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SERRA SAN BRUNO - Dopo aver forzato la portiera anteriore dell’autovettura, hanno appiccato il fuoco, non consapevoli forse delle conseguenze ben più gravi che avrebbero potuto provocare. Un incendio, nella tarda serata di oggi, intorno alle 23 e 30, ha interessato una Fiat Punto di proprietà di B.D., pensionato del luogo, parcheggiata in via Antonio Gramsci. L’autovettura, all’interno, è andata completamente distrutta. Danni anche alle abitazioni situate nelle vicinanze. Il titolare dell’auto, inoltre, è stato trasportato presso il locale nosocomio a causa di un malore. 

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mini carabinieriHanno impedito ai propri figli di frequentare la scuola dell’ obbligo. Con questa accusa, i carabinieri della stazione di Nardodipace, coordinati dalla Compagnia di Serra San Bruno con a capo il capitano Stefano Esposito Vangone, hanno denunciato sei genitori a Nardodipace, centro a cavallo tra le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. Queste le persone indagate: M.M., 41 anni, operaio, già noto alle forze dell’ordine; D.T., 37 anni, coniugata, casalinga; M.D., 42 anni, coniugato, boscaiolo, già noto ai carabinieri; T.C., 37 anni, coniugata, imprenditrice boschiva; M.G., 49 anni, coniugato, bracciante agricolo; A.A.M., 47 anni, coniugata, casalinga. Il tutto è stato reso possibile grazie anche al contributo degli istituti scolastici della zona, mentre le contestazioni si riferiscono all’anno scolastico 2012/2013

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mini nazzareno_zaffinoÈ deceduto stamane, intorno alle 6, presso il locale nosocomio Nazzareno Zaffino, l’89enne scomparso nella serata di giovedì, poi ritrovato ieri in una zona non molto distante dal quartiere ‘Papararo’, dove era stato visto per l’ultima volta. Il decesso potrebbe essere collegato alla scomparsa. Di Zaffino si erano perse le tracce giovedì, intorno alle 20, quando l’89enne si era allontanato dal centro abitato ed i familiari la mattina seguente, non vedendolo rincasare, hanno subito lanciato l’allarme. Le ricerche - condotte dai Carabinieri della locale Compagnia, guidati dal capitano Stefano Esposito Vangone, dagli agenti del locale Commissariato, diretti dal commissario capo Antonio De Tommaso, dai Vigili del Fuoco e dal Corpo Forestale dello Stato - avevano portato dei frutti. 

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mini OK1-240x214Confesso. Ho ucciso centinaia di uomini, forse migliaia. Soldati, indiani, cowboy. Senza alcuna pietà. Impassibile, come il migliore cecchino, ho sparato colpi mortali con pistole e fucili di ogni genere e tipo. Avevo sulla coscienza chissà quanti massacri e poi, senza pensarci più di tanto, ogni sera, con freddezza assoluta, andavo a letto presto. Alle 8 e mezza, massimo le 9. E ci dormivo su, tranquillo. Come se nulla fosse. Succedeva alla fine degli anni Ottanta. Avrò avuto sei anni e come tutti i bambini della mia età giocavo alla “guerra” con i miei fratelli. Con i cugini. Con gli amici che credevi potessero essere quelli di una vita e poi, per un motivo o per l’altro, li hai persi per strada. Lo ricordo sorridendo, con angoscia e malinconia. Soldatini, pistole ed armi giocattolo: i nostri passatempi preferiti. 

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SERRA SAN BRUNO - È stato probabilmente il ritardo dei soccorsi a peggiorare ulteriormente una situazione già di per sé grave. Bruno Pelaggi, pensionato 80enne del luogo, è morto nel cortile di un supermercato, situato nei pressi dell’ ospedale 'San Bruno’, dopo essere stato colto da un malore. L’ anziano, secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, si era recato al negozio per comprare della frutta. Ad un certo punto, però, dopo un malore, si è accasciato a terra. I titolari dell’ esercizio commerciale hanno dato subito l’allarme, ma l’unica ambulanza presente al locale nosocomio, che soddisfa le esigenze di oltre 30mila persone, era impegnata in un altro servizio. A prestare soccorso al pensionato, è stata un’ altra ambulanza proveniente però da Soriano, giunta sul posto dopo circa 40 minuti. 

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Giovedì, 23 Maggio 2013 13:48

Operazione Libra, i nomi degli arrestati

mini carabinieriSono perlopiù imprenditori le venti persone arrestate stamate nell'ambito dell'operazione Libra, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, coadiuvati dagli agenti del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, supportati dai Reparti locali e dal Gruppo Operativo Calabria Carabinieri, nonché dai Finanzieri della Compagnia di Vibo Valentia e dei Nuclei PT di Roma, Milano, Brescia, Padova, Verona e Bologna. Contestualmente i militari hanno eseguito un sequestro preventivo emesso dalla Dda di Catanzaro nei confronti di 19 aziende e 25 persone fisiche, con il conseguente sequestro di 45 immobili (terreni, fabbricati, appartamenti e pertinenze) e conti corrente riconducibili ai destinatari del provvedimento per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.

Questi i nomi degli arrestati:

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mini Carabinieri-sorianelloFABRIZIA - Un piccione impiccato, appeso al cornicione della loro casa. E’ il macabro messaggio intimidatorio indirizzato ai testimoni di giustizia Giuseppe Mariano Iennarella, di Serra San Bruno, e alla moglie Laura Mamone, titolare della farmacia di Fabrizia. A fare la scoperta, ieri mattina, gli stessi coniugi che vivono in un’altra località e che, recandosi nella loro abitazione nel centro storico di Fabrizia, si sono trovati davanti la surreale scena del volatile che penzolava dal loro cornicione, sul lato della strada principale affinché tutti lo vedessero. L’episodio è stato segnalato ai carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Serra, che hanno dato il via alle indagini

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mini massimo_lampasiSERRA SAN BRUNO - Sono trascorsi più di due mesi ma ancora di Massimo Lampasi, il 25enne scomparso nel nulla la sera del 24 febbraio, non si hanno notizie. E man mano che i giorni passano, cresce anche la tensione. Il padre, le sorelle, il fratello e la compagna non riescono a darsi pace. Il timore che possa essere accaduto qualcosa di grave è concreto. Ad oggi, però, non si esclude nessuna pista. Come si ricorderà, di Massimo si sono perse le tracce la sera di domenica 24 febbraio, quando il giovane uscì di casa dicendo alla convivente che sarebbe andato a prendere le sigarette. Secondo quanto affermato dalla sorella Antonella, però, pare che Massimo quella sera avesse un appuntamento di lavoro. La mattina seguente, i familiari di Lampasi, che in passato ha già avuto problemi con la giustizia, hanno denunciato il fatto. Nel 2007, in particolare, è stato accusato, assieme ad altri soggetti, di aver rubato delle armi.
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mini SoveratoDodici condanne, a pene comprese tra 8 mesi e 7 anni, e tre assoluzioni. È questa la sentenza emessa dal giudice per le udienze preliminari di Catanzaro, Assunta Maiore, al termine del processo con rito abbreviato nei confronti dei presunti appartenenti della cosca di 'ndrangheta dell'area ionica del soveratese Sia-Procopio-Tripodi coinvolti nell'inchiesta “Show Down” coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.
A conclusione della requisitoria il pubblico ministero aveva chiesto 15 condanne a pene comprese tra i 3 ed i 14 anni di reclusione. A 6 anni di reclusione è stato condannato Vincenzo Alcaro, il brigadiere dei carabinieri in servizio al reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa; 3 anni e 4 mesi a Bruno Procopio, Vincenzo Bertucci (5 anni e 8 mesi), Patrick Vitale (7 anni 6 mesi), Francesco Vitale e Giuseppina Mirarchi (1 anno), Pannia Salvatore (4 anni), Pietro Danieli (8 mesi), Angelo Procopio (4 anni e 8 mesi), Giuseppe Santo Procopio (6 anni e 8 mesi), Vincenzo Ranieri (6 mesi e 20 giorni), Vincenzo Todaro (1 anno e 4 mesi). Sono stati assolti Daniela Iozzo, Pietro Aversa detto “Mister” e Vincenzo Mirarchi. Per gli altri indagati nell'inchiesta “Show down” è in corso il processo davanti ai giudici del tribunale che riprenderà il 3 giugno. Nei confronti di altre tre persone, Maurizio Tripodi, Michele Lentini e Davide Sestito, si svolgerà il processo davanti alla Corte d'assise perché accusati dell'omicidio e occultamento di cadavere di Giuseppe Todaro.
L'operazione condotta dai carabinieri portò all'arresto di una quarantina di persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, rapine, sequestro di persona e traffico di droga. Le indagini hanno avuto inizio dopo la scomparsa, nel dicembre del 2009, di Giuseppe Todaro, vittima di lupara bianca. 

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SERRA SAN BRUNO - Man mano che i giorni passano, cresce anche la tensione. Il timore che possa essere accaduto qualcosa di serio è concreto. Tanto da far cadere nello sconforto un'intera famiglia, che non riesce a darsi pace. Sono trascorsi dodici giorni da quando di Massimo Lampasi, 25enne serrese, si sono perse le tracce. Ed il sospetto che quello del giovane già noto alle forze dell'ordine possa ricondursi ad un caso di lupara bianca è concreto. Ad avvalorare tale ipotesi, infatti, non c'è soltanto il fatto che del venticinquenne non si sa più nulla dalla sera del 24 febbraio, ma anche quella che riconduce ad un presunto avvistamento di Lampasi nei pressi del campetto sintetico di via Matteotti. In pratica, subito dopo la scomparsa pare che Massimo aspettasse qualcuno. Chi, però, ad oggi non è dato saperlo. 

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