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Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
Dopo il terremoto provocato dall'operazione che nei giorni scorsi ha portato all'arresto di 24 presunti affiliati e fiancheggiatori del clan Mancuso di Limbadi, il consigliere regionale Udc Ottavio Gaetano Bruni offre la sua versione sui presunti contatti con la 'ndrina più potente del Vibonese emersi da alcune intercettazioni telefoniche effettuate dai carabinieri del Ros di Catanzaro. Bruni conferma ovviamente i suoi rapporti con Aurelio Maccarone, ma smentisce qualsiasi contatto con i Mancuso. "Con riferimento alle vicende relative all’inchiesta denominata 'Black Money' – spiega – che mi attribuisce determinati rapporti 'amicali', suscitando in me grande stupore, ritengo siano indispensabili alcune chiare precisazioni a tutela non solo della mia onorabilità, come uomo e come politico-amministratore in tanti lunghi anni di onestà, umile, trasparente, limpida attività, ma anche e soprattutto per rassicurare, ancora oggi, molti, tantissimi amici cari che mi sono stati sempre e mi sono ancora vicini con affetto e solidarietà.
Le intercettazioni telefoniche rilevate dai Ros dei Carabinieri di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione che ieri ha condotto in arresto ben 24 esponenti della cosca Mancuso di Limbadi, hanno fatto emergere, alla base dello stesso clan, un’articolata rete di rapporti fra ’ndrangheta, massoneria, amministrazione pubblica e settore imprenditoriale. Tra i 24 finiti in manette, infatti, oltre ai vertici del clan, spiccano anche i nomi di diversi imprenditori impegnati nella siderurgia e nel settore turistico. Ma a scuotere il vibonese sono soprattutto le rivelazioni emerse riguardo ai presunti rapporti fra i Mancuso ed il Consigliere regionale Ottavio Gaetano Bruni, già per ben due mandati consecutivi Presidente della Provincia di Vibo Valentia (dal 1999 al 2008), nonché Presidente del Consorzio di Sviluppo Industriale provinciale (dal 2009 al 2010). Sembra che i rapporti fra Bruni e i Mancuso fossero coordinati soprattutto dagli uomini politicamente “operativi” del clan: il Consigliere provinciale Aurelio Maccarone e suo nipote Antonio Maccarone (genero di Pantaleone Mancuso).
Non c’è niente da fare. Nonostante il periodo di magra vissuto da tanti calabresi, gli sfizi la casta della politica regionale vuole proprio continuare a toglierseli tutti. Dopo lo scandalo emerso in seguito alla pubblicazione dei capitoli del bilancio regionale riportanti varie spese “generose”, continua lo spreco di fondi pubblici introitati dall’ente direttamente dalle tasche dei cittadini. Nel settembre scorso a riempire le colonne dei giornali furono le spese di rappresentanza del Consiglio regionale, riconosciute per un importo superiore ai 700mila euro
La Regione ha comunicato l’elenco delle proprietà messe in vendita con l’intento “di ridurre l'indebitamento attraverso l'alienazione di beni in disuso o, peggio ancora, abbandonati”. Si tratta, per la maggior parte, di beni patrimoniali trasferiti dallo Stato, distinti in due elenchi (al primo appartengono i terreni e i fabbricati, al secondo i caselli ferroviari o immobili precedentemente affidati in gestione alle Ferrovie dello Stato).
Nel cuore della campagna elettorale, come previsto, iniziano le amene gite fuori porta per i leader dei partiti in corsa per le poltrone parlamentari. Ed anche la terra di Calabria avrà quindi, seppur per poche ore, l’onore di vedersi calcata dalle suole dei big nazionali. Una terra di periferia che come per magia, nei giorni caldi del pre elezioni, si trasforma da sempre in un porto franco buono per le visite di rito degli esponenti di spicco delle maggiori compagini politiche.
Sono tempi duri per il governatore calabrese Giuseppe Scopelliti, sempre più inquilino bistrattato del Pdl nazionale. Dopo la muta rassegnazione alla candidatura di Domenico Scilipoti – calata direttamente da Roma – al sesto posto nel listino calabrese per il Senato, arrivano ancora da Silvio Berlusconi parole e numeri, che non assomigliano neanche lontanamente ad un attestato di stima nei confronti del plenipotenziario presidente/commissario ad acta della sanità regionale, Giuseppe Scopelliti. Un attacco, questa volta ancora più diretto, che rimarca l’inconsistenza politica del governatore calabrese nell’ambito del partito nazionale.
SERRA SAN BRUNO - Tutto rinviato tra Serrese e Pianopoli. Nel pomeriggio odierno, allo stadio comunale 'La Quercia' sarebbero dovuti scendere in campo i biancoblu di mister Rolando Megna e l'undici catanzarese del collega Mastroianni. A causa delle abbondanti nevicate che, nella giornata di venerdì, hanno interessato un po tutto il comprensorio, il rettangolo di gioco era a dir poco impraticabile, tant'è che le squadre non si sono neppure presentante alla struttura di via Aldo Moro. In settimana, il Comitato regionale Calabria della Lega nazionale dilettanti si pronuncerà sulla prima data utile per il recupero dell'incontro. Sull'altro fronte, quello delle partite giocate, il Soriano di mister Baroni non va oltre l'uno a uno dall'insidiosa trasferta di Nicotera e interrompe, così, la lunga striscia di vittorie consecutive. Domenica prossima, la capolista riceverà il Prasar, mentre la Serrese sarà impegnata in trasferta contro il Real Pianopoli.
(foto tratta dal profilo facebook dell' A.C. Serrese e riferita alla giornata di ieri)
Parte la campagna di raccolta firme per la Proposta di Legge Regionale di Iniziativa Popolare “Tutela, governo e gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua”.
Riceviamo e pubblichiamo:
L'accordo politico raggiunto dall'MPA di Raffaele Lombardo con il PDL di Silvio Berlusconi, che in previsione delle prossime elezioni porta il movimento all’interno della coalizione di centro-destra, mi trova ideologicamente in disaccordo. Quale democristiano che guarda a sinistra, mi sento come un pesce fuor d'acqua, in una profonda contraddizione tra cosa sono politicamente e cosa è diventato l'Mpa alleandosi con il PDL.
La mia permanenza in questo “mostro” è terminata. Pertanto mi dimetto da Coordinatore dell'Mpa, rimanendo militante del Movimento politico Autonomia e Diritti del Presidente Agazio Loiero, a cui chiedo, per reagire a queste “alleanze prostitutive”, tramite comunicazione della presente alla Coordinatrice Regionale Bianca Rende, di convocare urgentemente un’assemblea programmatica delle imminenti elezioni politiche per le quali il Vibonese vuol fornire ancora una volta il proprio contributo a difesa dei suoi territori e, più in generale a difesa del Sud.
Vincenzo Albanese
(militante Autonomia e Diritti)
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