mini fabriziaRiceviamo e pubblichiamo:

FABRIZIA - Sabato scorso si è tenuta a Fabrizia una seduta straordinaria del Consiglio Comunale per discutere della precaria e pericolosa situazione in cui versa la viabilità provinciale, definita efficacemente dai rappresentanti istituzionali come un colabrodo; tanto che il Prefetto, recentemente in visita a Nardodipace, ha sentito il dovere di offrire il proprio impegno nel sostenere le ragioni di queste comunità per la messa in sicurezza delle strade. Abbastanza dimenticate. Una precisa stigmatizzazione è stata rivolta al Presidente della Provincia che, a parere del Sindaco Minniti, si è occupato troppo della zona di Filadelfia, abbandonando quella delle serre.

A parere dei cittadini, parecchio indignati ed abbastanza scettici sul probabile ascolto di queste voci della periferia, l’abbandono è evidente. Eppure, questo angolo di Provincia, per quanto periferico, è di notevole interesse paesaggistico, ma anche economico, grazie ai numerosi beni naturali di grande pregio quale la magnifica acqua, ed i lussureggianti boschi di cui è ricco il comprensorio.

L’attualità dell’argomento fa sorgere il dovere di precisare che la perifericità non deve essere un handicap ma, semmai, una riserva di valore. Comunque, le persone, a qualunque paese appartengano, sono cittadini, senza distinzione di serie o di altitudine, con i loro diritti inderogabili. Purtroppo bisogna constatare che siamo governati da una classe dirigente politica poco stimata e di scadente serie, anzi fuori serie minima che, ci si augura, irriproducibile. Qualsiasi altra nazione tiene alto l'onore del paese e, chi sbaglia, se ne va a casa (altrimenti ce lo mandano); in Italia al massimo si rimedia con una sanatoria, economica, politica, contabile e, persino, giudiziaria. Tuttavia, non volevo prenderla troppo alla larga e, quindi, rivolgo un diretto appello a questi politici o, almeno, a quelli con cui abbiamo a che fare. Quando vi si chiede qualcosa, non lanciate subito la patata agli altri, e non vi nascondete dietro scuse banali, ma fate prima voi qualcosa che è nelle vostre disponibilità. Iniziate con l'essere sinceri con i cittadini, a partire dalle occasioni di campagna elettorale. Se non avete la possibilità di fare nulla, perché non vi dimettete? Siete solo un peso per l'erario e per i cittadini che devono rimpinguarlo.

Tanto per citare brevemente qualche criticità, al di là dell'attuale pessima gestione manutentiva delle povere e disastrate strade (qualcuna addirittura degna di essere dismessa), volevo accennare provocatoriamente al fatto che nessun tentativo di sviluppo è stato mai seriamente intrapreso in merito alla famosa questione trasporti della nostra zona. Vi ricordate della ferrovia che, prima che subentraste voi, politici di lungo corso, famosi per le belle idee spendaccione nell'inutile ed avare nelle cose utili e serie, arrivava fino a Chiaravalle Centrale? Ancora, conoscete la ferrovia della costa ionica reggina, risalente ai famosi tempi migliori, quelli della realizzazione delle strade regie? Bene, entrambe le infrastrutture hanno fatto la loro bella figura, finché è durata. La ferrovia chiaravallese è sparita e quella della locrese è ridotta alla miseria. Pare anch'essa di probabile dismissione. Alla fine, poco male. E' vero che potevamo usufruirne con maggior comodità, ma, a parte che i pochi chilometri per raggiungerla scoraggiano anche i più temerari, vi è che viene la tristezza a pensare che in questa bellissima zona, potenzialmente espansiva, la ferrovia sia ridotta a quel solo precario trenino, a proposito del quale, i Fabriziesi che lo utilizzano affermano che per giungere alle stazioni centrali ci si mette mezza giornata!

Non voglio annoiare i lettori, ma sento il dovere prima umano e poi civico di puntualizzare un'altra importantissima questione. Vitale, oserei dire. L'acqua. Cosa sta succedendo a questa preziosa fonte di vita? Punto primo, l'hanno consegnata in mani private poco oneste. Secondo, ma di primaria importanza per la salute pubblica, l'HANNO LASCIATA ALLO SBARAGLIO E AD UN TERRIBILE INQUINAMENTO INVASIVO e, a distanza di 4 mesi dal sequestro dell'Alaco, nessuno ha messo la mano sulla coscienza per salvaguardare la salute delle persone. Anche in questo caso è d'obbligo lanciare un chiaro monito: andatevene a casa. E mi fermo qui.

Chi deve intendere intenda. La protesta deve essere contro di voi politici, da attuare seriamente, innanzitutto con lo strumento elettorale e poi richiamandovi alle precipue e personali responsabilità contabili e forse anche giudiziarie, per gli sprechi e per le distorsioni dei bilanci, manovrati e rivoltati a vostro piacimento, per strappare il consenso elettorale e non per i bisogni veri delle persone che hanno il diritto di usufruire dei servizi e delle innovazioni e non di sole celebrazioni.

Maria Cirillo 

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Domenica, 10 Giugno 2012 19:45

A Fabrizia lo spettacolo "Volare alto"

spettacolofabriziaDi seguito, pubblichiamo il resoconto dello spettacolo "Volare alto", presentato dalla scuola primaria di Fabrizia a conclusione dell'anno scolastico, redatto da Maria Cirillo

Una vera è propria manifestazione culturale, sceneggiata magistralmente, non solo un semplice spettacolo, è stata oggi rappresentata, in una gremita Piazza Colonnina a Fabrizia. Il fatto che fosse un'elaborazione progettuale di attente istituzioni scolastiche, era già una garanzia, ma si deve prendere atto che vi è stato veramente di più. E' d'obbligo principiare testimoniando che le rappresentazioni svolte dai bimbi, hanno divertito moltissimo e sono state oggetto di ammirazione, ma aggiungiamo subito che il valore sociale del progetto ha avuto la capacità di attrarre il più alto testimonial istituzionale della legalità nella Provincia. La presenza di S.E. il Prefetto, Dott. Michele Di Bari, ha ulteriormente ufficializzato la finalità educativa della manifestazione, rinvigorendone il valore legalitario, secondo un percorso già tracciato anche in sede programmatoria. Infatti, in favore di questa sfida culturale, di un impegno costante per la legalità nelle scuole, spende incoraggiamenti e suggerimenti, anche nei confronti dell'Ufficio scolastico provinciale. Risulta, così, esaltato l'obiettivo educativo, per coniugare gli impegni didattici in favore del perseguimento della legalità, con i fondamentali insegnamenti antimafia. Si è compiaciuto del titolo del programma, “Volare Alto”, perché attraverso "i bambini che sono il nostro futuro", si possono conquistare sempre più vasti spazi del vivere legale. Il Vicepreside Prof. Giuseppe Esposito, ha, coerentemente alle finalità del progetto, dichiarato che questo momento celebrativo è una dimostrazione conclusiva del lavoro svolto durante tutto l'anno scolastico, con la collaborazione dell'Ufficio Scolastico Regionale ed il contributo della Regione. Progetto che si è inteso realizzare come insegnamento per costruire il futuro, nella consapevolezza che la legalità è centrale per avere giustizia e democrazia, uguali diritti e doveri e vivere la modernità, diventando portatori di questa cultura, pur nella consapevolezza che si tratta di un percorso lungo ed irto di difficoltà, che, comunque “non si conclude con oggi”.

Il lavoro appassionato e la notoria sensibilità dei docenti della Scuola primaria di Fabrizia, a cui si è aggiunto il prezioso volontario contributo culturale della mai dimenticata ex Insegnante Amalia Maiolo, hanno sortito un'ottima riuscita del progetto, che sarà stato parecchio impegnativo, ma sicuramente gratificante, stante i risultati, come dicevo, visibilmente ammirabili ed al di sopra delle aspettative. Non si può raccontare lo spettacolo se non aggettivando appassionatamente il piacere di aver assistito ad una manifestazione culturale che, attraverso le coreografie, si è commentata da sola. Tuttavia, accennando ai temi trattati dalle varie scene, salta alla penna la doverosa esaltazione in favore dell'interessante ed attualissimo filo conduttore, la conquistata Unità della nostra Nazione, nonchè quella, ancora incompleta, dell'Unità dei Paesi europei. Sbandieramenti e simbolici saluti tra le belle bandiere d'Europa, con la dovuta centralità di quella italiana, hanno fatto avvertire il rispetto e la solidarietà tra i popoli, con l'idea della globalità che passa che passa attraverso le particolarità regionali e locali. Le danze, preparate e presentate secondo gruppi omogenei di Regioni, sono state carinamente e leggiadramente offerte dai bambini con l'esuberanza e la spontaneità dell'età, risultando di una gradevolezza senza riserve; senza dimenticare i meravigliosi costumi, in perfetto tono col tema puro della fratellanza e con la bellezza sprigionata dall'innocenza dei piccoli interpreti. Pizzica e tarantelle, prettamente meridionali e danze dal sapore svizzero, come quelle della nordica regione trentina, tutte piacevolmente orecchiabili e pervase di allegria. Nell'ideale local-globale, anche le poesie dialettali del nostro conterraneo poeta Vincenzo Mazzeo, egregiamente declamate e fatte assaporare attraverso la divertita recitazione dei bambini, hanno aggiunto quel po' di sale auto-ironico di noi meridionali: l'elogio al vino, emblema di identificazione dell'italo territorio e la poetizzata avventura della calabra soppressata, sempre amata, che ormai tutto il mondo apprezza e che noi non disdegniamo di sfoggiare, con allegria, ma anche con la giusta ironia.La bella manifestazione si è conclusa, sotto il cocente sole di una splendida giornata di quasi estate, con i saluti e ringraziamenti del Preside Prof. Policaro, che ha auspicato il prosieguo di questo afflato, che merita di proiettarsi nel futuro. Anche il Sindaco Antonio Minniti ha ribadito la necessità della collaborazione di tutti, per la legalità e per l'apertura e coesione di tutta comunità di Fabrizia.Siamo convinti che queste forme didattiche, fondate su spontanee e libere espressioni artistiche, simbolicamente pedagogiche, servono ad educare, non solo nella classica forma dell'indottrinamento, ma anche in proiezione della necessaria acquisizione dei valori veri e di quella cultura idonea a stimolare la continua ricerca, in ogni persona, delle indispensabili qualità intrinseche del vivere legale, a cui non è possibile rinunciare senza retrocedere e decadere come persone.

Maria Cirillo

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mini veduta_fabriziaDi seguito, pubblichiamo il resoconto integrale del convegno tenutosi nei giorni scorsi a Fabrizia dal titolo “Dall’isolamento allo sviluppo”, redatto da Maria Cirillo
Il convegno è servito a fare un remake delle insufficienze e delle inefficienze a cui la classe dirigente politica ci ha ormai da tempo abituati. E' stata, comunque, una bella carrellata di proposte, di esempi da imitare ed, in alcuni casi, di cortesi dichiarazioni di intenti.  L'erudita relazione del Prof. Perna, ha tenuto conto delle caratteristiche e potenzialità del territorio, ponendo l'accento su quanto nelle zone interne sia possibile fare per migliorare l'economia del territorio attraverso le sue ricchezze. Infatti, tema centrale dell'analisi, è stata l'agricoltura ed il patrimonio boschivo. Ha rivolto l'invito di fare come nel Reventino. Utilizzare beni demaniali, case abbandonate e ripartire con prodotti agricoli di qualità, utilizzando anche la manodopera degli immigrati. Il commercio però, si dovrebbe risolvere facendo appello a quelle risalenti teorie canoniche dell'economia, che mettono l'etica al primo posto. Prezzo equo, prezzo che permette di vivere, salari e contratti etici comprendenti, ad esempio, l'impegno e la garanzia delle coltivazioni biologiche. Inoltre, intervenire nel campo del dissesto idrogeologico, recuperando terre abbandonate e, contemporaneamente, recuperare risorse.
 Anche nell'ambito del patrimonio boschivo, un'attenzione nuova potrebbe realizzare quell'utilizzo migliore e più efficiente, mediante l'introduzione di contratti di responsabilità territoriale, anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni. La proposta conclusiva del Prof. Perna si incentra sull'idea che occorre fare comunità, riunire tutti i soggetti attivi disponibili, e preparare un progetto di rinascita e recupero, da discutere e far condividere - lui si impegna - con il ministro Barca, titolare di un fondo apposito per le aree interne.  
Anche il dott. Luciano Belmonte, Segretario regionale FILCA Cisl, si è soffermato sulla problematica del dissesto idrogeologico. Ha definito la Calabria un “territorio bizzarro” perché le persone solo nell'emergenza si uniscono, mentre passata questa, tornano all'individualismo. Sottolinea che non è più tempo di aspettarsi finanziamenti a pioggia, ma occorre creare lavoro utilizzando le risorse disponibili, a cominciare dai beni confiscati alla ‘ndrangheta. La bonifica dei siti dall'amianto, la gestione dell'acqua - che deve essere restituita alla comunità - sono attività idonee a creare lavoro. La proposta è, ancora, quella di fare comunità, mettendo insieme la progettualità di diversi comuni.
Il Dott. Mirko Tassone, giornalista, mette in evidenza la situazione dell'isolamento e del mancato sviluppo, che non solo ha comportato la grave carenza dei servizi essenziali, ma anche l'insufficienza cronica di altri, di minore visibilità, quali, ad esempio, i servizi legati alla velocità virtuale. L'idea vincente è quella di proiettarsi al futuro, anticipando i tempi, così com'è avvenuto all'epoca della realizzazione dell'autostrada del sole, sulla cui utilità erano in molti ad essere restii, sbagliandosi clamorosamente. La giusta ambizione, secondo il giornalista, è quella di recuperare il mancato sviluppo verificatosi finora.
L'Assessore alla Provincia di Vibo Valentia, Dott. Pasquale Fera, definendosi uno “zappatore della politica”, mette subito in chiaro le proposte di sviluppo, che riguardano, essenzialmente, l'agricoltura e l'artigianato. Propone di utilizzare un modello cooperativistico (che potrebbe essere destinatario di appositi finanziamenti), simile a quello del nord-est. Per quanto riguarda il suo paese, San Nicola da Crissa, del quale è attualmente Sindaco, ha già avviato una sperimentazione del genere, provando ad implementare questo sistema, per la produzione e la commercializzazione dei prodotti tipici del territorio.
Il Dott. Perrotta, in rappresentanza dell'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria propone di pensare ad un progetto di Area, che esca fuori dai confini dei piani strutturali, in vista di un concetto di città metropolitana, abbandonando le concezioni campanilistiche. A tal proposito si dichiara disponibile ad impegnarsi presso le sedi istituzionali provinciali.
Le nutrite relazioni, sapientemente riassunte, precisate e commentate dal Prof. Ugo Mollica, Presidente della Pro-loco di Sant'Ilario dello Ionio, hanno preceduto le doverose estrinsecazioni dei sette sindaci presenti, fitte di proposte, ma anche di sconforto per l'assoluta insufficienza di fondi persino per la normale manutenzione delle infrastrutture, soprattutto viarie.
Si fa un po' di fatica ad intendersi sul significato da attribuire alla parola sviluppo, dato l'attuale contesto macro-economico, in cui abbiamo assistito al fallimento di metodi e strategie fino a poco tempo fa oggetto di celebrazione indiscutibile. Dobbiamo tornare con i piedi per terra, guardarci intorno, e ripartire avendo cura di ciò che la terra ci offre . Rivalutare nella sua vera essenza il concetto di sviluppo, ripensare al concetto di sostenibilità, liberandolo dai laccioli di natura esclusivamente tecnica e burocratica, avendo riguardo a coniugarlo con la necessaria idea di solidarietà presente e futura.
Tuttavia il titolo impostato come tema di discussione, ci sta bene, se l'occasione è serve a far seguire azioni coerenti con la discussione che ne è scaturita. Le personalità che abbiamo ascoltato hanno detto certamente delle cose interessanti e piene di spunti di speranza. L'accenno che ha fatto il Prof. Perna su strumenti etici (prezzi e salari etici, contratti ed impegni etici ecc.), sono effettivamente quelli che, pur con un po' di scetticismo circa la loro probabile realizzazione, forniscono ancora la linfa culturale su cui costruire la discussione del futuro dell'umanità e su una giustamente inseguita nuova speranza .
Attraverso l'ottima organizzazione dell'evento da parte dell'Associazione Fabrizia in movimento, coordinata dal suo Presidente Virginio Randò, è stata data l'opportunità ai Sindaci invitati al convegno, di esprimersi e confrontarsi, creando un'occasione pratica, utile per mettere a frutto le idee.
Tra i Sindaci presenti, il primo ad esporre il suo giudizio sull'attuale sistema, frutto di molte contraddizioni del passato, è stato Antonio Minniti, Sindaco di Fabrizia, il quale ha puntualizzato l'inadeguatezza delle politiche di sviluppo della Regione, che perpetuano l'annosa “questione meridionale”. I progetti di sviluppo cozzano contro i gravi limiti strutturali, potendosi notare, per di più, come l'accesso al credito sia precluso alle piccole imprese ed ai giovani. Avvalendosi della disponibilità del Prof. Perna rimarca l'idea circa l'invito da fare al Ministro Barca, nonché per la canalizzazione di altre istituzioni. Naturalmente, come precisa il Prof. Perna, il giusto contesto deve essere creato dai Sindaci che devono organizzarsi fra loro.
Il Sindaco di Brognaturo Giuseppe Antonio Iennarella ha testimoniato che il ritorno ad un'agricoltura sana – così come da parte dei più avveduti si sta già attuando – sarebbe il canale di sfruttamento idoneo per i nostri territori. Anche l'artigianato dovrebbe ritornare come nei tempi in cui rappresentava un grande pregio di queste zone, sembra essere sparito. Si domanda, ma in Calabria, hanno tutti preso l'impiego pubblico? Per l'Assessore del Comune di Dasà, il ritardato sviluppo dei piccoli centri, è colpa dell'inadeguatezza viaria, che è preliminare ad ogni tentativo di mettersi al pari degli altri. Testimonia come, l'impervietà di alcune strade, quale quella di Sant'Angelo, le curve di Fabrizia e di tutte le zone interne, scoraggiano persino gli autotrasportatori di merci che, giunti all'uscita dell'Autostrada, farebbero volentieri a meno di percorrere quelle strade così difficili ed insicure.
La positività e praticità maggiore arriva dal sindaco di Giffone, che ha le idee molto chiare anche su quanto si può fare da subito per mettere il territorio in condizioni di costruire un'opportunità reale. L'intervento così propositivo merita di essere ulteriormente spiegato. Per adesso anticipiamo il fatto che egli ritiene che questa è un'area geografica di grande interesse, grazie alla ricchezza di boschi.
L'idea che deve essere promossa, secondo chi scrive, è che le esigenze delle popolazioni, anziché essere messe in campo con aprioristiche e generiche dichiarazioni di un necessario sviluppo, dovrebbero essere prima studiate attentamente, attraverso l'analisi delle situazioni territoriali, in modo obiettivo e leale, allo scopo di portare al competente livello di governo, quella progettualità realistica ed utile, che finora non ha neppure sfiorato i sonni dei nostri politici, che sulle questioni irrisolte, hanno continuato a costruire la loro fortuna elettorale.
Avevamo interrotto la carrellata delle idee esposte dai sindaci intervenuti al convegno, facendo accenno alle potenzialità del territorio espresse dal rappresentante di Giffone. Il sindaco Alvaro, dopo aver testimoniato sulle difficoltà del comune a vendere i boschi, e preso posizione chiara contro la ‘ndrangheta, che ne sarebbe l'artefice, punta direttamente a dichiarare il suo impegno per promuovere i progetti di sviluppo per il comprensorio. Il primo di questi sarebbe la strada Trasversale della Piana, che interessa Giffine, Serra San Bruno, Fabrizia e gli altri centri attigui, per la quale ha già avviato dei contatti presso l'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, che ha già preso impegni fattivi, inserendo il progetto nel suo programma triennale. L'interesse dimostrato per questa area territoriale dal Sindaco appare autentica. dimostrata, come sembra, dai tentativi di incidere razionalmente sull'attuazione di questo legame territoriale. La credibilità delle dichiarazioni è supportata dall'acclarato interesse per il territorio. Si sa, infatti, che il legame dei giffonesi alla terra fabriziese è abbastanza risalente – non solo in virtù dell'irrinunciabile devozione al nostro Patrono Sant'Antonio, da sempre coltivata – ma anche a motivo delle pregresse relazioni economiche barattiere tra il nostro paese ed il loro. Se questo è solo un inizio, e se viene portato avanti l'invito alla coesione, alla legalità, ad una valida e democratica gestione economica delle ricchezze della zona, congiuntamente alla volontà di essere portatori di innovazione, se non altro ci si avvicina, non certo al traguardo, ma almeno alla partenza.
Pessimismo, invece, viene espresso dal dott. Iorfida, intervenuto per il Comune di Mongiana, che scaglia le sue accuse contro l'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, la quale sarebbe responsabile del mancato ammodernamento delle strade, causa principale dell'assenza di sviluppo nella zona. L'epoca in cui Mongiana era al centro dell'economia, con la famosa fabbrica d'armi, l'epoca in cui i Borboni costruirono, in soli 7 anni, la strada Mongiana-Pizzo (1835-1842), è tramontata definitivamente. Senza strade - dice - non c'è sviluppo possibile: non solo il turismo, ma pure lo sviluppo di cultura e tradizioni, passano attraverso l'adeguatezza del sistema trasporti.
Un modo nuovo di fare politica, fare sinergia, fare sistema per risolvere le problematiche che i sindaci si trovano ad affrontare, sono le congetture che il Sindaco di San Giovanni di Gerace mette in campo, con l'invito ad essere sinceri con i cittadini. Le persone vedono la politica come quell'insieme di persone colte che sanno risolvere i loro problemi, ma non è sempre così. Si rende necessario un approccio non illusorio, che consenta onestamente di dire no alle richieste cui non sia possibile aderire, nonchè ridimensionare la mentalità assistenzialistica e considerare i servizi frutto di un moderno metodo di ragionare.
Il tema affrontato dal sindaco di Spadola, Ing. Barbara, che ha concluso gli interventi, si sviluppa nell'ambito del turismo. Soprattutto il turismo spirituale, di straordinario interesse, rafforzato dalle ripetute visite del Papa alla Certosa di Serra San Bruno, ma non solo. E' altresì possibile un turismo ambientale e culturale, stante le attrattive presenti in tutto il territorio, a partire dalle Ferriere e Villa Vittoria a Mongiana, il Parco delle Serre, la Vallata dello Stilaro. Persino - dichiara - un turismo gastronomico, all'altezza di attrarre visitatori sarebbe potenzialmente attuabile, salvo, però, che questo entroterra non si presenta competitivo a causa della inadeguata viabilità e di un diffuso "parastato criminale" che non fa crescere l'economia.
In chiusura del convegno, Luciano Belmonte lancia l'idea di fare a Fabrizia un incontro con l'associazione del Progetto San Francesco, che nasce da un bene sequestrato alla mafia affidato alla CISL. Chiede all'associazione Fabrizia in Movimento di promuovere l'incontro ed invita i sindaci a mettersi insieme costruendo una rete antimafia e, attraverso il contrasto e la denuncia, diventare ambasciatori di legalità.
Un' interrogativo sorge spontaneo. Si può riprendere dall'idea di sviluppo che era stato prefigurato dai Costituenti, che hanno inteso puntare alla centralità della persona, cittadino e lavoratore, che stiamo constatando degenerare a causa di una politica culturalmente e moralmente scadente, che ha snobbato gli irrinunciabili principi di legalità, imparzialità ed uguaglianza? L'imperante corruzione ed il malaffare pubblico, i metodi clientelari ed antidemocratici hanno contribuito a mettere in ginocchio l'economia. Ora si è arrivati al culmine ed è, assurdamente, al cittadino povero che viengono imposti sproporzionati sacrifici. Non ci si può, perciò, meravigliare di quest'ondata traboccante ed esasperata di disamore verso la politica.

 Maria Cirillo

 

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mini ancinale_1SERRA SAN BRUNO - La pioggia e il forte vento che da ieri sera stanno sferzando la Calabria sembra stiano concedendo qualche attimo di tregua proprio in serata. L'allerta resta comunque alta su tutto il territorio regionale e in particolare sulla costa jonica. La regione è in ginocchio: frane, esondazioni di torrenti, scuole allagate e abitazioni evacuate si registrano in diverse zone colpite dai nubifragi di queste ore. Le condizioni meteo - l'allerta è stata prorogata fino alle 12 di domani - hanno indotto i sindaci di Locri, Siderno, Soverato e di altri centri della regione a disporre la chiusura delle scuole. A Cardinale, nelle Preserre

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mini esercitoSERRA SAN BRUNO - Le precipitazioni che in questi giorni hanno messo in ginocchio le Serre stanno concedendo una tregua che si è rivelata vitale per le popolazioni montane. In qualche modo, le emergenze più stringenti sono state per il momento risolte. La situazione rimane critica in tutto il comprensorio e l'allerta meteo per i prossimi giorni conferma che il pericolo di nuove precipitazioni nevose è concreto. Da stamattina non sono più completamente isolati i paesi più colpiti, Mongiana, Fabrizia e Nardodipace, dove si è riusciti ad aprire un varco nel metro e mezzo di neve che ha coperto la zona. Stamattina è arrivato l'Esercito (foto). La Brigata Aosta di Messina è intervenuta con militari

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mini neve_serra_filippoSERRA SAN BRUNO - Ha smesso di nevicare da qualche ora sulle Serre, ma permane lo stato di allerta in vista di probabili nuove precipitazioni. Domani, stando a quanto annunciato, nella zona dovrebbe arrivare l'Esercito per sbloccare la situazione soprattutto nella zona di Fabrizia, Mongiana e Nardodipace, sepolta sotto un metro e mezzo di neve. Nella cittadina bruniana la situazione è lievemente migliorata nel pomeriggio: alcune delle strade principali sono state liberate con mezzi comunali, della protezione civile e dell'Anas mentre in altre zone, come il centro storico o l'abitato di Spinetto

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mini UPLOAD_carabinieri4SERRA SAN BRUNO - Ancora un fatto di cronaca nella cittadina della certosa: ieri sera intorno alle 19, su corso Umberto I, una lite tra ragazze si è trasformata in un accoltellamento, un tentato omicidio secondo le forze dell'ordine. A.D., 22enne di Sorianello, avrebbe, al culmine dell'alterco, assestato un fendente alle spalle ad una 19enne di Fabrizia. A quest'ultima, dopo l'intervento del 118, è stata riscontrata una ferita all'emitorace sinistro e un versamento polmonare. Dopo il trasferimento a Catanzaro, la vittima è stata sottoposta, nella tarda serata di ieri, ad intervento chirurgico. Contemporaneamente alla macchina dei soccorsi è scattata quella delle forze dell'ordine, che in breve hanno tratto in arresto la presunta responsabile dell'accoltellamento. I carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, guidati dal capitano Stefano Esposito Vangone, hanno rintracciato la 22enne poco dopo il fatto, arrestandola con l'accusa di tentato omicidio aggravato, e trasferendola nel reparto femminile della casa circondariale di Castrovillari. Alla base dell'insano gesto ci sarebbe stata una qualche forma di rivalità d'amore tra due ex amiche.

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