Domenica, 30 Agosto 2020 11:30

Serra verso le Comunali | Dissesto, Psc, boschi e lavoro: i problemi (veri) di cui nessuno parla

Scritto da Sergio Pelaia
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Parliamo di programmi. Lo si ripete ogni volta che si tenta di fare rientrare il dibattito politico, spesso scadente nell’attacco personale, nell’alveo della giusta dialettica. Oltre che un obbligo di legge, va anche detto con sincerità che spesso il programma è una sorta di impiccio da cui i candidati provano a cavarsi facendo ricorso ai consigli di esperti più o meno avvezzi a cosa sia davvero l’amministrazione di un piccolo ente pubblico. Se sia stato così per le prossime elezioni serresi non spetta e non interessa a noi dirlo ma, piuttosto che agli sfottò e agli insulti, cui purtroppo le campagne elettorali ci hanno abituato, diamo davvero spazio a questi benedetti programmi che, oltre alle relazioni di fine mandato, dovrebbero costituire l’elemento principale su cui si forma il libero giudizio dell’elettore. 

I contenuti dei programmi delle tre liste (Per Serra insieme, Liberamente e Uniti per Serra) sono consultabili sul sito web del Comune e Il Vizzarro li ha riassunti qui.  Restano ora le considerazioni critiche a cui, se ne faccia una ragione chi non le gradisce, non rinunciamo. La prima, la più semplice, è l’estrema genericità: in tutti i programmi non si rinviene né un’approfondita analisi dello stato di fatto, né tantomeno proposte sviluppate in maniera davvero compiuta. Molte idee generiche, a volte confuse, spesso irrealizzabili. 

La seconda e più importante considerazione, in verità un dato di fatto, è che nessuna delle tre liste si confronta in maniera schietta con la situazione economico-finanziaria del Comune di Serra, nonostante esistano gli strumenti precisi per un’analisi approfondita e, di conseguenza, per delle proposte di soluzione. Il Commissario prefettizio ha in questi mesi approvato sia il rendiconto della gestione 2019 che il bilancio di previsione 2020/2022. Un programma che si prefigga un minimo di correlazione tra le cose che si intendono fare e le risorse disponibili dovrebbe dunque partire da questa solida realtà. Una realtà tutt’altro che rosea, ma nessuno dei tre programmi la affronta se non in maniera evasiva e appena accennata. 

Bisognerebbe innanzitutto, per cautela e in una prospettiva di risanamento, ipotizzare che il Piano di riequilibrio redatto dalla precedente amministrazione possa essere non approvato e che la Corte dei Conti possa “imporre” la dichiarazione di dissesto, con tutte le conseguenze che ne discenderebbero, che non sarebbero disastrose ma che porrebbero diversi problemi. È serio far finta di nulla? 

Poi va ricordato che se l’esercizio 2018 aveva chiuso con circa 450mila euro di disavanzo, ripianato con carico sui bilanci successivi, quello 2019 ha chiuso con un disavanzo di oltre 7 milioni di euro, da ripianare con carico sui bilanci 2020, 2021 e 2022. Chi pensa di amministrare il Comune come pensa di far fronte a questa pesante situazione? Non cercate la risposta nei programmi presentati, perché non c’è. 

Risulta inoltre, perché obbligatoria per legge, un’elevata previsione del Fondo crediti di dubbia esigibilità, necessario a compensare il mancato introito dei tributi comunali previsto sulla base del trend storico. Ciò ovviamente limita per un pari ammontare le possibilità di spesa. Chi pensa di amministrare il Comune ritiene che, nonostante ciò, il suo programma sia realistico? In assenza di una pur minima indicazione si deve ritenere di no. Gli elettori dovrebbero tenerne conto. 

Un altro esempio della genericità dei programmi è il riferimento che tutti fanno al Piano strutturale comunale, ritenuto come necessario e, in qualche caso, come la panacea di tutti i problemi occupazionali del paese. Nessuno però affronta realmente la questione per indicare, in maniera trasparente e democratica, su quali linee il Psc andrebbe redatto, quali sono le indicazioni che ciascuna coalizione, nel caso vincesse, fornirebbe ai progettisti per la redazione del Piano: sarebbe questo l’unico modo per consentire agli elettori di valutare le idee di ogni lista e scegliere con la piena consapevolezza di cosa la coalizione vincente farebbe una volta conquistato il Comune.  

Cosa propongono i futuri amministratori, per esempio, sull’ipotesi di consumo di suolo zero? Sulla necessità di sviluppare idee per il recupero del patrimonio edilizio esistente come le tante case vuote del centro storico? Quali le linee guida sulla tutela del territorio? Perché se ne parla da tempo senza che sia mai stato completato? Disinteresse? Tutela di interessi particolari? Scarsità di idee? Di tutto ciò, nei programmi presentati, non c’è nulla.

Un ulteriore esempio di scarsità di proposte concretamente realizzabili, pur in presenza di parole di grande significato (ambiente, territorio, tutela), è l’assenza di analisi sull’utilizzo dell’ingente patrimonio boschivo comunale. Forse il silenzio è causato dal timore di affrontare un tema delicatissimo, data la storica, pesante incidenza della ‘ndrangheta nel settore? Sarebbe invece molto utile per gli elettori conoscere le idee dei candidati su come gestire il bosco, sia al fine di renderlo produttivo e foriero di occupazione, sia a tutela della legalità. Ma, anche di questo, nessuno parla. 

Unica novità di un certo interesse, di cui si parla in uno solo dei programmi e che fa riferimento alla cronaca di questi giorni, un ulteriore passaggio della fase istruttoria (qui la notizia) del progetto, tuttora in una fase preliminare, relativo alla Strategia per le aree interne del versante ionico delle Serre, che riguarda tre Province, tre Gal, quindici Comuni (di cui Serra è capofila). Progetto interessante, che potrebbe essere molto utile per lo sviluppo delle aree interne. La speranza è che si riesca a concretizzarlo e che, al di là dei proclami e delle polemiche che ne conseguono, non faccia la fine di altri progetti altrettanto interessanti (qualcuno ricorda il Pis Oreste?) che sono purtroppo finiti nel dimenticatoio.

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