Giovedì, 31 Marzo 2022 09:18

Ospedale, Piromalli e Angilletta con i "ribelli". E Barillari annuncia 3 posti letto

Scritto da Redazione
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Arriva anche il sostegno del sindaco di Spadola, Cosimo Damiano Piromalli, ai colleghi del comprensorio sulla questione dell'ospedale di Serra San Bruno: «Non posso che essere d’accordo con i punti già ampiamente sviscerati dai colleghi sindaci del territorio - afferma Piromalli - ricordando in primis a me stesso che abbiamo sempre subìto il continuo smantellamento del nostro ospedale. Non era una novità che si sarebbe arrivati ai pensionamenti ma l’Azienda non ne ha voluto che sapere di intervenire in tempo».
Il sindaco di Spadola ricorda la definizione di «ospedale del futuro» ma, aggiunge, «nel corso degli anni invece di farlo crescere come reparti, specialistica, personale e ambulanze, si smontava un pezzo alla volta, è sempre stato un continuo precariato al punto che il primo malato è diventato l’ospedale stesso, per alcuni medici è diventato un ospedale di transizione. Chissà con quale programma misterioso, i vari atti aziendali - prosegue Piromalli - non sono mai stati attuati nella loro interezza. Il territorio delle Serre, come del resto altri territori della Regione che vivono lo stesso disagio, ha bisogno di risposte immediate perché si parla di salute e di diritto alla salute, ed è per questo che ritengo sia necessario tra azienda sanitaria e conferenza dei sindaci che vi sia una larga intesa al solo scopo di stilare atti aziendali chiari e utili alla collettività perché solo dialogando, parlando, ci rendiamo conto che alla fine parliamo tutti la stessa lingua».
Nella disamina di Piromalli c'è anche spazio per un'autocritica: «Forse siamo stati tutti un po’ troppo creduloni pensando che le parole si trasformassero in fatti e di questo ne dobbiamo fare un mea culpa ricordandovi che i nostri nonni e bisnonni quando dovevano difendere un diritto collettivo, scendevano in piazza con i forconi. Forse oggi qualche passo è stato fatto dopo l’incontro, e parlo dei posti letto promessi e arrivati e di conseguenza il personale per gestire i nuovi posti, ma è ben poca cosa rispetto a tutto ciò che serve. Una particolare importanza è rivestita dalla posizione delle ambulanze, considerando il territorio e la rete viaria disastrata, devono essere posizionate in punti strategici tali da consentire l’arrivo sul paziente in 15-20 minuti e altrettanti per il trasporto in ospedale ricordando che per un paziente infartuato un minuto può significare la vita o la morte. L’azienda sanitaria darà sicuramente motivazioni tecniche del perché di questo o di quello ma a noi non deve interessare, deve interessare invece che vengano date soluzioni immediate a quanto richiesto e mantenuti gli accordi presi».
Il primo cittadino di Spadola quindi afferma di «condividere la proposta del sindaco di Brognaturo, che è stata articolata in diversi punti: il ripristino del reparto di Radiologia; una prima risposta all’emergenza/urgenza tramite una funzione di pronto soccorso fortemente integrata a livello organizzativo sia con l’emergenza territoriale, sia con i medici ospedalieri; una seconda ambulanza situata a Mongiana». Infine Piromalli assicura «piena disponibilità al sindaco di Nardodipace Antonio Demasi, al sindaco di Brognaturo Rossana Tassone e al sindaco di Simbario Ovidio Romano al sindaco di Vallelonga Egidio Servello, per rivendicare ad ogni livello i diritti eternamente negati alle nostre popolazioni citando una frase bellissima: tutti per uno e uno per tutti».
Anche Angiletta sposa la "battaglia"
Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Mongiana, Francesco Angilletta, che ha dichiarato: «Promesse, rassicurazioni o impegni troppe volte disattese ci portano oggi a dubitare ed a non fidarci di ogni iniziativa. Abbiamo l’assoluta necessità di vedere, di toccare con mano risultati che diano soluzioni alle problematiche ormai croniche che attanagliano il nostro territorio. In questo quadro la situazione sanitaria assume da tempo caratteri drammatici che la pandemia ha ulteriormente evidenziato. Condivido totalmente tutte le perplessità espresse dai miei colleghi di cui abbiamo letto negli ultimi giorni consapevole del rischio di essere ripetitivo».
Prosegue il sindaco di Mongiana: «Diverse sono le esperienze negative riprese dai notiziari. In un sistema che considera la salute della persona un semplice fattore economico e che viene quindi guidato da un’impostazione aziendale, la speranza che qualcosa possa cambiare in meglio è minima. La visione per il futuro non può essere quella di concentrarsi sull’economicità, ma bisogna rimettere al centro le persone e i loro diritti. I livelli essenziali di assistenza non si possono basare su calcoli probabilistici di emergenze eventuali, ma devono essere garantite a tutti a prescindere. Il diritto alla salute non è una gentile concessione, ma lo sancisce la Costituzione. Il confronto con i colleghi Sindaci che fanno riferimento all’ospedale “San Bruno” ha prodotto delle iniziative utili a rappresentare le istanze dei territori ai diversi livelli istituzionali. Ed è qui che l’unitarietà di intenti e di impegni, senza distinzione di colori politici, risulta fondamentale e può portare, come ricordava il Sindaco di Serra San Bruno Alfredo Barillari, a “piccoli passi avanti rispetto alle esigenze del territorio”, riferito all’aumento dei posti letto in Medicina interna del “San Bruno”. Un risultato che ovviamente non può cambiare la posizione critica e lo “spirito battagliero” di noi rappresentanti del territorio, altrimenti rischierebbe di apparire come un velo costruito per nascondere le infinite inadeguatezze del sistema di assistenza sanitaria delle aree interne».
«Condivido - conclude Angilletta - il pensiero del Sindaco di Brognaturo Rossana Tassone nel ritenere urgente assicurare una seria risposta all’emergenza/urgenza del territorio. La proposta del posizionamento di una ulteriore ambulanza a Mongiana nasce dalla sua posizione baricentrica rispetto ad un territorio che comprende Fabrizia, Nardodipace e la stessa Serra San Bruno, e che consentirebbe tempi di intervento più rapidi. Infine piena disponibilità al Sindaco di Nardodipace per “rivendicare ad ogni livello i diritti eternamente negati alle nostre popolazioni, e di affrontare questi problemi eccezionali con provvedimenti eccezionali,” come è assoluta la convinzione che i percorsi devono essere affrontati insieme e senza divisioni».
L'annuncio (e la stoccata) di Barillari
Toni evidentemente diversi rispetto a quelli del sindaco di Serra, Alfredo Barillari, che ha invece annunciato i nuovi posti letto a cui fanno riferimento Piromalli e Angilletta: «Oggi sono stati attivati tre nuovi posti letto presso il reparto di medicina interna del “San Bruno”. Un piccolo, piccolissimo passo avanti - ha affermato Barillari - rispetto alle esigenze del territorio, ma pur sempre un tassello. Se ne devono attivare altri: l’obiettivo è di arrivare a un totale di 26 posti letto tra medicina e lungodegenza. Posti che metterebbero il nostro Ospedale sullo stesso livello di altri presidi ben più grandi».
Il sindaco di Serra ha spiegato che si tratta di «uno dei punti discussi presso l’Ospedale a inizio febbraio, e poco tempo fa, insieme agli altri sindaci delle Serre, nell’incontro promosso con il commissario Giuliano e il consigliere Comito presso l’Asp di Vibo Valentia». Ma ha aggiunto che «serve il personale, ma non solo per il reparto di medicina», ritenendo «fondamentale garantire i servizi di radiologia, attualmente in ginocchio su tutto il territorio provinciale e che vedono centinaia di referti fermi per la carenza di radiologi».
Barillari ha garantito che porterà la questione proprio oggi nella Conferenza che riunisce ii 50 sindaci della provincia rilevando come la sanità risenta «oggi della mancata programmazione, almeno, dell’ultimo decennio». Dunque dal sindaco di Serra è arrivato un appello all'unità: «Sulla battaglia per il diritto alla salute, come ho ribadito più volte, non ci possono essere divisioni. Un segnale chiaro già emerso nel corso del consiglio comunale aperto dedicato all’Ospedale e in cui si sono confrontati attori istituzionali, cittadini e medici del territorio. L’attenzione deve restare alta, l’impegno di tutti deve dare le giuste risposte ai cittadini».
Ma non è mancato neanche un riferimento, velatamente critico, nei confronti dei primi cittadini che stanno assumendo posizioni di dissenso e che annunciano battaglia: «Ben venga l’atteggiamento battagliero: probabilmente, se fosse emerso con più vigore nelle istituzioni quando i servizi venivano soppressi, oggi la situazione potrebbe essere meno drammatica».

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