli scout e le sorelle guide del mondo, per chiedere allo Spirito Santo di far sorgere tra noi un pastore che ci aiuti con il suo sostegno a portare avanti i valori del movimento scout, che sono i valori evangelici di pace e di giustizia, di fratellanza universale e di comunione tra i popoli.
SERRA SAN BRUNO – E’ stato scarcerato ieri Bruno Zaffino, ex assessore comunale coinvolto nell’operazione “Saggezza” della Dda di Reggio, che il 13 novembre aveva portato all’arresto di 39 persone in diverse province calabresi e nel Nord Italia. Il Tribunale della Libertà nel dicembre scorso aveva rigettato la richiesta di scarcerazione, invece ieri il Gip distrettuale di Reggio Calabria, Adriana Trapani, ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Giovanni Vecchio rimettendo in libertà l’ex assessore. Zaffino fu eletto consigliere comunale nelle fila del Pdl alle amministrative del maggio 2011: il suo boom di consensi lo portò ad essere nominato subito assessore nella giunta pidiellina guidata da Bruno Rosi, anche se poi fu defenestrato all'improvviso dall’esecutivo alla fine del 2011, con motivazioni evidentemente di facciata e poco veritiere. I magistrati reggini, nell’operazione antindrangheta scattata a novembre, per lui hanno formulato l'accusa di violenza privata aggravata dal metodo mafioso. Di fronte al Gip l’avvocato Vecchio ha invece sostenuto il venire meno della gravità indiziaria
SERRA SAN BRUNO – Sembra svanito nel nulla Massimo Lampasi, pregiudicato 25enne scomparso da ieri sera dalla cittadina bruniana. I carabinieri della Compagnia di Serra, con il supporto delle unità cinofile e in collaborazione con gli agenti del Commissariato di Polizia, hanno avviato le ricerche fin da stamattina, ma ancora del giovane non c’è nessuna traccia. Lampasi si è allontanato dalla sua casa, che si trova nel centro storico serrese, ieri sera intorno alle 18. Secondo quanto riferito dalla sua convivente, che stamattina ha denunciato la scomparsa, il 25enne si è allontanato lasciando a casa il telefono cellulare. Pare che la donna abbia intravisto salire il compagno su un’auto di colore scuro. Il Vizzarro.it - quotidiano online
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