Mano pesante dei giudici della Corte d'Appello di Catanzaro che, nel processo scaturito dall'operazione "Lybra" contro il clan Tripodi di Vibo Marina, hanno comminato pene maggiori rispetto a quelle che erano state inflitte in primo grado a presunti esponenti e gregari della cosca. 

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mini guardia_di_finanzaDalle prime luci dell'alba, i militari dei Comandi provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Vibo Valentia, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, stanno eseguendo in diverse regioni d'Italia un provvedimento di applicazione di misure di prevenzione ai sensi della normativa antimafia, emesso dal Tribunale di Vibo Valentia nei confronti della cosca Tripodi, operante nel territorio di Portosalvo di Vibo Valentia.

L'attività, denominata "Libra Money", costituisce il prosieguo dell'indagine "Libra", portata a termine nel maggio dello scorso anno e che aveva visto, in quella occasione, l'esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip della Procura della Repubblica di Catanzaro, nonché la contestuale esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di beni dellla DDA di Catanzaro per complessivi 40 milioni di euro. Il provvedimento odierno, eseguito in Calabria, Lazio, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia, aggredisce patrimoni riconducibili al clan per complessivi 45 milioni di euro, tra cui 25 aziende, 42 tra terreni e fabbricati e 16 autoveicoli . Per dieci soggetti è stata inoltre richiesta l'applicazione di misure di prevenzione personali degli appalti pubblici. 

 

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Venerdì, 30 Maggio 2014 08:58

On the news, puntata speciale "O Bonitas"

o bonitas radioSabato, dalle ore 10.00, sulle frequenze di Radio Serra 98, On the news è speciale "O Bonitas". In occasione del V centenario della canonizzazione di San Bruno, sarà riproposto (riveduto e aggiornato), il lavoro di Michele Vinci, con il quale attraverso canzoni e immagini, è possibile ripercorrere un itinerario nella spiritualità bruniana.

Ospiti in studio, Michele Vinci, Bruno Tripodi, Raffaele Timpano e Bruno Candeloro.
Segui il programma anche in streaming all'indirizzo: http://tunein.com/radio/Radio-Serra-RS-980-s3103/

 

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toga tribunaleLa corte d’Appello ha confermato ieri le condanne a danno di ben nove dei dieci imputati coinvolti nel processo contro il clan Sia-Procopio-Tripodi, operante nel Soveratese ed in altri comuni dello basso Jonio Catanzarese. L’operazione "Show down" - coordinata dai procuratori Vincenzo Lombardo e Giuseppe Borrelli e condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Soverato, nonché dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro - era stata avviata in seguito ad un presunto caso di “Lupara bianca” legato alla scomparsa di Giuseppe Todaro, avvenuta il 22 dicembre del 2009. Successivamente gli inquirenti si resero autori di un blitz portato a termine attraverso due diverse tranche: la prima scattata all’alba del 15 dicembre 2011 con l’esecuzione di un provvedimento di fermo a carico di diciotto persone; l’altra effettuata tre anni dopo, il 10 maggio scorso, con la notifica di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di dodici persone e di obbligo di firma per altre tre. L’inchiesta ha fatto luce sulla “faida” interna sorta tra i due schieramenti - originariamente alleati - dei Sia e dei Todaro, sostenuti rispettivamente dalle cosche Vallelunga e Novella da un lato e da quella dei Gallace dall’altro. Contrasti intestini che hanno portato ad una vera e propria guerra di mafia con decine di omicidi commessi a cavallo tra il 2009 ed il 2011.

Le accuse contestate, a vario titolo, riguardano i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, sequestro di persona, estorsione, rapina, ricettazione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, omicidio e occultamento di cadavere.

Rispetto alla sentenza di primo grado, emessa il 22 aprile del 2013, i giudici della Corte d’appello di Catanzaro - presieduta da Anna Maria Saullo, con consiglieri Maria Teresa Carè e Vincenzo Galati - hanno ridotto la sola condanna inflitta a Francesco Vitale - per il quale è stata esclusa l’aggravante mafiosa - riducendola da 1 anno di reclusione e 300 euro di multa, fino a 8 mesi e 200 euro. Per tutti gli altri imputati invece sono state confermate le sentenze di primo grado, compresa quella a danno di Vincenzo Alcaro, 47 anni, nato a Soverato, ex brigadiere dei carabinieri in servizio presso il reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa perché - secondo gli inquirenti - avrebbe fornito ai componenti dell’associazione mafiosa informazioni sulle indagini svolte dai colleghi nei confronti della stessa cosca Sia-Procopio-Tripodi.

Le altre condanne risultano invece tutte convalidate rispetto a quanto proposto in primo grado:
Patrick Vitale a 7 anni, 6 mesi e 20 giorni;
Giuseppe Santo Procopio a 6 anni e 8 mesi;
Vincenzo Bertucci a 5 anni e 8 mesi;
Angelo Procopio a 4 anni e 8 mesi;
Pannia Salvatore a 4 anni e 935 euro;
Bruno Procopio a 3 anni e 4 mesi;
Vincenzo Todaro a 1 anno e 4 mesi;
Vincenzo Ranieri a 6 mesi 20 giorni e 1000 euro.

 

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mini toga_tribunaleC’è anche la Provincia di Vibo Valentia tra gli enti che - durante l’udienza di ieri mattina del processo in abbreviato, tenutasi davanti al gup distrettuale - si sono costituiti parte civile contro i presunti esponenti del clan Tripodi. Tra gli altri, a presentare costituzione, sono stati anche la “Alilacco Sos Impresa”, il Comune ed il Nucleo industriale di Vibo. 
 
Il processo vede imputati - con l'accusa di associazione mafiosa e di altri reati - Gregorio De Luca, Massimo Murano, Francesco Lo Bianco, Antonio Mario Tripodi, Nicola Tripodi, Sante Mario Tripodi e Salvatore Vita. A rappresentare gli enti locali del Vibonese sono i legali Rosario Rocchetto, Antonietta Bianco e Antonio De Nuccio.
 
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mini real serra nuovoFinisce 3 a 1 per i padroni di casa il “derby delle serre” tra Real Serra e Allarese, alla fine di una partita influenzata dal mal tempo e ben 4 espulsi. Altri tre punti importanti per la classifica che ora vede il Real Serra occupare la sesta posizione a quota 9 punti insieme al Grotteria Calcio con il turno di riposo già scontato e la partita con il San Costantino da omologare (vinta quasi certamente a tavolino). Con i 3 punti - probabilmente assegnati a giorni dal giudice sportivo - la squadra del presidente Masciari agguanterebbe il Nicotera in terza posizione ad 1 punto dalla seconda classificata Mammola e 6 dalla capolista Rombiolese. Dunque, giochi ancora aperti per un campionato molto combattuto.

Nell’incontro di ieri, mister Fortebuono schiera Politi al posto dell’infortunato Gamo con Bertucci, Iozzo e Tripodi a completare il quartetto difensivo. Confermato in blocco il centrocampo con Carvelli, De Caria, lo stesso Fortebuono e De Giorgio. In attacco ancora una volta la coppia di giovanissimi Tassone e Stingi. Insomma ci sono in campo ben dieci undicesimi della trasferta precedente. In panchina si rivede invece Vallelunga, dopo due mesi di assenza e Zaffino fermo per infortunio dalla partita contro la Rombiolese, Amato, Dominelli, Pisani V., Pisani G. e Capone. L’Allarese di mister Damiano Rullo schiera un 3-4-1-2 con Franzè, Ienco, Angiletta, Demasi G, Demasi R., Ienco M., Randò R., Randò F., Cirillo F., Demasi D., Mamone. In panchina: Rullo, Franzè A., Platì, Cirillo A.

Inizialmente è l’Allarese a fare la partita con Angiletta molto bravo a muoversi tra la linea di difesa e il centrocampo del Real Serra. Sembra stordita la squadra di casa che non riesce ad esprimere il gioco visto nelle ultime 3 partite a causa soprattutto del terreno pieno zeppo d’acqua. Al 20’ è Stingi a sprecare su lancio di De Caria un ottima opportunità a tu per tu con Franzè, bravo nel coprire al meglio lo specchio di porta. Al 23’ è ancora Stingi a rendersi pericoloso con Franzè pronto a ribattere anche in questa occasione. Al 25’, dopo un fallo di mano, l’arbitro assegna un calcio di rigore al Real Serra. Sul dischetto si presenta De Caria che non sbaglia, mettendo a segno il suo primo goal in questo campionato. Si sveglia finalmente il Real Serra. Carvelli si invola sulla fascia sinistra e viene stesso da De Masi R. che viene ammonito. Sulla punizione battuta da Fortebuono, Franzè non esce in maniera decisa e Tripodi e lì pronto a mettere nel sacco la palla del 2 a 0. Al 35’ De Masi R. viene espulso per proteste e l’Allarese rimane in inferiorità numerica. Il primo tempo si chiude sul 2 a 0 con l’Allarese in attacco. Dopo 10’ del secondo tempo espulsione di Ienco N. e per proteste anche di Rullo L. In superiorità numerica, la partita sembra in discesa per il Real Serra, ma l’Allarese reagisce facendo abbassare il baricentro della squadra di casa. Sforzi che vengono premiati al 67’ quando su rigore il portiere Franzè D. segna il goal del 1 a 2. Al 75’ è Iozzo C. ad essere espulso per proteste e il Real Serra rimane in dieci. Nel frattempo esce Tripodi per infortunio ed entra Vallelunga, oltre che Zaffino per De Giorgio. In chiusura, quando ormai l’Allarese è troppo stanca, il Real Serra ha diverse occasioni per chiudere l’incontro ma Carvelli, Stingi e Tassone falliscono più volte l’appuntamento col il gol. Al 94’ è il nuovo entrato Zaffino a chiudere il match fissando il risultato finale sul 3 a 1 e intanto si pensa già a Sabato: prova di maturità a Mammola contro la seconda in classifica.

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mini real_serra_nuovoNon parte sicuramente bene l’avventura del Real Serra nel campionato di Seconda categoria. I ragazzi di mister Fortebuono escono sconfitti nella prima partita disputata sul campo del Grotteria. Ma il protagonista assoluto dell'incontro sembra essere il direttore di gara. Il tecnico dei serresi deve far fronte ad assenze pesanti, un po' su tutti i reparti: dall' attaccante Stingi, al centrocampista Capone, al portiere Franzè. Il Real Serra scende in campo con un 4-4-2, schierando Pupo tra i pali, Tripodi e Politi terzini, Gregorio De Caria e Bertucci centrali di difesa. A centrocampo, Amato e Carvelli sulle fasce, mentre Fortebuono e De Giorgio vanno a formare il duo della metà campo. In avanti, invece, spazio a Maida e Tassone (classe '95).
 
Nei primi minuti sono i reggini a fare la partita. Al 5', il Real Serra è costretto ad effettuare il primo cambio dell'incontro: esce Maida (infortunato) ed entra Zaffino. I ragazzi del presidente Masciari, subito dopo, hanno una buona occasione per passare in vantaggio: Tassone si porta a tu per tu con il portiere avversario. Entrata da dietro del difensore del Grotteria, rigore netto ed espulsione per fallo da ultimo uomo e chiara occasione da gol, ma il direttore di gara non la pensa così. 
 
La squadra di casa continua a macinare gioco, sfiora la rete del vantaggio al 20’ ma il giovane Pupo è bravissimo ad opporsi ed a salvare il risultato. Intorno al 25', però, i reggini sbloccano il risultato e si portano sull' 1 a 0. Il gol del vantaggio non demoralizza i ragazzi del Real Serra che, nel giro di quindici minuti, hanno tre palle gol sprecate da Tassone, De Caria e Zaffino. Il primo tempo si chiude con i locali in avanti per uno a zero.
 
La ripresa si apre come si era chiusa la prima frazione, con il Real Serra sempre in attacco. Al 55’, infatti, è Fortebuono a sfiorare il gol del pareggio su calcio di punizione poco alto. 
 
Poi Zaffino spreca da posizione ravvicinata ed intorno alla mezzora Amato va in gol, ma il direttore di gara annulla per presunta posizione di fuorigioco molto dubbia. Situazione simile si è verificata durante un'azione successiva con Carvelli fermato dall' arbitro tutto solo davanti all'estremo difensore del Grotteria  per offside anche questo contestato. Nel finale arriva il meritatissimo pareggio del Real Serra ad opera di Tripodi dopo una mischia in area. Al 94’ sale in cattedra l’arbitro: prima si inventa di sana pianta un rigore con palla lontana a favore del Grotteria tra le proteste del Real Serra, oltre ad espellere Fortebuono per doppia ammonizione. Rigore trasformato per il 2 a 1 definitivo. 
 
Amareggiato il presidente Masciari: «Francamente - ha affermato il numero uno serrese - siamo rimasti delusi della direzione di gara che ci ha penalizzato in maniera eccessiva. Comprendiamo benissimo che non è assolutamente facile arbitrare da solo una partita di calcio, ma oggi l’operato del direttore di gara è da bocciare in toto. Speriamo che in futuro non ci capitino più direzioni arbitrali cosi. Per il resto ci tengo a ringraziare il Grotteria per l’accoglienza data e la gentilezza dimostrata nei nostri confronti. Dico grazie ai miei ragazzi che hanno dato il massimo». 
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mini brognaturo_municipioBROGNATURO - Due giorni di eventi culturali per una «Calabria nuova» si terranno a partire dal pomeriggio odierno nel piccolo centro del Vibonese. 'Confronti', questo il titolo della rassegna, prenderà il via alle 17 con una discussione sulla letteratura, che sarà moderata dalla giornalista Rosamaria Gullì e prevede gli interventi degli scrittori Vito Teti e Mimmo Gangemi. Alle 18 e 15, invece, l'attenzione si sposterà sull'arte e l'architettura ed il dibattito, moderato dall'architetto Merilia Ciconte, prevede una discussione con il professor Gianfrancesco Solferino, il professor Armando Rossi e l'architetto Fabio Foti. Alle 19 e 30 si parlerà di politica, con una conversazione tra gli amministratori locali e, tra questi, il sindaco di Acquaro Giuseppe Barilaro, quello di Fabrizia Antonio Minniti, il primo cittadino di Serra Bruno Rosi ed il sindaco di Brognaturo Giuseppe Iennarella. Domani, invece, si terrà la seconda parte della rassegna, che prenderà il via sempre alle 17 con il concerto bandistico dell'associazione musicale 'Maria Santissima della Consolazione' e, subito dopo, inizierà un nuovo dibattito sulla mafia. Saranno presenti lo scrittore Enzo Ciconte, il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi ed il dottor Gilberto Floriani. Alle 18 e 15 si parlerà di migranti con l'architetto Alì Barati, il primo cittadino di Riace Mimmo Lucano e quello di Rosarno, Elisabetta Tripodi. Al termine della rassegna, un nuovo incontro sulla politica con i primi cittadini della zona: Gianluca Callipo (Pizzo), Vitaliano Papillo (Gerocarne), Gregorio Tino (Chiaravalle), Domenico Villì (Vazzano) e Pino Iennarella (Brognaturo). Condurrà la giornalista Francesca Onda. 
 
 
(articolo pubblicato su 'Il Quotidiano della Calabria')
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Giovedì, 23 Maggio 2013 13:48

Operazione Libra, i nomi degli arrestati

mini carabinieriSono perlopiù imprenditori le venti persone arrestate stamate nell'ambito dell'operazione Libra, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, coadiuvati dagli agenti del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, supportati dai Reparti locali e dal Gruppo Operativo Calabria Carabinieri, nonché dai Finanzieri della Compagnia di Vibo Valentia e dei Nuclei PT di Roma, Milano, Brescia, Padova, Verona e Bologna. Contestualmente i militari hanno eseguito un sequestro preventivo emesso dalla Dda di Catanzaro nei confronti di 19 aziende e 25 persone fisiche, con il conseguente sequestro di 45 immobili (terreni, fabbricati, appartamenti e pertinenze) e conti corrente riconducibili ai destinatari del provvedimento per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.

Questi i nomi degli arrestati:

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mini Carabinieri-sorianelloVIBO VALENTIA - Sono venti le ordinanze emesse dal giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, su richiesta della DDA del capoluogo calabrese, nei confronti di diversi imprenditori. A queste si aggiunge anche il sequestro preventivo emesso sempre dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che riguarda 19 aziende e 25 persone fisiche, con conseguente sequestro di 45 immobili (terreni, fabbricati, appartamenti e pertinenze), tra cui 2 bar ubicati in pieno centro nella capitale e conti correnti riconducibili ai destinatari del provvedimento, per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro. È il risultato di una maxi operazione antimafia in corso dalle prime luci dell’alba, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia, in collaborazione con i militari dell’arma di Milano, Roma e Bologna, con l'ausilio della Guardia di Finanza, nei confronti di presunti appartenenti al clan Tripodi

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